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MILANO | Galleria Antonia Jannone. Disegni di Architettura | 11 marzo – 5 aprile 2014

di ILARIA BIGNOTTI

Partire da ciò che desidero, dallo spazio nel quale si esprimono le mie necessità, i miei percorsi, le mie attività.
Partire da me per arrivare all’altro, a ciò che non è mio e nemmeno tuo: a ciò che è pubblico. Di tutti e di ciascuno.
Ugo La Pietra, Casetta “Interno Esterno” Candelabri, 1979-2013, ceramica realizzata da Da Boit, Sesto Fiorentino Foto Aurelia Raffo Courtesy Archivio Ugo La Pietra
L’interno diventa esterno, e così abbatte tutte le barriere, ponendosi quale “metodo progettuale per la buona salute di un’architettura che sembra cercare con scarsi risultati nuovi modelli a cui fare riferimento.”
Così scriveva alla fine degli Anni ’70 Ugo La Pietra (1938), straordinario protagonista della ricerca architettonica e artistica che nel corso di mezzo secolo, dal 1960 a oggi, ha saputo scardinare più di un luogo comune o di una tradizione per gettare le basi modalità di intervento nell’ambiente  come environment, come luogo nel quale siamo in relazione, viviamo ed esprimiamo criticamente la nostra presenza umana, sociale e culturale, ideologica e politica.
Queste le premesse che è necessario fare prima di approcciarsi a qualsivoglia percorso di ricerca di Ugo La Pietra, alle cui indagini ed esperienze, più o meno dichiaratamente, continuano a riferirsi architetti e designer, intellettuali e artisti anche appartenenti alle ultime generazioni.
Del resto, la storia ha spesso dato ragione alle idee, ai progetti, anche alle utopie di La Pietra, che oggi, da Antonia Jannone a Milano, presenta una mostra volta a girare l’angolo degli Anni ’70, da tempo al centro dell’attenzione critica ed espositiva italiane, per farci accedere al decennio successivo, ancora da indagare nella sua complessità.
Ugo La Pietra, Casetta “Interno Esterno” Credenze, 1979-2013, ceramica realizzata da Da Boit, Sesto Fiorentino Foto di Aurelia Raffo Courtesy Archivio Ugo La Pietra
La mostra infatti, fin dal titolo, Interno Esterno, propone al pubblico le “Casette” Interno/Esterno, i disegni, le tele e le ceramiche realizzate da Fusella (Faenza) verso la fine degli anni Settanta, e più recentemente da Sandro Da Boit (Sesto Fiorentino). Un mondo di oggetti e di progetti chiamati a testimoniare il passaggio di La Pietra agli Anni Ottanta, in un momento che senza abbandonare quell’imprinting concettuale che ne caratterizza comunque l’intera indagine, già si apre agli elementi ironici e “appariscenti”, portavoce del decennio della cultura del fare e dal neoeclettismo.
Tra volontà di restituire valore e significato all’architettura, rompendo le barriere tra dentro e fuori (ecco allora gli oggetti di uso quotidiano e intimo, domestico, fatti uscire sulle facciate e per le strade) e recuperando la dimensione artigianale e il valore della decorazione, si articolano le opere esposte in mostra da Antonia Jannone.
Nessun rispolveramento di memorie, tuttavia: come sempre avviene, quando La Pietra parla della propria ricerca attraverso le opere e i progetti, lo fa con quella vitalistica tensione all’oggi dominata, prima di ogni cosa, dalla passione per la vita, dal rispetto per l’uomo.
Uomo come fruitore, certo. Ma prima ancora come cittadino, ovvero animale sociale.

Ugo la Pietra. “Interno Esterno”
a cura di Marco Meneguzzo

11 marzo – 5 aprile 2014

Galleria Antonia Jannone. Disegni di Architettura
Corso Garibaldi 125, Milano

Orari: da martedì a sabato 15.30-19.30
mattina su appuntamento

Info: +39 02 29002930
info@antoniajannone.it
www.antoniajannone.it

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