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MILANO | Kaufmann Repetto | dal 28 aprile 2015

Sono due progetti Middle Temple di Eva Rothschild (1971) e There’s tears di Latifa Echakhch (1974) a occupare la primavera espositiva della galleria milanese Kaufmann Repetto.
Eva Rothschild, nata a Dublino e residente a Londra, si esprime attraverso un linguaggio scultoreo che si apre all’utilizzo e alla sperimentazione di una ricca varietà di materiali come perline di vetro, cuoio, legno, acciaio e alluminio, con le quali amplia le possibilità espressive della scultura stessa. I modelli cui guarda si possono far risalire alle estetiche delle esperienze artistiche degli Anni Sessanta e Settanta, che conduce ad una sua personalissima interpretazione e relazione con il Minimalismo. Le sculture, quasi oggetti bidimensionali, si possono porre in un territorio di mezzo tra l’austerità propria dell’esperienza minimalista e il senso di una pratica che porta a considerare l’oggetto come un’offerta votiva.
La stessa artista asserisce:

“Sono interessata alle modalità di osservazione associate al concetto di fede, e a come gli oggetti sono investiti di un potere superiore che va oltre la loro materialità e che trasferisce la spiritualità sull’oggetto.”

Rothschild offre interpretazioni peculiari e diverse al suo fare “ibrido” che, nei suoi lavori, si traduce in significati che si generano nella relazione dinamica tra oggetto stesso e l’occhio dell’osservatore. Per il nuovo progetto in galleria, ha realizzato Middle Temple, una struttura modulare in alluminio, pensata come due coppie di schermi contrapposti a simulare un computer portatile aperto, oggetto contemporaneo ormai tra i più diffusi. Posti nel centro del cortile queste presenze interrompono reciprocamente la propria presenza generando uno spazio interno aperto e complesso. Nella sezione centrale di ciascuno, generiche forme geometriche, dipinte internamente con i tre colori ricorrenti nel lavoro di Rothschild, confondono l’occhio di chi osserva ed esplorare l’intera struttura.
L’artista vuole affrontare e mettere in discussione l’idea di oggetto e i rimandi che, dalla nostra esperienza, ci riconducono a questo. Middle Temple diventa indicativo di come Eva Rothschild voglia forzare e caricare gli oggetti, abituali, comuni e feticizzati, con una nuova forza che superi e travalachi la loro realtà materiale.

Latifa Echakhch, Untitled (black clouds), 2015, installation view, Lentos Kunstmuseum, Linz, 2015 Photo Reinhard Haider

Latifa Echakhch, artista di origine marocchina ma cresciuta in Francia (ora residente in Svizzera a Martigny), con There’s tears ripropone il peculiare uso dell’inchiostro nella sua ricerca. Questa sostanza appare, infatti, in una multiforme varietà di utilizzi: si solidifica in cappelli che sembrano abbandonati, si assorbe in grandi tele grezze e forma anche paesaggi sui vetri di un museo. Nei suoi segni Echakhch sostituisce la possibilità espressiva, quasi verbale, dell’inchiostro, con una silenziosa e misteriosa presenza, ma forte e potente nella sensibilità.
In mostra il suo disegno sobrio e fuori scala rivela sensazioni e intuizioni poeticamente modulate in due serie che, apparentemente, paiono contrapporsi. Ciascuna raccoglie opere che uniscono realtà storica e concreta con il senso della rappresentazione, elevando il ricordo e la memoria ad una particolare atemporalità.
There’s tears presenta tele rivestite da fogli di giornale ormai illeggibili: l’intervento minimale della cancellazione si accosta ad una sensibilità forte che porta questo gesto a rifiutare e abbattere la crudeltà dolorosa della cronaca attuale.
Le sue tele, poeticamente e concettualmente, si propongono come finestre sulla realtà, che, cruda, dopo aver perduto un controllo razionale, si vive tragicamente.
Dall’altra parte troviamo tele, in una rielaborazione in quadricromia dell’acquarello, che prendono la forma di solidi gruppi di nuvole nere che, fissate al soffitto e calate quasi al pavimento, risultano essere le tracce residue di una qualche altra rappresentazione che, per colore e impatto, sottolinea il senso di perdita e di minaccia apparente.
La mostra di Echakhch fa pensare ad un senso di turbamento e lutto che, unito a memoria, ricordo e speranza, vuole suggerire una romantica e decisa idea della complessità ambivalente della vita. 

Eva Rothschild. Middle Temple 

e

Latifa Echakhch. There’s tears

dal 28 aprile 2015

Kaufmann Repetto
Via Di Porta Tenaglia 7, Milano 

Orari: da martedì a sabato 11.00-19.30; lunedì su appuntamento

Info: +39 02 72094331
info@kaufmannrepetto.com
www.kaufmannrepetto.com

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