MILANO | Circolo Marras | Fino al 20 gennaio 2016 

di MATTEO GALBIATI

Il Circolo Marras accoglie, negli originali spazi dell’atelier milanese dello stilista Antonio Marras (1961), la mostra dell’artista Mahmoud Saleh Mohammadi (1979) che, con Tempo e Tempio, lascia immergere lo sguardo nell’atmosfera che le sue opere sanno generare, aprendo una visione non convenzionale dell’arte e della storia.
L’artista iraniano, fondatore nel 2014 dello Spazio Nour a Milano – città dove vive e lavora – un laboratorio creativo sperimentale impegnato nel dialogo tra le diverse arti visive e performative, presta grande attenzione a valicare i confini culturali delle eredità artistiche e dell’attualità della storia e, con l’allestimento che qui propone, sottolinea pienamente questa sua attitudine “ecumenica”.

Tempo e Tempio di Mahmoud Saleh Mohammadi, veduta della mostra, Circolo Marras, Milano

Del resto on poteva esserci luogo migliore nel capoluogo meneghino dello spazio di Marras per accogliere le sue opere: qui, dove i confini naturali di luoghi di lavoro, di ambiente privato e spazio per le collezioni, di tempio della creazione e ambiente della fantasia e della creatività, si confondono e contaminano; le installazioni dell’artista manifestano appieno le potenzialità espressive della loro natura metamorfica, adattandosi e inserendosi nel contesto che le accoglie con spontaneità, come se, elementi di un tutto cui naturalmente appartengono, fossero lì da sempre.
Disseminati nell’atelier i suoi lavori sostituiscono alla tela, come luogo del processo artistico, una serie di tappeti mediorientali – oggetto simbolo della sua cultura d’origine – di provenienza, manifattura ed epoche differenti. Su questi originali supporti Mohammadi costruisce i presupposti per generare un ambiente “magico”, sorprendente: il tappeto in lui torna a definire lo spazio, anche in modo simbolico e iconico, e, come sottolinea nel suo testo Francesca Alfano Miglietti, “si varca quasi come una soglia sacra o sciamanica”.
I tappeti, raramente stesi a terra, ma appesi, avviluppati all’architettura del luogo dove si adattano come nuove pelli, nuove tracce di altre presenze, si accendono anche di bagliori dorati, segni che colgono in sospensione il bagliore scintillante della luce. La luce da sempre mezzo imprescindibile per determinare la visione del mondo, ma, nell’arte, anche la sua interpretazione – dagli ori dell’arte bizantina alle vetrate gotiche, dalle potenzialità espressive nei dipinti di ogni epoca alle relazioni e implicazioni di ambito scientifico – somma un’ulteriore pluralità di significati.

Tempo e Tempio di Mahmoud Saleh Mohammadi, veduta della mostra, Circolo Marras, Milano

Proprio la vitalità dell’elemento luminoso trova un radicamento profondo nel senso del fare di Mohammadi: la sua poesia si attiva come principio ordinatore della realtà universale, fonte primaria di emozioni, sentimenti e sensazioni. Le opere esposte, con la loro correlazione stretta con il luogo, infondono questa percezione di incessante trasformazione e di dilatata apertura di altri orizzonti. Ci raccontano l’originalità, ricca e sorprendente, della suggestione che, senza avere itinerari precostituiti e lineari, nell’opera d’arte trova proprio  il campo agente delle sue potenti forze altrimenti inesprimibili.
La bellezza senza tempo e senza luogo del lavoro di Mahmoud Saleh Mohammadi si alimenta nel suo desiderio di non ancorarsi a geografie stabili; le sue energie derivano dall’immaginazione e dall’esistenza, dallo spirito e dalla natura, dalla storia e dalla fantasia e, per questo, in modo incontenibile, le sue opere parlano di vita.

Tempo e Tempio di Mahmoud Saleh Mohammadi 
testo di Francesca Alfano Miglietti
performance “#04 Chissà
di Mahmoud Saleh Mohammadi con Akiko Kozato

Fino al 20 gennaio 2016

Circolo Marras
via Cola di Rienzo 8, Milano 

Info: +39 02 89075001
bottega@antoniomarras.it
www.antoniomarras.it

www.mahmoudsalehmohammadi.com

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