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GENOVA | Guidi&Schoen Arte Contemporanea | 25 settembre – 18 ottobre 2014

Intervista a DAVIDE LA ROCCA di Igor Zanti

Davide La Rocca, Autoritratto di profilo,olio su tela, cm200x225, 2013La ricerca di Davide La Rocca (Catania, 1970) si esprime attraverso una pittura complessa che, ad un primo approccio, pare riferirsi ad una delle tante declinazioni del variegato e controverso universo dell’iperrealismo.
Andando in profondità e scoprendo la vera natura di questo lavoro, emergono spunti che lo pongono sotto una luce diversa, ed emerge un percorso multiforme che, tralasciando il virtuosismo pittorico, si contamina con linguaggi e spunti molto differenti tra loro. Giovedì 25 settembre, in occasione di START GENOVA – l’opening collettivo delle gallerie del capoluogo ligure – inaugura la sua nuova mostra da Guidi&Schoen, scopriamo così qualcosa in più sulla sua ricerca…

Come si è evoluto il tuo lavoro negli ultimi anni?


Dipingere è diventato per me un’attitudine sempre più slegata dal concetto di gratificazione o di piacere. L’appagamento nella realizzazione di un’opera è certamente elettrizzante, ma non è più una priorità. Oggi sento il lavoro come un’assunzione di responsabilità verso me stesso e il pubblico e un impegno consapevole dei miei mezzi espressivi e dei miei limiti.
Da alcuni anni mi interesso di fisiologia della visione e di quelle tecnologie che hanno saputo fare tesoro dei fenomeni dell’ottica. Così ho cominciato a concepire il lavoro come un esperimento nel quale ogni studio viene perfezionato ad ogni fase successiva, fino a rivelare nuove possibilità e strade da percorrere.
Sono convinto che la pittura offra ancora delle regioni inesplorate, territori vergini che vale la pena percorrere e vedo questa possibilità nell’interazione con altri mezzi espressivi e tecnologici affini alla pittura.

Davide La Rocca, Il tasto nero, olio su tela,cm140x250,2014

Il cinema è componente fondamentale della tua estetica. Chi sono gli autori che ti hanno influenzato di più?

Quando mi rifaccio al cinema, nei miei quadri opero un rovesciamento d’immaginario appropriandomi di immagini che, in qualche modo, si rifanno al loro spirito e alla loro matrice originaria che è proprio la pittura, dalla quale la settima arte trae la sua maggiore ispirazione. Rivelo, come in uno specchio, il suo punto debole: una messa in scena pittorica. Del cinema mi affascina il suo carattere popolare, che la pittura ha perso, capace di veicolare immagini che suscitano immedesimazione in un numero elevatissimo di persone. Ma è forse questo suo essere ipnotico e affabulatorio che lo rende così unico e a precludergli piena cittadinanza fra le alte sfere delle arti.
Tra i cineasti che amo di più ci sono: Charlie Chaplin, Federico Fellini, Robert Bresson, Ingmar Bergman, Luis Buñuel, Alfred Hitchcock, Akira Kurosawa, Andrej Tarkovskij, Stanley Kubrick, Orson Wells, Walt Disney, Frank Capra, Fritz Lang, Friedrich Wilhelm Murnau e, tra i contemporanei Aleksandr Sokurov. Tra i film realizzati da questi grandi autori conservo dei ricordi d’infanzia che hanno il sapore dell’iniziazione, come per 2001: Odissea nello spazio di Kubrick che è il film che mi ha fatto viaggiare più lontano nel tempo e nello spazio, creando straordinari momenti di solitudine, complice la musica che si fonde mirabilmente alle immagini o La vita è meravigliosa di Capra, che mi commuove ancora adesso, ma anche Biancaneve e i sette nani per la straordinaria invenzione del dinamismo animato e la potenza immaginifica dei disegnatori. Senza dimenticare poi 8 e mezzo di Fellini, per me, il più bel film mai realizzato, traboccante di trovate e suggestioni capaci di indurre lo spettatore a provare stati d’animo ambivalenti.

Davide La Rocca, Donna sul letto,olio su tela,cm140x250,2014
Come procedi nella realizzazione dei tuoi lavori?



La possibilità della pittura di dialogare con le tecniche fotografiche, l’elettronica e il digitale mi ha portato a realizzare delle fotografie sotto forma di dipinti. Grazie alla particolare disposizione dei colori sulla tela, che si costituisce di punti disposti sistematicamente, ottengo un effetto di rilievo che risente dell’illuminazione ambientale. La vicinanza al divisionismo risulta evidente ma il procedimento tecnico che conduce al risultato è molto diverso. Fotografie e fermo immagine sono sottoposti a un trattamento di retinatura al computer, per poi trasferire ai milioni di colori dell’immagine il numero di gradazioni di grigio o di colore necessari alla trasposizione pittorica che può andare da venti ad alcune centinaia. Tali punti del reticolato, tramite un processo complesso che può richiedere settimane o mesi di lavoro, vengono trasferiti sulla tela. Il risultato è una pittura matematica, nella quale la posizione di ogni singola pennellata è calcolata con estrema precisione e rintracciabile sulla tela attraverso la mappatura computerizzata. Nonostante la razionalità della trama pittorica, il metodo esecutivo è artigianale, frutto di un’esecuzione interamente manuale.

Davide La Rocca, Scheletro in piazza, olio su tela,cm103x250,2013
Ci vuoi parlare in anteprima della mostra che inauguri da Guidi & Schoen?

Sto preparando una serie di lavori di grandi dimensioni che sono una ricognizione sulla morte e sull’esistenza, prendendo spunto dalla quotidianità di una famiglia alto borghese dei primi del Novecento, vista attraverso la lente d’ingrandimento del mio processo pittorico. Il materiale di partenza è tratto da un mio video, a metà tra il documentario e il cinema di finzione. Durante il lavoro di montaggio mi sono accorto che alcuni fermo immagine possedevano una loro dignità e che avrei potuto ricavarne dei quadri affrancandoli dai contenuti del film. La mostra si apre con una grande opera in cui è ritratta la famiglia riunita intorno ad una tavola imbandita e illuminata da candelabri, intenta a recitare la preghiera che precede il pasto serale. In un altro lavoro una donna, riversa su un letto, è vegliata da una oscura presenza. Segue una ricognizione di primi piani di oggetti di proprietà della famiglia: un servizio da tè, un bicchiere di cristallo, il tasto di un pianoforte, il vassoio di una colazione già consumata, ma anche incursioni che sembrano incongruenti, come una risonanza magnetica cerebrale, uno scheletro gigantesco disteso in una piazza, il ritratto di una pecora, una zuppa di piselli.

Ho immaginato questa mostra come una quadreria. Un bestiario in cui campionare frammenti di un tempo trascorso, fissati sulla tela nel momento del loro splendore.

Davide La Rocca, La preghiera della cena,olio su tela,cm180x320,2014

Davide La Rocca. Quadreria

25 settembre – 18 ottobre 2014
inaugurazione 25 settembre dalle 18.00 alle 24.00
in occasione di START GENOVA 2014

Catalogo Vanillaedizioni con testi dell’artista e di Fulvio Chimento

Guidi&Schoen Arte Contemporanea
Vico Casana 31r, Genova

Info: +39 010 2530557
info@guidieschoen.com
www.guidieschoen.com

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