MILANO | Pirelli HangarBicocca | 30 settembre 2016 – 29 gennaio 2016

di MATTEO GALBIATI

Nell’anno in cui si commemora l’anniversario dei 150 anni delle relazioni tra Giappone e Italia, evento che ha visto numerose istituzioni pubbliche e private dedicare alla cultura del paese del Sol Levante – nelle sue varie voci – una parte significativa delle proprie programmazioni, anche a Milano si sono viste proliferare iniziative celebrative che, in spazi differenti, hanno avvicinato alla conoscenza e all’approfondimento degli aspetti delle tradizioni e della storia millenaria giapponese.

Kishio Suga. “Situations”, veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, 2016 Courtesy of Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio

Kishio Suga. “Situations”, veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, 2016 Courtesy of Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio

Anche Pirelli HangarBicocca ha scelto di aprire la nuova stagione con una grande mostra – pare retorico come attributo, ma sappiamo come questo luogo ci riesca sempre a stupire per le possibilità sempre potenti e diverse che la grandiosità unica di questo spazio sa generare con le opere che lo abitano – dedicata ad uno dei maggiori artisti nipponici: Kishio Suga (1944).
Quella proposta nell’ex area industriale, divenuta nel tempo uno dei poli culturali più dinamici nella promozione della cultura artistica contemporanea in area milanese, non è solo una grande mostra nel senso quantitativo-monumentale, ma anche qualitativo: da una parte, infatti, del maestro Suga si riuniscono oltre venti installazioni di grandi dimensioni (in questo gioca un ruolo determinante l’eccezionale ambiente di HangarBicocca) che compongono la più importante, significativa e indicativa antologica a lui dedicata al di fuori del Giappone, dall’altra la selezione attuata per questo progetto porta agli occhi del pubblico italiano una sequenza di capolavori che raccontano esaustivamente l’estetica e la ricerca di Suga a partire dagli anni Sessanta per arrivare ai giorni nostri.

Kishio Suga, Unfolding Field, 1972/2016 Courtesy dell’artista, Blum & Poe, Los Angeles/New York/Tokyo e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio

Kishio Suga, Unfolding Field, 1972/2016 Courtesy dell’artista, Blum & Poe, Los Angeles/New York/Tokyo e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio

A rimarcare la forza espressiva delle opere presenti e il valore e la rilevanza di questa mostra, va considerato che lo stesso maestro ha seguito con cura l’installazione dei suoi lavori perché questi non fossero solamente esposti, ma potessero “vivere” nello spazio adattandosi a questo e assumendo, quindi, una nuova configurazione, rispondente alle sinergie con quanto la circonda.
Lo spettatore si trova quindi a percorrere uno spettacolare itinerario immaginifico in cui la relazione con la poetica di Suga prende anima dalla reciprocità delle suggestioni e dei rimandi tra le opere e dove la visione recepisce, in assoluta libertà, le idee e i principi chiave della pratica artistica perseguita, con concentrata determinazione e coerenza, dall’artista nel corso dei decenni.
Tra interno ed esterno i lavori esposti denunciano le modalità liriche d’intervento dell’artista il quale, in loco, istituisce poli temporanei e impermanenti di connessione sinergica attraverso materie industriali e naturali che, tra addizione e sottrazione, lasciano accendere ad una corrispondenza immersiva nella logica dei suoi contenuti intimi che non trovano altro precedente espositivo nella sua esperienza.
Il potere di questa mostra sta proprio nel recepire l’insegnamento profondo del linguaggio di Kishio Suga che, eminente esponente del movimento Mono-ha (la “scuola delle cose” in una traduzione dal giapponese), ci racconta la sua tenacia nel seguire ancora oggi le linee della corrente artistica. Tra i maggiori artisti contemporanei giapponesi, Suga, infatti, resta legato alla pratica del Mono-ha indagando le potenzialità espressive della materia, del suo dinamismo fisico in relazione al contesto-ambiente, nell’unicità dell’apparire nella dimensione di spazio e tempo.

Kishio Suga. “Situations”, veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, 2016 Courtesy of Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio

Kishio Suga. “Situations”, veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, 2016 Courtesy of Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio

Con strette relazioni e apparentamenti con la Post-Minimal Art, la Land Art e l’Arte Povera, l’espressione di Suga emerge nella sua dislocazione, disposizione e rielaborazione combinatoria dei materiali che, come questa imponente mostra denuncia, ancor oggi sa descrivere, tra leggerezza e incombenza, linearità e tensione, solidità e immaterialità, le “situazioni” di nuovi valori rappresentativi.
Nuovi capitoli di forte e struggente bellezza silenziosa, sempre attuale nei suoi minimi, potenti gesti.

Kishio Suga. Situations
a cura di Yuko Hasegawa e Vicente Todolí
la mostra rientra negli eventi celebrativi  del 150° anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia
con il supporto di Japan Foundation
sponsor tecnici Living Divani
catalogo Mousse Publishing

30 settembre 2016 – 29 gennaio 2016

Pirelli HangarBicocca
via Chiese 2, Milano

Orari: da giovedì a domenica 10.00-22.00; laboratori durante la settimana per le scuole, durante il weekend per le famiglie
Ingresso libero 

Info: +39 02 66111573
info@hangarbicocca.org
www.hangarbicocca.org

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