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VENEZIA | Ca’ Foscari Esposizioni | 19 febbraio – 27 aprile 2014

di FRANCESCA GIUBILEI

A leggere il nome di un artista russo, per lo più pittore figurativo, nato negli anni Trenta del Novecento, viene subito in mente una mostra sul realismo socialista.
E invece no, la prima mostra antologica su Viktor Popkov (1932-1974) fuori dalla Russia, a quarant’anni dalla sua prematura morte, è una sorpresaLe sue grandi tele, nonostante egli partecipasse fattivamente alle attività dell’Unione e ne condividesse molte delle illusioni, non sono mai propagandistiche, né celebrative del potere e dei valori del socialismo sovietico.

Viktor Popkov, Sogno, 1965

Le sue opere sono lo specchio di una società in lento disfacimento: il linguaggio grafico e coloristico, così come i soggetti che rappresenta, sono una chiara e coraggiosa dichiarazione di cambiamento radicale.
Pur non abbandonando la sua passione per la rappresentazione della realtà e il figurativismo, Popkov usa i colori in modo insolente, espressionista, attribuendo ad ogni tono cromatico un peso emozionale; ecco l’uso del rosso, in tutte le sue sfumature, dei gialli squillanti, dei verdi cangianti e dei violetti.
Il colore diventa contenuto del quadro, aiutando l’autore a comunicare la condizione esistenziale dell’uomo moderno. I personaggi ritratti, uomini e donne della Russia degli Anni ‘60-‘70, non sono gli eroi della produttività ed efficienza dello Stato stalinista, ma individui fragili, dalle esistenze instabili, così come instabili e vacillanti sono le prospettive che li contengono, nello spazio pittorico.

Viktor Popkov, Tre artisti, 1962-63

Raramente sono uomini e donne al lavoro, molto più spesso sono famiglie, coppie di innamorati, amici, singoli, che si riposano, che oziano, che attendono e riflettono sul giorno appena trascorso, sull’avvenire, sulla loro condizione esistenziale. Non sono “personaggi positivi”, così come li intendeva e voleva la pittura ufficiale, di Stato. Sono uomini e donne dubbiosi, spesso disorientati, ma liberi di fermarsi, riposare e riflettere sul valore dell’individuo.
Il sonno viene inteso dall’artista come momento di liberazione temporanea. Per questa ragione, in numerosi dei suoi dipinti, i corpi sono ritratti distesi, quasi schiacciati a terra, sull’erba o sul materasso, inermi, ma allo stesso tempo così lontani e distaccati dalla realtà terrena da potersi librare nell’astrazione del sogno.

Sogno e Realtà: Viktor Popkov (1932-1974)
a cura di Natal’ja Aleksandrova e Faina Balachovskaja
commissari Zel’fira Tregulova, Silvia Burini, Giuseppe Barbieri
Organizzazione Ministero della Cultura della Federazione Russa e Centro museale-espositivo di Stato “ROSIZO” in collaborazione con Filatov Family Art Fund e Centro Studi sulle Arti della Russia (CSAR) dell’Università Ca’ Foscari Venezia
con la partecipazione di Galleria di Stato Tret’jakovskaja, Mosca; Museo di Stato Russo, San Pietroburgo; Museo di Arti Figurative Maškov, Volgograd;  Museo di Arti Figurative, Orel

19 febbraio – 27 aprile 2014

Ca’ Foscari Esposizioni
Dorsoduro 3246, Venezia

Orari: 10.00-18.00, chiuso il martedì
Ingresso libero

Info: +39 041 2346223
csar@unive.it
www.unive.it

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