BOLOGNA | Mast Gallery | 14 maggio – 6 settembre 2015

di MATTEO GALBIATI

Spesso si rimprovera alle gallerie, agli spazi espositivi, alle istituzioni e, persino, ai musei di non avere né seguire un principio di coerenza nei progetti di mostre che riempiono e calendarizzano le loro programmazioni. Le mostre si avvicendano, non dappertutto certo, senza orientamenti e senza logiche di continuità lasciando, a chi le frequenta, sempre una certa idea di discontinuità e di sporadicità nelle loro presentazioni. Un esempio di specializzazione, quasi estrema, lo mostra, invece, la Mast Gallery di Bologna che, nata dalla passione e da un mecenatismo di sapore antico e nobile dell’imprenditrice Isabella Seragnoli, offre al suo pubblico un’indagine sulla fotografia e, nello specifico, sulla fotografia industriale.

Thomas Struth, Tokamak Asdex Upgrade Interior 2, Max Planck IPP, Garching, 2009/2011, Interno del Tokamak Asdex Upgrade 2, Istituto Max Planck di Fisica del Plasma C-print © Thomas Struth

Spazio espositivo nel cuore della sede bolognese del Gruppo Coesia, azienda leader mondiale nel settore delle macchine automatiche avanzate e della meccanica di precisione, in un edificio dall’architettura spettacolare e affascinante da far invidia ai più patinati “luoghi dell’arte”, la Mast Gallery conferma ancora una volta l’eccezionale qualità delle mostre che ospita.
Dopo le esposizioni dedicate a David Lynch e Emil Otto Hoppé, la nuova ricca proposta di Urs Stahel, curatore della collezione di fotografia della fondazione bolognese, rende un’efficace testimonianza sul mondo dell’industria contemporanea: percorrendo le diverse sale, le varie immagini che si incontrano, espressione di ventiquattro fotografi e artisti contemporanei, rimandano al paesaggio dei luoghi di produzione di oggi.

Vincent Fournier, Kobian Robot #1 (Takanishi Laboratory), Waseda University, Tokyo, Japan, 2010/2013, Robot Kobian #1 (Laboratorio di Takanishi), Università Waseda, Tokyo, Giappone, C-print, 133x103 cm © Vincent Fournier

Superati i codici e rinnovato il linguaggio di un certo tipo di fotografia che, negli anni ’60 e ’70 del Novecento, si era diffusa attorno a questo genere particolare di ricerche, e che sono state ben messe in luce dallo stesso curatore in sede di presentazione, qui ammiriamo un’espressione nuova nel descrivere gli spazi della produttività attuale. Fondamentale, in questo senso, è anche il mutato assetto delle linee produttive, delle possibilità della tecnologia e dei contesti in cui si lavora, oltre alla pari accelerazione che riscontriamo anche nel miglioramento degli strumenti a disposizione di fotografi e artisti.

Massimo Vitali, Calambrone (#0442), 1999/2013, C-print, 235.5x185.5 cm © Massimo Vitali Courtesy Brancolini Grimaldi Gallery, London

La mostra, seguendo queste due sinergiche e attuali rivoluzioni high-tech, ci racconta, con immagini persuasive e catalizzanti la nostra attenzione, i nuovi assetti industriali e i nuovi mezzi, spazi e contesti dove avviene la produzione industriale attuale. Queste visioni non restano nemmeno immuni dall’offrire spunti per riflessioni sulle implicazioni socio-economiche, sull’attualità della società, sui rapporti uomo-natura, sull’automazione dei sistemi, sulle diseguaglianze e le diversità che permangono ancora, sui temi della sostenibilità e dell’ecologia.
Se scopriamo aspetti e visioni inedite, sconosciute e inusuali dei panorami artificiali offerti dalle industrie, segnaliamo lo struggente e forte video di Simon Faithfull che, in dodici intensi minuti, ci porta nella desolazione solitaria e abbandonata di una stazione baleniera della Georgia del Sud, ormai popolata solamente da leoni marini e foche, impacciati animali che si muovono in questo ambiente post-umano.

Edward Burtynsky, Shipbreaking #10, Chittagong, Bangladesh, 2000, demolizione di navi #10, digital C-print, 157.5×132 cm © Edward Burtynsky Courtesy Nicholas Metivier Gallery, Toronto/Gallerie Springer, Berlin

Nei margini stretti di una scelta tanto specialistica, a dominare l’orientamento delle sue proposte, la Mast Galery si conferma come eccellenza assoluta nel contesto culturale e artistico italiano, un luogo che – meriterebbe la visita solo per ammirare i suoi spazi dove convivono impresa, attività ricreative e culturali, aperte anche all’intera cittadinanza e non solo a chi vi lavora – riserva sorprese e grandi occasioni e motivi di stupore. Assolutamente da visitare.

Industria oggi. Fotografie contemporanee dalla collezione Mast
a cura di Urs Stahel 

Opere di: Olivo Barbieri, Edward Burtynsky, Ariel Caine, Stephane Couturier, Ad van Denderen, Mitch Epstein, Simon Faithfull, Vincent Fournier, Peter Fraser, Jim Goldberg, Grian Griffin, Jacqueline Hassink, Miyako Ishiuchi, Ricard Learoyd, Vera Lutter, Trevor Paglen, Sebastião Salgado, Allan Sekula, Bruno Serralongue, Henrik Spohler, Thomas Struth, Hiroshi Sugimoto, Carlo Valsecchi, Massimo Vitali

14 maggio – 6 settembre 2015

Mast Gallery
via Speranza 42, Bologna 

Orari: da martedì a domenica 10.00-19.00
Ingresso gratuito 

Info: +39 051 6474345
staff@fondazionemast.org
www.mast.org

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