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VENEZIA | Museo Correr | 1 giugno – 27 ottobre 2013

di MATTEO GALBIATI 

Fiore all’occhiello dell’ampia e interessante proposta di mostre del MUVE, offerta durante l’attuale Biennale veneziana, è certamente la sontuosa mostra di Sir Anthony Caro (1924) nell’eccezionale cornice del Museo Correr. Non ha mancato neppure di esprimere e sottolineare la più viva soddisfazione e il grande orgoglio, per il complesso e impegnativo progetto espositivo dedicato al celebre scultore inglese, la stessa direttrice del MUVE, Gabriella Belli, in una recente intervista (vedi Espoarte n.81): questa mostra ha segnato, infatti, la proficua collaborazione dell’istituzione veneziana con il British Council e Gagosian. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la più grande retrospettiva realizzata in Italia dedicata ad uno dei maggiori e rivoluzionari interpreti della scultura internazionale contemporanea.

Grandi opere, a dispetto della difficoltà logistica della città lagunare che inevitabilmente avrebbe potuto condizionarne la scelta, si susseguono sala dopo sala, in un percorso affascinante che proietta lo sguardo e la fisicità dello spettatore dentro – e attorno – ai solidi, eppur leggeri, volumi delle costruzioni di Caro.
Il suo maestro è stato, negli anni ’50, Henry Moore (1898-1986), artista che ha modificato la visione della scultura del ‘900, e da lui Caro ha appreso ed ereditato proprio la poesia della materia e quella misurata rottura della “forma” scultorea classica. Si apriva quindi ad un’astrazione semplice e viva, riprendendo e concentrandosi su certa essenzialità tipica delle forme primitive e originarie.

Caro, abbandonato il linguaggio figurale negli anni ’60, inizia a conseguire autonomi successi e persegue la via per l’affermazione della sua visione che caratterizzerà tutta la sua successiva opera. Egli predilige da sempre l’acciaio – come dimostrano le opere al Correr – ma questo non gli ha impedito di sperimentare comunque una ricca e variegata possibilità di elementi e materiali (bronzo, legno, carta, piombo…). Egli compone ciascuna sua scultura procedendo quasi per assemblaggi di “pezzi” bidimensionali, con i quali sviluppa il corpo tridimensionale delle sue creazioni. Le sculture paiono quasi un disegno, un bozzetto, veloce e istintivo, per quanto perdurante ed armonico, che, colorato vivacemente, si concretizza nello spazio. Una presenza forte, tangibile, ma eterea ed intonata, che conquista con la sua incidente autonomia.

Percorrendo le sale del museo di piazza San Marco la nostra ammirazione s’intreccia alle forme di Caro che, avviluppandosi al nostro sguardo, rimangono impresse e vestono e riempiono, appagandola, la vista, non meno dell’immaginazione e del ricordo. Non possiamo che consigliare una sosta – prolungata il più possibile – per ammirare questa mostra.
Moore sosteneva che uno scultore fosse una persona interessata alla forma delle cose, non meno del poeta alle parole e del musicista ai suoni: sir Anthony Caro sembra aver assimilato e interpretato assai efficacemente queste parole.

Caro al Museo Correr
commissari Gabriella Belli e Gary Tinterow
progetto espositivo Daniela Ferretti
in collaborazione con Gagosian Gallery
con il patrocinio del British Council 
 

1 giugno – 27 ottobre 2013

Museo Correr
Piazza San Marco 52, Venezia

Info: +39 041 2405211
info@fmcvenezia.it
www.visitmuve.it

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