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Un nuovo spazio inaugura il 7 aprile nel quartiere San Lorenzo. Un’area strategica che permette a Limen otto9cinque di essere contemporaneamente luogo circoscritto negli spazi di una galleria ma aperto al contesto fisico ed intellettuale che lo circonda. Un varco aperto (Limen in latino significa, appunto, soglia) nel mondo dell’arte contemporanea che include, insieme alle nuove tendenze, un’intenso percorso di esperienza sul campo del suo ideatore: Massimo Riposati…

Francesca Di Giorgio: Sembra scontato, ma forse non lo è poi così tanto, pensare che prima ancora dei luoghi, anche se eloquenti e scelti con cura, ci siano le persone. Quando si tratta di uno spazio aperto all’arte conta ancora di più sapere chi lo fa vivere e il perché. Ricordiamo a tutti chi è Massimo Riposati ideatore di Limen otto9cinque?
Massimo Riposati: Ritengo che non ci sia nulla di così apparentemente determinato come la scelta di non ricercare un percorso definito. Le identità si costruiscono passo dopo passo, attraverso percorsi non lineari, un po’ come la mossa del cavallo negli scacchi.
 Ho sempre ritenuto la diagonalità e l’obliquità come occasione di attraversamenti conoscitivi più profondi. Ho scelto di creare una professione che attraversasse il mondo dell’arte venendo da una provenienza indeterminata: la frequenza, fisica e mentale, fin da adolescente con i laboratori di creatività dei primi anni ’60, ha favorito le mie inclinazioni. Questo, nella città che ha visto nascere e svilupparsi i fermenti che si esprimeranno con una generazione del post informale aperta alle esperienze di una nuova arte popolare.
 La collaborazione con Gianni Toti e Domenico Iavarone, fondatori della rivista Carte Segrete, nei primi anni ’70, ha creato gli spazi per sviluppare settori di intervento che coniugassero la parola all’immagine. Artificina ha rappresentato il luogo dell’incontro tra scrittori ed artisti, in una collana dove il testo non era mai didascalia dell’immagine e l’immagine un’illustrazione del testo. Nasce così la vocazione alla cura degli eventi che si esprimerà nei luoghi (le gallerie: Artificina, MR, Diagonale, pH7) deputati convenzionalmente o in spazi museali.
Limen otto9cinque rappresenta il luogo/raccordo ideale per sviluppare questo percorso.

Chi la affiancherà e le starà vicino in questa nuova avventura?

Nello spirito di sviluppare sinergie positive per compiere qualunque impresa, Limen otto9cinque chiede di coniugare diverse esperienze finalizzate ad un progetto comune. L’apporto scientifico e professionale di Cristina di Stefano, da anni con me nella vita e nella redazione di tutte le pubblicazioni, il contributo di passione e concretezza di Roberto Tomassoni e Mirella Guerrieri, compagni di viaggio in questo percorso e lo sguardo generazionalmente proiettato verso le nuove tendenze di Silvia Possanza, formano le caratteristiche di una squadra aperta sulla nostra soglia.

Quartiere San Lorenzo, Roma. Sulla via Tiburtina a metà strada tra il Pastificio Cerere e l’antica Fabbrica di Cioccolato nasce, per sua stessa definizione, «un’ampia piattaforma di lavoro dedicata all’incontro, allo scambio e al confronto nell’ambito delle arti visive contemporanee». La zona è fertile, per tradizione sede di molti studi d’artista e spazi alternativi a disposizione di progetti a tempo determinato. In questo contesto quale direzione prende Limen otto9cinque e quali sono i suoi obiettivi?
Una fortunata e straordinaria opportunità ha reso disponibile uno spazio nel cuore del quartiere San Lorenzo, ideale per dare continuità e sviluppo alle sopracitate esigenze di interrelazione tra linguaggi e discipline. Limen, dal latino “soglia”, è il luogo deputato all’interscambio, all’incontro tra generazioni e modalità espressive, ognuna indagata per la sua grammatica e la sua sintassi. Non quindi soglia come chiusura, come porta sbarrata, ma linea per affacciarsi sul prossimo, sul diverso, sul fuori da te. Ottocentonovantacinque sono i centimetri che non dividono, ma uniscono il nostro spazio al quartiere che ci ospita.

Inaugurate il prossimo 7 aprile con la mostra San Lorenzo: Limen – Le soglie dell’Arte a cura di Achille Bonito Oliva. La collaborazione con ABO non è nuova. Ci racconta come nasce la mostra e le sue caratteristiche?

Ormai da tempo San Lorenzo possiede una propria identità. Nel 1984 Achille Bonito Oliva apriva gli studi degli artisti che si erano stabiliti nel palazzo ex Pastificio Cerere. Una mostra inconsueta, fuori dallo schema delle gallerie, dove ogni artista apriva il proprio studio ai visitatori mostrando la quotidianità della propria ricerca: in quell’occasione ho avuto il privilegio di editare Atelier, catalogo ormai ritenuto all’origine dello sviluppo dei diversi percorsi di Ceccobelli, Dessì, Gallo, Nunzio, Pizzi Cannella e Tirelli.
Era quindi inevitabile che più di 25 anni dopo si rendesse omaggio al curatore Achille Bonito Oliva per la sua straordinaria intuizione, e a quegli artisti che hanno poi saputo sviluppare percorsi autonomi e separati, ma ognuno di straordinaria intensità.

È già stata definita una programmazione? Qualche anticipazione?
Le relazioni nazionali ed internazionali di collaborazione ed amicizia con istituzioni pubbliche e private, ci consentiranno di porre Limen otto9cinque come Ponte e Osservatorio di diverse realtà. Ci auguriamo che la progettata flessibilità dello spazio permetterà di realizzare eventi interdisciplinari, ponendosi come luogo di accoglienza e ricerca.

Lo spazio in breve:
Limen otto9cinque
Via Tiburtina 141, Roma
Info: info@limen895.com
www.limen895.com
Dal 7 aprile in mostra:
San Lorenzo: Limen – Le soglie dell’Arte
Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Nunzio, Pizzi Cannella, Marco Tirelli
a cura di Achille Bonito Oliva

In alto da sinistra:
Marco Tirelli, Senza titolo, 2008, tempera su carta, 2 pannelli cm 135×113
Marco Tirelli, Senza titolo, 1980, inchiostro e olio su cartoncino su carta, 24 elementi ognuno cm 70×50

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