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NAPOLI | Galleria Umberto Di Marino | 13 marzo – 20 maggio 2014

di Micole Imperiali

Luca Francesconi, Farmer, 2014, iron, cotton - Farmer, 2014, iron, cotton, milk machineLuca Francesconi, artista mantovano classe 1979, in mostra dal 13 marzo al 20 maggio presso la Galleria Umberto Di Marino di Napoli, afferma: “a me interessa l’idea di portare dentro lo spazio della galleria gli elementi del Mondo. E dunque il Mondo stesso. Le mie opere non sono fabbricate, o se lo sono, seguono semplici processi di riproduzione. Volendo estremizzare potremmo dire che forse non sono del tutto opere, ma una personale lettura su le cose del Mondo”.

 Figure antropomorfe stilizzate, pesci, ortaggi, pietre: tutti elementi che parlano della contrapposizione tra essenzialità e sovraproduzione, tra un mondo in cui il rapporto uomo – Natura era ancora 1 a 1, quando ciò che governava era la ciclicità delle leggi naturali a cui l’uomo si adattava per una produzione destinata al semplice sostentamento, senza intaccare gli equilibri della catena alimentare, e quello della contemporaneità, un tempo di sperperi e, troppo spesso, mancanza di criterio.

Quello che si respira nelle sale della mostra pane pane pane vino canale di scolo è quindi anche un denso senso di tempo. Le opere sembrano sospese in un’atmosfera di passato remoto quasi fossilizzata, in una critica allo sbilanciamento tra produzione e consumo alimentare. Il difficile rapporto odierno tra uomo e Natura rimanda ad un’origine in cui invece la regola numero uno, dalla quale derivavano tutte le altre, era arrangiarsi e bastare a se stessi.

Luca Francesconi, Campo di patate, 2014, 100 potatoes of resin, pigment, variable dimensions

Ad aprire questo discorso sono i due Farmer (2014) – contadini la cui sessualità è distinta dal colore delle camicie che indossano – e i braccianti dalla testa di ortaggio intercambiabile Cafone e Capo (capurale), anch’essi del 2014. In una realtà in cui si è persa l’identità professionale e personale, anche il corpo perde forma e sostanza e diventa semplicemente strumento atto alla produzione su larga scala. Nelle sale successive, un insieme di elementi rappresentativi del campo – che idealmente diventa la terra stessa con i suoi elementi – che viene portato in mostra attraverso cumuli di patate svuotate del loro cuore – è il caso di Campo di patate (2014) -, pesci adagiati su brandine come a seccare al sole – Dormire con i pesci (cucina campestre) (2014) -, o la cui pancia ospita sassi che ne appesantiscono la leggera essenza affondandone la vita – La fine dei fiumi (2014) -, o ancora disposti a delimitare gli spazi delle sale quasi a definire il perimetro della realtà presentata – Fish (2014), per finire con barattoli di pomodori, esemplari nel richiamare alla mente la raccolta di un prodotto facilmente collegata al degrado delle condizioni lavorative, allo sfruttamento e all’assoluta mancanza di umanità e decoro.

Luca Francesconi, pane pane pane vino canale di scolo, 2014, exhibition view, Galleria Francesco di Marino, Napoli

Il curatore della mostra, Jason Hwang, nella metafora che fa del campo agricolo per introdurre le opere di Francesconi, fa uso di una poesia che traccia in maniera molto definita la dura realtà di cui l’artista si fa interprete.

Gli animali riposano/ quieti come sculture./ Poi io ho fame/ Li mangio/ come parole/ Siamo due contadini in un campo(…) Siamo cacciatori/ e vediamo ogni realtà con gli stessi occhi.

Il povero destino del profitto senza ritegno.

Luca Francesconi, Fish, 2014, carassius dried, resin

Luca Francesconi. pane pane pane vino canale di scolo
a cura di Jason Hwang

13 marzo – 20 maggio 2014

Galleria Umberto Di Marino
Via Alabardieri 1, Napoli

Info: info@galleriaumbertodimarino.com
www.galleriaumbertodimarino.com 

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