Ti sarà inviata una password per E-mail
PISA | Passaggi Arte Contemporanea – Galleria Project Space | un nuovo spazio per l’arte

Intervista a SILVANA VASSALLO di Valeria Barbera

Silvana Vassallo ha da poco inaugurato Passaggi Arte Contemporanea, un nuovo spazio dedicato all’arte – e non solo – nel centro storico di Pisa. Nato come naturale evoluzione del percorso professionale della direttrice, Passaggi intende svolgere la funzione di “contenitore” e di catalizzatore di energie creative e artistiche cercando di dare spazio a progetti multidisciplinari che uniscano l’arte ad altri aspetti della cultura, in un’ottica di condivisione e diffusione delle tematiche della contemporaneità.

Abbiamo intervistato Silvana Vassallo proprio per farci spiegare la “ricetta” di questo progetto che vuole contribuire alla “rinascita” di una zona della città toscana, senza mai perdere di vista l’orizzonte internazionale.

Silvana Vassallo, ritrattoIniziamo subito dalle domande “semplici”. Perché proprio Passaggi e perché Pisa?
Quando il progetto di aprire una galleria ha cominciato a concretizzarsi, mi sono immaginata lo spazio come un contenitore dinamico di opere e persone, di emozioni e riflessioni. Così è nata l’idea di “passaggi”, un termine che tra i suoi significati include la dimensione fisica di abitare temporaneamente un luogo, condizione che caratterizza la modalità di fruizione di uno spazio espositivo. Passaggi rimanda anche a una dimensione mentale, suggerisce incursioni in territori liminali, un’esperienza che l’arte rende possibile. Inoltre, è un termine che ritrovo in tanti testi e opere che ho amato: I passages di Parigi di Walter Benjamin, Passage to India di Edward Morgan Foster, Passages di Henri Michaux, il video Passage di Bill Viola, lo splendido interludio Time Passes all’interno di Gita al Faro di Virginia Woolf. Sono testi e opere che in maniera diversa declinano l’inquietudine della contemporaneità privilegiando forme di scrittura ibride e metodologie d’indagine della realtà programmaticamente interlocutorie, e che mi piace considerare come “numi tutelari” di uno spazio dove l’arte contemporanea alimenta esperienze percettive e mentali ricche di senso.

Rispetto alla seconda domanda, Pisa è la mia città d’elezione, dove ho studiato e sono ritornata dopo un periodo all’estero, dove ho lavorato sia come docente che organizzatrice di eventi culturali. È una città che a mio avviso ha molte potenzialità, vanta un’antica tradizione culturale ed è sede di prestigiose istituzioni: l’Università, il CNR, la Scuola Normale Superiore, la Scuola Superiore Sant’Anna. Non vi sono grandi esperienze di gallerie di arte contemporanea, mentre credo che ci sia un terreno fertile per iniziative di questo tipo.

La sua passione per l’arte e la cultura viene da lontano… Quali sono secondo lei le tappe della sua carriera che l’hanno portata sino a qui?
Mi viene in mente un’opera di Alberto Garutti realizzata per l’aeroporto di Malpensa (2010). Si tratta di un’iscrizione sul pavimento in cui si legge “tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora”. È bello vedere le cose in questa prospettiva. Ho studiato filosofia e storia dell’arte, ho insegnato e svolto attività di organizzatrice di eventi culturali e l’arte contemporanea è stata da sempre una mia passione.

Una forma di attenzione, Sabrina Mezzaqui in dialogo con Antonella Anedda Veduta della mostra, maggio 2014, Passaggi Arte Contemporanea, Pisa, Ph. Dania Gennai

Nel nome di Passaggi Arte contemporanea si legge sia la definizione “galleria” ma anche “project space”. Sembra così che lo spazio dato ai progetti multidisciplinari sarà importante quanto quello riservato alle iniziative più commerciali. Quali saranno le caratteristiche principali della programmazione?
Mi piacerebbe organizzare mostre che partono da progetti, anche in collaborazione con istituzioni pubbliche e private. Inoltre vorrei organizzare workshop e seminari con artisti, critici, curatori, in modo da rendere il pubblico interessato più ricettivo alle problematiche relative all’arte contemporanea.

Passaggi apre in una zona di Pisa nella quale ultimamente sono sorte nuove realtà legate alla creatività e alla cultura. Secondo lei si tratta dell’inizio di una nuova vita per questi luoghi e per questa città in generale?
Me lo auguro vivamente. Nella stessa strada dove ha sede la galleria, in Via Garofani, si trovano due librerie, Jazz&libri e Ubik. Quest’ultima ha aperto l’estate scorsa ed è diventata un luogo molto vivace, dove si organizzano incontri, presentazioni di libri, serate musicali, oltre a essere la sede della redazione di un nuovo quotidiano online di Pisa, Pagina Q. Poco distante si affaccia sul lungarno il prestigioso Palazzo Blu, centro d’arte e cultura, che oltre a ospitare una collezione permanente di arte pisana dal trecento ad oggi promuove manifestazioni artistiche di varia natura, tra cui mostre di arte moderna e contemporanea. Via Garofani si trova nel cuore del centro storico di Pisa e nelle intenzioni dell’Amministrazione Comunale c’è il progetto di far diventare la strada zona pedonale. Ritengo che, dalla concomitanza di tutte queste situazioni, possano scaturire delle energie positive per accrescere l’atmosfera creativa della città.

Che tu sia per me il coltello 2014 Libro intagliato (David Grossman, Che tu sia per me il coltello, ed.  Mondadori), ritagli arrotolati e infilati, colla, filo, dimensioni variabili  (libro aperto 19,5x26 cm; lunghezza filo 1.500 cm circa) Ph. Dania Gennai

Passaggi ha inaugurato con Una forma di attenzione, progetto singolare che unisce la parola scritta alle arti visive e che, come leggiamo sul comunicato, è nato proprio da un suo incontro con Sabrina Mezzaqui e Antonella Anedda. Ci può raccontare meglio questa mostra?
Esattamente. L’idea di far dialogare Sabrina Mezzaqui con la poetessa e saggista Antonella Anedda è nata da un incontro. Diversi anni fa ho invitato Sabrina Mezzaqui a un convegno curato da Rossana Dedola presso la scuola Normale Superiore di Pisa, che ho contribuito ad organizzare. In quell’occasione ho conosciuto Antonella Anedda. Mi ha affascinato particolarmente il suo libro La vita dei dettagli, un testo difficilmente collocabile in un genere specifico, in cui il tema dei dettagli viene declinato in tante modalità diverse, con riferimenti alla storia dell’arte di cui l’Anedda è profonda conoscitrice. Che tu sia per me il coltello 2014 Libro intagliato (David Grossman, Che tu sia per me il coltello, ed.  Mondadori), ritagli arrotolati e infilati, colla, filo, dimensioni variabili  (libro aperto 19,5x26 cm; lunghezza filo 1.500 cm circa) Ph. Dania Gennai Proprio attorno a procedure compositive che partono da dettagli mi è sembrato di individuare “una particolare forma di attenzione” che attraversa la scrittura di Antonella Anedda e l’arte di Sabrina Mezzaqui: ritagliare, ricomporre, restituire schegge di vita, frammenti di pensieri e di visioni è una caratteristica che contraddistingue l’operare artistico di entrambe, che si pone come pratica dialogante, interlocutoria, generatrice di epifanie parziali offerte alla condivisione.

Per la mostra Sabrina Mezzaqui ha realizzato tre opere che si ispirano a tre libri: Che tu sia per me il coltello di David Grossman, E disse, di Erri De Luca e alcune liriche di Antonella Anedda contenute nella sezione Cucire di Salva con nome, sua recente raccolta di poesie. I libri di Grossman e De Luca ci parlano della forza performativa e non solo informativa delle parole, del ruolo salvifico o distruttivo che esse possono esercitare. Il dialogo con Antonella Anedda si articola attorno a una metafora tessile: cucire assieme immagini e parole per “rammendare” ferite, rifiuti, assenze. Di Antonella Anedda sono esposte le pagine di Collezionare perdite tratte da La vita dei dettagli, che segnano l’avvio di una nuova fase di sperimentazione in cui la scrittura si mescola con immagini, fotografie e altri supporti materici (di questo argomento l’autrice tratta nel saggio appena pubblicato Volevo essere un’adoratrice silenziosa di immagini, in Incollare mondo, cucire parole, a cura di Rossana Dedola, Edizioni ETS, 2014). Per concludere, alla fine di giugno presenteremo in galleria un libro in edizione limitata legato alla mostra, contenente un testo di Antonella Anedda su Sabrina Mezzaqui e vorremmo organizzare anche una lettura di poesie. Sarà un’ulteriore modo di unire immagini e parole.

Una forma di attenzione. Sabrina Mezzaqui in dialogo con Antonella Anedda

10 maggio – 19 luglio 2014

Passaggi Arte Contemporanea – Galleria Project Space
via Garofani 14, Pisa

Orari: dal martedì al sabato 16.00 – 20.00 e su appuntamento

Info: +39 338 35 25 236
info@passaggiartecontemporanea.it
www.passaggiartecontemporanea.it

Condividi su...
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se continui a navigare accetterai l'uso di tali cookies. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi