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MONZA | Arengario | 19 marzo – 3 luglio 2016 

di MATTEO GALBIATI

Con i risparmi ricavati dai suoi primi lavori, l’allora diciassettenne Robert Doisneau (1912-1994), acquistò la sua prima macchina fotografica e, ancora giovanissimo, iniziò ad esplorare il mondo che lo circondava attraverso l’obbiettivo, da quel momento in poi, fece di tale strumento non solo il mezzo per inseguire una passione sporadica, ma lo rese indispensabile e inseparabile elemento per l’affermazione della sua ricerca e del suo lavoro.

Robert Doisneau, Autoritratto con Rolleiflex, 1947 © Atelier Robert Doisneau

Robert Doisneau, Autoritratto con Rolleiflex, 1947 © Atelier Robert Doisneau

Percorrendo le ottanta opere, esposte all’Arengario di Monza, si ha la possibilità di comprendere l’aspetto, significante e, al contempo, caratterizzante, del percorso del maestro francese, la cui fotografia attesta proprio la sua grande avventura vissuta stando tra “le cose del mondo”: ogni scatto, con un’accentazione sempre unica e particolare, senza essere mai semplice registrazione di una cronaca del “suo” presente, afferra e conserva, infatti, frammenti di quotidianità che sanno diventare esclusivi di una verità conosciuta e, soprattutto, vissuta.
Lontano dalla finzione dei montaggi e dei ritocchi, dalle messe in posa costruite ed artificiali, Doisneau sa attraversare ambienti, luoghi, incontrare persone e dialogare con loro in modo discreto, ma diretto: chi osserva nei suoi scatti, anche se a distanza di tempo (l’arco temporale della mostra abbraccia i primi scatti fino agli anni Settanta), riesce a percepire un rapporto di contiguità e familiarità con quanto osserva proprio per quel calore umano e spontaneo che questi scatti sanno fissare.

Robert Doisneau. Le merveilleux du quotidien, veduta della mostra, Arengario di Monza, Monza

Robert Doisneau. Le merveilleux du quotidien, veduta della mostra, Arengario di Monza, Monza

La sua fotografia ci racconta il suo essere narratore di una realtà, schietta e sincera, che nell’amabile suggestione del bianco e nero di queste incredibili immagini, testimonia storie spesso diversissime e lontane tra loro: dalle amate banlieue parigine, ai locali del centro, dai matrimoni dell’alta società alla casa di una portinaia, lo sguardo si accalora e ricerca una lettura profonda di quanto osserva essendone intimamente ed emotivamente colpito.
La forza di Doisneau risiede tutta in quella sua delicata poesia che pare nascondere la presenza stessa del fotografo e del suo strumento per porre lo spettatore al centro delle vicende che le sue immagini riferiscono. Siamo oggi ormai abituati agli scenari imposti da fotografi superstar che si rendono riconoscibili – in alcuni, pochi, casi non c’è nulla di male – per il loro stile, portando la fotografia a svilirsi in un pittoricismo retorico, ridondante ed edulcorato che spasmodicamente si impegna per accontentare le mode e le tendenze. Doisneau, invece, ci riporta a quella missione naturale della fotografia delle origini che, nella sua qualità di mezzo tecnico, aveva modo di fissare la vita e i suoi istanti attraverso una bellezza che sta nella loro genuina, innocente ed onesta verità.

Robert Doisneau, L'informazione scolastica, Parigi 1956 © Atelier Robert Doisneau

Robert Doisneau, L’informazione scolastica, Parigi 1956 © Atelier Robert Doisneau

La gestualità rituale del suo sentire coglie persone che diventano personaggi, luoghi che si fanno scenari nell’immortalità in cui lo scatto li fissa, senza mai tradire la generosa premura di preservarne l’anima reale e originale.
Questo maestro indiscutibile della fotografia del Novecento sa sorprendere per un’espressione emotivamente coinvolta e partecipe della sua epoca, che, facendo leva sulla forte tenerezza e il garbo – anche ironico, benevolo e divertito – del suo atteggiamento visivo, pur nella freschezza disinvolta dell’attitudine, non trascura di legare ai suoi scatti anche una dimensione e una riflessione profonda e intimamente autentica.
Dove guarda allora Doisneau? A quella meraviglia del quotidiano che, superando la sua amata Parigi, sa trasferirsi alla nostra esperienza, illustra quell’incantevole porzione di vita che ci passa davanti agli occhi e di cui, distratti, spesso non ci accorgiamo. Ci rende sensibili, alla fine, su quella parte di realtà che ha una sua grandezza “là dove non c’è niente da vedere”.

Robert Doisneau. Le merveilleux du quotidien
a cura di Atelier Robert Doisneau, Francine Deroudille, Annette Doisneau
realizzata da Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia, ViDi
in collaborazione con Comune di Monza
consulenza scientifica Piero Pozzi 

Arengario di Monza
Piazza Roma, Monza 

19 marzo – 3 luglio 2016 

Orario: martedì, mercoledì e venerdì 10.00-13.00 e 14.00-19.00; giovedì 10.00-13.00 e 14.00-22.30; sabato, domenica e festivi 10.00-20.00; 2 giugno 10.00-20.00; lunedì chiuso; La biglietteria chiude un’ora prima
Ingresso intero €9.00 (compresa audioguida); ridotto €7.00 (compresa audioguida) Touring club, over 65, ragazzi dai 14 ai 18 anni, possessori di biglietto Musei Civici di Monza – Casa degli Umiliati, studenti universitari muniti di tessera, gruppi precostituiti adulti oltre le 10 persone; €5.00 scuole e bambini dai 7 ai 13 anni; gratuito Bambini fino ai 6 anni di età, soci ICOM muniti di tessera, giornalisti con tesserino valido, visitatori disabili muniti di certificazione attestante un’invalidità superiore al 74%, accompagnatore del visitatore disabile (solo in caso di non autosufficienza), due insegnanti accompagnatori a scolaresca. L’Arengario non è attrezzato all’accesso con carrozzine 

Info: +39 039 329541
+39 02 36638600
info@arengariomonzafoto.com
www.arengariomonzafoto.com

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