FIRENZE | Frittelli Arte Contemporanea | 21 novembre 2015 – 8 marzo 2016

di MATILDE PULEO

L’ampia mostra a cura di Raffaella Perna, dal titolo Altra misura. Arte, fotografia e femminismo in Italia negli anni ’70 è una ricognizione attenta e rigorosa di un tema complesso quale quello del femminismo e della sua relativa produzione artistica. Non è facile pensare ad un altro periodo della nostra storia così restio a separare arte e vita. Periodo nel quale sperimentare una gamma così estesa di possibilità artistiche a metà strada tra danza, musica e quella letteratura di verità, sempre in cerca di nuove strade. Con una portata di esperimenti e di scoperte in grado di vanificare ogni zelante tentativo di inquadrare e catalogare, gli anni ’70 ci hanno abituato a performer che erano al tempo stesso, manifestanti, poetesse, sobillatrici e fotografe.

Cloti Ricciardi, Expertise. Conferma di identità, 1972, fotografia, cm 30x20

Donne prima di essere artiste, le undici protagoniste in mostra raccontano con fotografia, collage ed esempi di poesia visiva, un mondo contraddittorio tutto italiano. Lo fanno a partire da se stesse proprio per rimuovere e mettere in discussione frontiere, divieti e luoghi comuni, rifiutandosi di considerare il segno estetico come un “doppio” della realtà da mettere in mostra per le sue esclusive qualità estetizzanti. Cercare di fornire una definizione esauriente di questi scatti e di ciò che era davanti e accanto a quei corpi che si fanno prototipo e supporto della futura produzione artistica europea e americana, sarebbe come voler cristallizzare la materia organica.

Diane Bond, My Coloring Book. L'Aborto, 1980, autoritratto in bianco e nero stampato su tela emulsionata, cm 49x59,5

Meglio limitarsi alla pura elencazione dei suoi elementi costitutivi: la vasta area tipologica delle ricerche da un lato e le inedite modulazioni spaziali, finalizzate a coinvolgere il pubblico, dall’altro. Il rapporto con la propria femminilità, specie se in continuo confronto con l’imperativo dell’opera d’arte come per Libera Mazzoleni, o nei lavori di Paola Mattioli, nei travestiti di Lisetta Carmi, nei decori più conosciuti di Ketty La Rocca o nelle rappresentazioni dei contrastati b/n di Lucia Marcucci. Da aggiungere al carattere fortuito dell’evento che ha sortito la necessità di fotografare. Materiale utile e documento atto a sovvertire schemi mentali e stereotipi come nei lavori di Tomaso Binga, Diane Bond, Nicole Gravier e Verita Monselles.

Vedute allestimento

Inutile cercare di decifrare il messaggio: esso è ambiguo e sfuggente, come sottolineano i lavori di Anna Oberto. È alogico e desideroso di non soddisfare alcun tipo di funzione informativa (vedi Cloti Ricciardi). È teatro dei sensi succube dei fattori visivi, ma sembra essere pronto a quel delirio comunicativo che meglio della comunicazione educata, sa creare vero scambio tra uomo e donna. Le motivazioni politiche sono implicite: rifiuto a considerarsi merce e spiccata tendenza a vedere il corpo femminile come gesto di rivolta contro la società dei consumi. Questioni insomma, ancora tutte da affrontare.

Vedute allestimento

Altra misura. Arte, fotografia e femminismo in Italia negli anni ’70
Tomaso Binga, Diane Bond, Lisetta Carmi, Nicole Gravier, Ketty La Rocca, Lucia Marcucci, Paola Mattioli, Libera Mazzoleni, Verita Monselles, Anna Oberto, Cloti Ricciardi
a cura di Raffaella Perna

21 novembre 2015 – 8 marzo 2016

Frittelli arte contemporanea
Via Val Di Marina 15, 
Firenze

Orari: da lunedì a sabato, 10.00 – 13.00 | 15.30 – 19.30
(domenica e festivi su appuntamento)

Info: +39 055 410153
info@frittelliarte.it
www.frittelliarte.it

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