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INTERVISTA DI FRANCESCA DI GIORGIO

Adelasia, figlia dell’imperatore Ottone, scappò con il suo Aleramo contro il volere del padre e i due, alla fine, fondarono Alassio. Un valligiano di nome Zitta liberò la Valle dalla dominazione dei Saraceni e, poi, ancora, la marchesa Ildegonda che cadde, assieme al suo amato menestrello di corte, nel fiume Armella dando il nome al Ponte dei Corni… Queste ed altre storie si possono incontrare passeggiando tra le vie del centro di Ormea. Storie di amori, glorie e battaglie legate alle tradizioni di un piccolo centro piemontese che hanno convinto il collettivo il Cerchio e le Gocce (Torino) a ripetere l’impresa di Leggende tra i monti un Festival di arte muraria giunto quest’anno alla seconda edizione. Dal 15 al 17 luglio, con tanto di mappa alla mano, si potranno vedere gli artisti all’opera sui muri del paese e, perché no, gustare un’ottima polenta saracena in un «mix di arte urbana, natura e cultura alpina»… parola di MrFijodor!

Francesca Di Giorgio:Dal festival torinese PicTurin al ligure Muridamare (Imperia) l’associazione il Cerchio e le Gocce continua ad esportare il “verbo” del murales in altri territori. È la volta di Ormea…
Fijodor Benzo (MrFijodor):
Sono originario di Ormea e circa due anni fa sono stato contattato da alcuni ragazzi del paese. Da lì è partito un dialogo che ha dato forma alla prima edizione di Leggende tra i monti (2010), cercando di coniugare la nostra esperienza sull’arte urbana e la riqualificazione, alle specificità e potenzialità del territorio: un muro di cemento o un palazzo grigio, danno decisamente più fastidio in un ambiente incontaminato che in una periferia cittadina. Il lavoro, per certi versi, è più complicato, perché dobbiamo integrarci con l’ambiente ma i risultati sono sorprendenti, soprattutto per i fruitori che non si aspettano dei “graffiti” in mezzo alle montagne.

Otto le tappe del percorso che si snoda nel centro storico: ognuna narra un “cammeo” legato a nomi e vicende differenti, da riscoprire… Quali muri della città avete scelto e perché?
I muri vengono scelti in base alle leggende, alle necessità degli artisti per rappresentarle e alla fattibilità pratica e, ovviamente, alla disponibilità degli abitanti. L’anno scorso siamo intervenuti su 5 superfici, invece quest’anno abbiamo optato per 3, di cui una molto grande. Alcune volte si riesce anche ad intervenire nella location dove la leggenda si è svolta, ma non sempre è possibile. L’anno scorso ci siamo riusciti con Mauro149 dei Truly Design e la leggenda del Ponte dei Corni. Purtroppo dobbiamo lottare con una serie infinita di imprevisti, da muri che vengono bloccati all’ultimo minuto perché la Provincia non dà la concessione, ad artisti che non posso garantire la loro presenza come lo spagnolo Aryz quest’anno. Ma tutto questo non ci fa demordere!

Come siete entrati in contatto con le leggende e le storie legate al luogo? Passaparola o altro?
Alcune sono nella memoria storica della popolazione, e quindi ci sono state ispirate dalle persone e dai loro racconti. Mentre altre fanno parte della storia del paese e delle sue valli. Ci piacerebbe entrare ancor di più nell’immaginario locale e magari riuscire a rappresentare le storie delle famiglie e i loro sogni. La storia del paese ha davvero 1000 sfumature, ha avuto momenti di gloria e di declino, uno sviluppo industriale con la Cartiera costruita dalla Piaggio, ma anche l’abbandono delle terre e dei pascoli. Alla fine dell”800 grazie alla ferrovia, che agevolava le comunicazioni, Ormea divenne un centro turistico di risonanza europea. È di quel periodo la costruzione del Grand Hotel frequentato dalla nobiltà inglese, francese e tedesca; per alcuni anni funzionò anche una sede estiva del casinò di Sanremo. Si costruirono ville per la villeggiatura da parte di nobili famiglie europee. Un boom del turismo legato al casinò…

Sotto il profilo “istituzionale” le vostre operazioni passano sotto il nome di “riqualificazione” e “valorizzazione”. In questi termini quando sentite di aver fatto un buon lavoro?
Sicuramente quando c’è un buona risposta dalle persone che vivono nella zona, e quindi vedono un miglioramento del loro quotidiano. Quando ridiamo vitalità a una superficie degradata o insignificante. Ultimamente uno dei lavori che ci ha dato maggior gratificazione è stata la decorazione del muro in salita Gallita a Imperia, all’interno del progetto Muridamare, nel quale abbiamo rappresentato Villa Grock. A Imperia ha vissuto nei primi anni del ‘900 uno dei più grandi clown di tutti i tempi, Grock. La sua abitazione, una villa Liberty stupefacente, è stata da pochi anni restaurata e il murales oltre a riprendere un muro anonimo funziona anche come indicazione turistica per questo monumento, che è amatissimo dagli imperiesi. La vittoria più grande è stata l’opera Culture colors your life (2010), dipinta sulla facciata cieca di Palazzo Nuovo, l’Università degli Studi di Torino. Arrivare a dipingere in pieno centro e sotto la Mole Antonelliana uno degli edifici più tristi della città è stato meraviglioso.

In un certo senso il vostro progetto restituisce alla città ciò che è sempre stato suo ma forse da alcuni dimenticato… Oltre agli artisti coinvolti attivamente nell’opera muraria chi avete incontrato sulla vostra strada?
Importantissimo è lo sforzo dell’assessore Stefano Obbia, che seppur giovanissimo (classe ’87), si impegna molto per far quadrare esigenze dell’organizzazione e problematiche locali. La gente del posto e i “villegianti” che portano caffè e torte fatte in casa agli artisti impegnati a combattere con i colori e il sole. L’anno scorso, ci siamo trovati al pub del paese, diverse bevute gratuite a nostra disposizione, offerte dai ragazzi del posto. Un ringraziamento devo farlo anche ai miei genitori che mettono a disposizione la loro casa per ospitare gli artisti con amici e fidanzate, oltre a esserci di supporto per qualsiasi esigenza.

Cosa accadrà nelle giornate dal 15 al 17 luglio? Ci saranno vostri interventi live?
Si potranno vedere gli artisti all’opera e i diversi modus operandi. Inoltre sabato 16 ci sarà la sagra della polenta saracena, un piatto tipico locale. La particolarità di questo evento è infatti il mix di arte urbana, natura e cultura alpina.

Leggende tra i monti seconda edizione e poi? Ritornerete ad Ormea?
Speriamo di poter ripetere, migliorare e dare visibilità maggiore a questo festival. Il comune ci aiuta molto, e grazie all’impegno degli artisti e all’accoglienza dei paesani ci impegneremo per raggiungere il nostro obbiettivo! E ovviamente grazie a tutti gli artisti che ci hanno supportato fino ad ora: Ale Senso, Corm79, Macho, Mauro149, Libellulart e Reser.

Il festival in breve:
Leggende tra i monti 2011. L’arte urbana riscopre le tradizioni

II edizione
Centro storico di Ormea (CN)
Organizzazione: il Cerchio e le Gocce in partnership con il Comune di Ormea
Info: www.ilcerchioelegocce.com
www.ormea.eu
www.mrfijodor.it
www.picturin-festival.com
www.muridamare.org
15 – 17 luglio 2011
Artisti: MrFijodor, Corn, Reser, Truly Design

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