Ti sarà inviata una password per E-mail
FERRARA | MLB Home Gallery | 29 settembre – 2 dicembre 2012

di ELENA DOLCINI

Abiti en plein air, vestiti all’aria che stanno al caos della confusione come l’anarchia sta alla libertà. Sono colori che danno vertigini, inebrianti. Colori che parlano dell’insostenibile leggerezza dell’essere quelli scelti da Silvia Camporesi per After Zabriskie Point, uno dei suoi ultimi lavori presso la MLB Home Gallery. La galleria ferrarese festeggia il centesimo anniversario della nascita di Michelangelo Antonioni con una mostra che si distingue per eleganza e intensità espressiva tra i numerosi eventi culturali dedicati al maestro.

L’opera di Silvia Camporesi è un omaggio, esplicito fin dal titolo, all’Antonioni di Zabriskie Point, pellicola che al tempo fu altamente contestata da una critica non pronta per le avanguardiste scelte del regista. Fu un film inattuale per la sua epoca, dove l’azione frenetica cede il passo alla meditazione sull’immagine. L’artista romagnola insiste su ciò che Antonioni descriveva come ‘il mistero delle immagini’; in Professione Reporter Jack Nicholson racconta a Marie Schneider di un uomo cieco che dopo tanti anni riacquista la vista. Il poter vedere i colori lo rende felice e grato, ma presto si accorge che il mondo è più povero della sua immaginazione: “È più sporco e il brutto è dappertutto”. Camporesi arricchisce il percorso espositivo della sua Qualche volta, di notte (questo il titolo della mostra) con una composizione a sei immagini che richiama diverse pellicole del maestro: Professione Reporter, Deserto Rosso, Identificazione di Una Donna.

Sono dettagli, cronache familiari sepolte dall’oblio o statici paesaggi industriali che l’uomo, dopo aver creato, ha abbandonato. In linea con la sensibilità di Antonioni, l’atto artistico di Camporesi è peripatetico, instabile e itinerante. Qualche volta, di notte è il cammeo di un’odissea personale, una propedeutica alla cura di se stessi che vive nell’interstizio tra la necessità della domanda e la vacuità della risposta. L’artista pensa alla fotografia come a una mise en scene del non-detto, come se fosse l’espressione visiva di ciò che la realtà lascia all’immaginazione (a volte pigra) dell’uomo; e così, ad esempio, Il Bosco Bianco diventa il correlativo oggettivo di una scena di Deserto Rosso, un’inquadratura che non fu mai filmata ma solo raccontata.

Camporesi indulge in una comunicazione che strania, confonde, lascia senza parole, ma non per questo non indirizza verso il sentiero della comprensione; la mostra è un’esposizione multimediale per cui l’artista ha anche realizzato un video dove si confronta con alcuni dei piani sequenza di Antonioni. Il fascino delle sue opere consiste proprio nella loro apertura immaginativa, di senso e di significato; sono lavori la cui grazia persuasiva riporta l’attento spettatore alla definizione di Fox Talbot, per cui la fotografia era un calotipo, ovvero una ‘beautiful impression’.

Silvia Camporesi
Qualche volta, di notte. Omaggio ad Antonioni

a cura di Massimo Marchetti

29 settembre – 2 dicembre 2012


MLB Home Gallery
Corso Ercole I d’Este, Ferrara

Orari: sabato-domenica 15.00-19.00, gli altri giorni su appuntamento
Info: +39.346 7953757 – mlb@mlbgallery.com
www.mlbgallery.com

Condividi su...
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se continui a navigare accetterai l'uso di tali cookies. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi