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ROMA | annamarracontemporanea | 15 gennaio – 12 marzo 2014

La personale di Fabrizio Corneli (1958), dal curioso titolo Tra l’infinito e lo starnuto, è la mostra scelta per inaugurare la seconda stagione espositiva della galleria romana annamarracontemporanea che, attraverso una decina di lavori compresi tra gli Anni Novanta e gli ultimi esiti dello scorso anno, vuole presentare il complesso percorso dell’artista. La sua ricerca si snoda attraverso un’attenta disamina e un approfondito studio delle leggi ottiche e i connessi principi fisici della visione che, pur nella loro difficile teorizzazione, trovano ampio spazio di riscontro nella realtà quotidiana. Il lavoro di Corneli ne cerca una verifica attraverso prove empiriche o ricorrendo all’esperienza diretta. Il suo processo creativo si colloca, infatti, in un peculiare territorio che rimane compreso tra prevedibilità e imponderabilità – fisica e mentale – uno spazio sospeso tra infinito e finito, tra imprevedibilità inafferrabile e cognizione puntuale.
Fabrizio Corneli, Finestra della Moschea di Qeyçoun III, 2005, ottone, alogena, ombre, 240x140 cm, scatola in ottone 40x43x15 cmMateriale che contribuisce e soddisfa la sua complessa struttura teorica e immaginifica, molto presente nei lavori recenti, è il vetro: elemento comune e caratterizzante che si presenta in un ruolo duale, inteso tanto come solido oggetto e intangibile soggetto della rappresentazione dell’opera, grazie alle sue peculiari caratteristiche fisiche e materiali.
Nelle opere intitolate Potenziali, sottili ed esili lastre di vetro sono state incise a sabbiatura con un’evanescente immagine di un vetro rotto che proietta, poi, la sua forma nell’ombra trasparente rimandata sulla parete: qui si genera la tipica ambiguità della percezione che, tra vetro-parete, porta a valutare un’immagine virtuale, effimera, quasi inconsistente, che rivela tutta la fragilità reale del materiale di partenza.
Con Venere Corneli ritorna sull’idea di ombra: la proiezione del profilo della divinità classica, filtrandosi attraverso un vetro ottico sferico, rifrange un’ombra che, indirettamente, ricompone le proporzioni dei due volti che si possono osservare. Pensando alla sfera, da sempre simbolo iconografico della perfezione, egli vuole riferirsi inoltre ad una tecnica padroneggiata con destrezza e piena capacità esecutiva da parte dello stesso artista. Altra forma allusiva, grazie ad un’iconografia simbolica consolidata, è quella dell’uovo che in Corneli ritorna nelle opere di piccole dimensioni. In queste, la luce  diviene quasi invisibile, imprigionata e trattenuta entro il guscio protettivo e materno dell’uovo, pronta ad esplodere in immagini che richiamano alla mente l’idea dell’infinito (la costellazione dell’Orsa Maggiore) e della rinascita (lo Scarabeo Sacro egizio). Un lavoro che fa pensare alla dualità contraddittoria del vetro è Finestra della Moschea di Qeyçoun III, dove Corneli mostra la visione di una vetrata che, benché sia ben visibile, in realtà non c’è nella materia fisica del vetro. Di questo resta solo l’idea suggerita dalla trasparenza che fa filtrare sempre ogni tipo di luce entro ritagli che generano poi un’atmosfera particolarmente evocativa. Chi visita la mostra può anche camminare su un pavimento di luce e ombre: Piazza dei Miracoli è, con una trama bicolore, l’opera ambientale in cui l’artista riprende uno dei motivo ornamentali tipici del romanico.
In ogni suggestione vissuta attraverso queste opere, lo spettatore riesce sempre a dialogare in maniera diretta e istintiva con l’essenza della ricerca di Fabrizio Corneli, che pare sempre suggerire modi e approcci differenti e stratificati, che non muovono solo dalla dimensione fisica e sensibile, ma anche da quella immaginifica, intellettuale e mentale. 

Fabrizio Corneli. Tra l’infinito e lo starnuto
a cura di Lorenzo Respi 

15 gennaio – 12 marzo 2014

annamarracontemporanea
via Sant’angelo in Pescheria 32, Roma 

Orari: da martedì a sabato, 15.30-19.30 o su appuntamento

Info: +39 06 97612389
info@annamarracontemporanea.it
www.annamarracontemporanea.it

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