MILANO | TRIENNALE | 5 ottobre 2016 – 8 gennaio 2017

di Francesca Caputo

La storia della fotografia italiana degli ultimi cinquant’anni, declinata attraverso l’obiettivo delle più importanti autrici, è raccontata alla Triennale di Milano, fino all’8 gennaio 2017, nella mostra L’Altro sguardo. Fotografie italiane 1965 – 2015 a cura di Raffaella Perna.
L’indagine si compone di oltre centocinquanta scatti e libri fotografici di più di cinquanta artiste, presenti nella Collezione Donata Pizzi, fotografa. Archivio nato dal desiderio lungimirante di riconoscimento critico dell’altro sguardo, al di là di qualsiasi ghettizzazione di genere, e riscoperta della massiccia produzione femminile che si impone a partire dagli anni Sessanta e tuttavia ancora non sufficientemente studiata.

L’altro Sguardo. Fotografe Italiane 1965 – 2015, veduta della mostra, La Triennale di Milano,© Gianluca Di Ioia

L’altro Sguardo. Fotografe Italiane 1965 – 2015, veduta della mostra, La Triennale di Milano,© Gianluca Di Ioia

È la voce delle protagoniste con la propria storia di lavoro e vita ad accogliere i visitatori nell’installazione multimediale Parlando con voi, ideata dall’omonimo libro di Giovanna Chiti e Lucia Covi.
Fondendo insieme criterio cronologico e tematico, la mostra si snoda in quattro sezioni. Le prime due aree sono dedicate agli anni Sessanta e Settanta. Con Dentro le storie si entra nel vivo del reportage. L’Italia è attraversata dalle lotte di classe e studentesche, delitti di mafia e terrorismo, industrializzazione e urbanistica selvaggia, emarginazione.Le parole d’ordine sono partecipazione, denuncia, impegno, urgenza di prendere una posizione.
Come fa Carla Cerati in Morire di Classe dando un volto all’orrore, alla brutalità disumanizzante della realtà manicomiale che nessuno voleva vedere. Lisetta Carmi in Travestiti affronta con grande verità e umanità una realtà scomoda, da nascondere, quella dell’identità di genere. Giovanna Borgese documenta alcuni dei processi più scottanti del decennio e Letizia Battaglia, custode della memoria delle guerre di mafia e dei mille volti della sua Palermo, dove si mescolano amore e rabbia, dolore e compassione.

Lisetta Carmi, Dalla serie I Travestiti, 1965

Lisetta Carmi, Dalla serie I Travestiti, 1965

Le battaglie per l’emancipazione e i diritti civili sono al centro di Cosa ne pensi tu del femminismo?, titolo tratto dal lavoro di Paola Mattioli.
Le fotografie, tra le altre, di Agnese De Donato, Marcella Campagnano, Tomaso Binga (nome d’arte di Bianca Pucciarelli), Libera Mazzoleni, il Gruppo del Mercoledì, diventano strumento militante di riflessione critica e autonoma sull’immagine della donna, di riappropriazione della possibilità di definirsi come individui. Mettendo a fuoco un linguaggio nuovo, nato da un punto di vista differente dalla convenzionalità e gli stereotipi di una cultura arcaica.

Agnese De Donato, Donne non si nasce si diventa, 1970

Agnese De Donato, Donne non si nasce si diventa, 1970

Nella seconda parte della mostra, che esplora l’arco di tempo dalla fine degli anni Ottanta-Novanta sino ai giorni nostri, l’atmosfera si fa più intima e astratta, prevalgono ricerca e sperimentazione linguistica. Le artiste dei lavori raccolti nella sezione Identità e Relazione – come Martina Bacigalupo, Anna Di Prospero, Moira Ricci, Alessandra Spranzi – intrecciano memoria privata e collettiva in un rapporto empatico con l’altro, un’epoca, un ambiente, approfondendo le ambiguità del medium.

Anna Di Prospero, Self-portrait with my Mother, 2011

Anna Di Prospero, Self-portrait with my Mother, 2011

Vedere Oltre, chiude il ciclo con autrici che rendendo evanescente il confine tra generi artistici, espandendo le potenzialità visive e concettuali dell’immagine fotografica. I lavori di Gea Casolaro, Paola di Bello, Luisa Lambri, Raffaela Mariniello, Marzia Migliora, Simona Ghizzoni, immergono in una dimensione di rottura delle polarità e dei criteri di visione che induce a cortocircuiti di pensiero, anche nel diverso modo di approcciare al reportage.

Paola Di Bello, Lucciole, 1988 – 1991

Paola Di Bello, Lucciole, 1988 – 1991

Emerge da questo denso corpus una circolarità di intenti e tematiche che, seppur con diverse inclinazioni ed esiti, si incontrano in artiste di diverse generazioni, nella volontà di presidiare, comprendere, mettere in discussione il mondo e il flusso degli eventi, non attraverso la rappresentazione, ma il dialogo, il confronto, la relazione.

L’Altro sguardo. Fotografie italiane 1965 – 2015
a cura di Raffaella Perna

5 ottobre 2016 – 8 gennaio 2017

Triennale di Milano,
Viale Alemagna 6, Milano


Orari: martedì – domenica dalle 10.30 alle 20.30


Info:+39 02 724341
www.triennale.org

In mostra sono esposte fotografie di:

Paola Agosti, Martina Bacigalupo, Marina Ballo Charmet, Liliana Barchiesi, Letizia Battaglia, Tomaso Binga (Bianca Menna), Giovanna Borgese, Silvia Camporesi, Monica Carocci, Lisetta Carmi, Gea Casolaro, Elisabetta Catalano, Carla Cerati, Paola De Pietri, Agnese De Donato, Paola Di Bello, Rä di Martino, Anna Di Prospero, Bruna Esposito, Eva Frapiccini, Simona Ghizzoni, Bruna Ginammi, Elena Givone, Nicole Gravier, “Gruppo del mercoledì” (Bundi Alberti, Diane Bond, Mercedes Cuman, Adriana Monti, Paola Mattioli, Silvia Truppi), Adelita Husni-Bey, Luisa Lambri, Lisa Magri, Raffaela Mariniello, Allegra Martin, Paola Mattioli, Malena Mazza, Libera Mazzoleni, Gabriella Mercadini, Marzia Migliora, Verita Monselles, Maria Mulas, Brigitte Niedermair, Cristina Omenetto, Michela Palermo, Lina Pallotta, Agnese Purgatorio, Luisa Rabbia, Moira Ricci, Sara Rossi, Marialba Russo, Chiara Samugheo, Shobha, Alessandra Spranzi.

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