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MILANO | Lorenzelli Arte | 23 maggio – 11 luglio 2014

di CRISTINA CASERO

La mostra, allestita negli ampi spazi della galleria Lorenzelli Arte, restituisce, sin dal primo impatto, a livello visivo, tutta la ricchezza della pittura di Giuliano Barbanti (1936), la cui complessità e il cui spessore si sono sempre tradotti, convincentemente, nella chiarezza di un’immagine pittorica nitida e decantata. Infatti, la purezza  in alcuni casi spinta quasi fino a raggiungere esiti minimalisti  che caratterizza i dipinti dell’artista sin dai finali Anni Sessanta, è l’esito di una prassi pittorica rigorosa e intelligente, condotta con passione e sviluppata nel corso dei decenni con serietà e consapevolezza.

Giuliano Barbanti, SD, 1974, 70x70 cm Courtesy Lorenzelli Arte, Milano

Il percorso artistico di Barbanti, ormai pluridecennale, viene, in questa occasione, proposto al pubblico con un allestimento che, oltre la pedanteria di ogni corrispondenza cronologica, consente ai diversi dipinti, anche se realizzati a distanza di anni, di dialogare tra loro intendendosi perfettamente. Seppur implicita, anche questa è una verifica: infatti, quanto si ricava è la certezza della forte tenuta, della evidente continuità dei modi pittorici dell’artista, che pur ha attraversato differenti fasi all’insegna di una voglia, quasi una necessità, di sperimentare liberamente il linguaggio della pittura. Liberamente, cioè senza restare avviluppato nelle strettoie di rigide scelte pregiudiziali, di campo, ma non certo senza una coerenza, un filo conduttore; anzi, il motivo di fondo del dipingere di Barbanti possiamo forse riconoscerlo proprio nell’elemento che ci suggerisce il titolo della mostra: le asimmetriche armonie. I quadri dell’artista, da quelli realizzati negli Anni Settanta sino ai più recenti, sono complessi, come si diceva, perché sono sempre l’esito di una tensione dialettica tra gli elementi base della lingua pittorica, la forma e il colore, o meglio sarebbe dire, la materia cromatica.

Giuliano Barbanti, allestimento della mostra Asimmetriche armonie, Lorenzelli Arte, Milano

Sempre è presente nelle immagini cristalline che l’artista costruisce almeno un elemento dissonante, disturbante: quando la composizione geometrica apparentemente salda le forme in una struttura chiusa, le profondità del tessuto cromatico, con le sue sfumature, rendono l’opera viva e dinamica; viceversa, quando le campiture di colore, piatte e brillanti, danno una sensazione di spazio chiuso e scandito,  la superficie è comunque animata dall’inserimento di linee diagonali che rendono la forma aperta, a volte instabile, o da particolari sagomature del supporto che creano una effettiva, e non soltanto illusionistica,  inedita dimensione spaziale.

Giuliano Barbanti, Interferenze, 1999, 35x35 cm Courtesy Lorenzelli Arte, Milano

L’armonia, quindi, sia nelle opere degli Anni Settanta, caratterizzate dalle sfumature e dal “non colore” grigio, sia in quelle successive, quando Barbanti introduce il colore, vivo e brillante, è sempre da intendersi come equilibrio di forze, che il sapiente dipingere dell’artista piega in immagini pittoriche decantate ma vive, armoniche ma non statiche, che lasciano sempre intendere una energia potenziale che scalpita sotto la superficie pittorica.
Quindi, anche la componente analitica della pittura di Barbanti, elemento indubbiamente essenziale del suo fare, non si traduce mai in un tono freddamente concettuale ma, immersa nella concretezza del fare, costituisce l’ossatura intorno a cui vive una pittura intensa e coinvolgente.

Giuliano Barbanti. Asimmetriche armonie
a cura di Matteo Lorenzelli

23 maggio – 11 luglio 2014

Lorenzelli Arte
Corso Buenos Aires 2, Milano

Orari: da martedì a sabato 10.00-13.00 e 15.00-19.00; lunedì su appuntamento; festivi chiuso

Info: +39 02 201914
info@lorenzelliarte.com
www.lorenzelliarte.com

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