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NAPOLI | Galleria Alfonso Artiaco | 8 febbraio – 29 marzo 2014 

La Galleria Alfonso Artiaco presenta la terza mostra personale dell’artista Giulio Paolini (1940) che, in questa occasione, si compone di cinque nuovi lavori di grande formato e una ventina di opere su carta tutte inedite che si dispongono in una successione scandita nelle cinque sale della galleria partenopea.
Il percorso espositivo si avvia con Red Carpet – il cui studio è stato preannunciato sull’invito alla mostra – che, se resta indubbio il richiamo al colore tipico delle passerelle delle grandi occasioni, quest’opera, disposta al suolo, mette in risalto una scomposta chiazza rossa (citazione della macchia d’inchiostro della Sainte Vierge II di Picabia), rosso che dà, quindi, immediato riferimento ad un tragico incidente. Nei lindi calchi in gesso di due piedi, posti in posizione rialzata su una teca, si allude, nell’assenza, ad un’ipotetica figura umana. Il contrasto cromatico tra il colore bianco e il rosso vivo accentua quel senso tragico che l’opera vuole esprimere.
Giulio Paolini, Studio per "Red Carpet", 2013 Courtesy Galleria Alfonso Artiaco, NapoliCon Villa dei Misteri (titolo preso da una casa romana di Pompei), nella seconda sala, Paolini accede ad aspetti surreali fondendo e legando, in un insieme unico, elementi iconografici di diversa estrazione e origine: riprendendo le immagini degli ambienti spogli della galleria, le scompone e le ripropone in una soluzione labirintica complessa al cui centro, in posizione di apparente fuga, vediamo altre stanze disegnate in una prospettiva marcata. Senza più titolo (nel terzo ambiente) cerca di portare lo sguardo, nel percorso visivo, alla ricerca di figure sconosciute e ignote, dichiarate dai numerosi fogli enigmaticamente disegnati: emblematica, qui, la presenza di un busto in bronzo di un carabiniere che è vigile sorvegliante, sopra un foglio bianco, di un’immagine invisibile e latente.
Nella penultima sala troviamo Promenade opera che mette in sequenza dodici momenti di un unico soggetto – il profilo di un basamento – che, sullo sfondo di un cielo mutevole, si lega a soggetti iconografici differenti. La mostra si conclude nell’ultima stanza con Terra di nessuno. In questo lavoro l’artista inscena l’idea di deflagrazione e vuoto conseguente: offerta allo sguardo dello spettatore, racchiusa in una teca su un cavalletto, la veduta aerea del Vesuvio, attorno al cui cratere Paolini dispone frammenti sparsi di immagini, quasi il vulcano partenopeo li avesse espulsi o li stesse inghiottendo. Sulla parete retrostante ci sono, tracciati a matita, riquadri di forme trapezoidali che accrescono il profilo della teca, accentuando quel senso esplosivo proposto dal cratere Vesuvio che genera un vuoto distruttivo, ma anche nuovamente propositivo e rigenerante.

Giulio Paolini

8 febbraio – 29 marzo 2014

Alfonso Artiaco
Piazzetta Nilo 7, Napoli 

Orari: da ottobre a maggio da lunedì a sabato 10.00-20.00; da giugno a settembre da lunedì a venerdì 10.00-20.00

Info: + 39 081 4976072
info@alfonsoartiaco.com
www.alfonsoartiaco.com

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