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L’artista fiorentina Lucia Marcucci, classe 1933, dal 19 marzo è in mostra da Frittelli Arte Contemporanea. Fin dagli anni ’60 Marcucci concepisce i suoi lavori con una ciclicità di cui si serve per manipolare il messaggio che arriverà allo spettatore.
Il feed-back, la risposta è il risultato della ricezione di un codice “alterato” stabilito spesso dal “contrasto” fra immagine e parola. La “credibilità” persuasiva del potere della comunicazione massmediale passa sotto un’operazione fortemente critica che manipola, inverte, cripta e confonde attraverso la tecnica pittorica e il collage…

Francesca Di Giorgio: Digital poems, città larga e poesia dislessica sono tre recenti cicli di opere protagonisti della sua personale in mostra da Frittelli Arte Contemporanea di Firenze. Ci racconta di cosa tratta?
Lucia Marcucci: In Digital poems – le opere più recenti – mi avvalgo della tecnologia più avanzata sia nella scelta delle immagini, sia in quella dei mezzi pubblicitari e dei mass media: cartelloni luminosi, insegne intermittenti, ecc… In città larga, nella periferia degradata delle città, la pubblicità affascina ancor più passivamente gli spettatori che non hanno mezzi per riflettere criticamente sulla scelta dei prodotti reclamizzati, perciò tento di mandare un messaggio “contro” cioè di manipolare il messaggio per farlo risaltare il più possibile ma in maniera contrastante e tale da cercare di far riflettere il suddetto fruitore, farlo stupire per l’incongruenza fra l’immagine e le frasi in essa inserite. In poesia dislessica le parole sono manipolate in modo “dislessico”, appunto, tanto da costringere il fruitore a una forzata decriptazione. La lettura risulta così più consapevole.

Concepire i lavori seguendo, appunto, una ciclicità, cosa permette di trasmettere e sviluppare?
La ciclicità non è altro che la mia poetica, che ho perseguito dai lontani anni ’60: rimandare il messaggio cambiato di segno al mittente, cioè cercare di stravolgere il messaggio persuasivo del potere eseguendo un’operazione di possibile contrasto al linguaggio politico, giornalistico, televisivo, filmico e anche sportivo. Tutto ciò manipolando, attraverso tecniche di collage (estrapolando materiale dai rotocalchi, dai manifesti, dalle pellicole filmiche, ecc…) supportate anche da tecniche pittoriche e così riuscendo a ricostruire un linguaggio con le stesse strutture a cui è abituato lo spettatore ma del tutto ambiguamente contrario.

Supervisiva esprime una ricerca dalla natura ibrida: poesia, musica, spettacolo, comunicazione di massa. Nello stesso tempo richiama al potere straordinario dell’immagine…
Mi avvalgo del potere dell’immagine per sottolineare, come dicevo, la possibilità di restituirla allo spettatore con messaggi del tutto diversi. Le immagini femminili, di violenza, di cataclismi e le altrettante immagini che sono continuamente sotto i nostri occhi e che scorrono sugli schermi, sul video, su internet… il tutto viene da me catturato manipolando e cercando sempre di cambiarne il segno.

La sua opera ha attraversato gli anni ’60/’70 in Italia. Tutto il suo lavoro ha una forte componente ideologica. Italia sottovuoto (2009) si riferisce al clima politico asfittico degli ultimi anni?
… si riferisce al momento attuale di stagnazione culturale e di politica inesistente.

La mostra in breve:
Lucia Marcucci. SUPERVISIVA
Frittelli Arte Contemporanea
via Val di Marina 15, Firenze
Info: +39 055 410153
www.frittelliarte.it
19 marzo – 15 maggio 2010
Inaugurazione venerdì 19 marzo ore 18.00

In alto da sinistra:
Poeta Mago, 2010, assemblaggio e acrilico su tela, cm 90×60
Italia sotto vuoto, 2009, acrilico su tela stampata, cm 109×109

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