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BERGAMO | Galleria Ceribelli | 10 maggio – 12 luglio 2014

Una quarantina di opere raccontano, fino a luglio alla Galleria Ceribelli di Bergamo, la poesia espressiva dell’artista piacentino Alfredo Casali (1955). In mostra sono presentati i risultati ultimi della sua ricerca che, fedele alla pittura, ha saputo interpretare e percorrere, in modo esclusivo e lirico, la via di un’astrazione personalissima.
Le sue forme oggettuali – delineate in una stereotipizzazione archetipale – si sospendono in spazi cromatici assoluti e silenziosamente visionari.
Scrive Chiara Gatti:

“Nel caso delle prime vegetazioni, dei motivi d’aria o delle mappe, dove il gesto libero, il tratto spezzato, il colore sbriciolato, davano la sensazione di un’atmosfera vibrante, di sensazioni istintive e di moti inconsci, già si intuiva il rigore che avrebbe segnato la maturità di Casali, il suo amore per i classici e per quelle forme archetipiche traghettate dalla cultura rupestre sino al Trecento italiano, passando per la figurazione arcaica tipica del mondo medievale, il linearismo della scultura romanica, la purezza dei volumi antelamici, le prospettive innocenti dei maestri pre-giotteschi. Quelli ai quali Casali sembra avere ispirato la soluzione ardita delle tavole ribaltate in primo piano, in assenza di profondità.”

Alfredo Casali, Io sono un racconto sospeso nel paesaggio, 2012, olio su tela

Una pittura quindi che non si dimentica della storia, ma che anzi, sembra voler attingere a piene mani dal proprio passato per rilanciare nell’oggi la traccia e il segno di un linguaggio che non perde mai l’evidenza della sua narrazione. In questa vicinanza alla tradizione, Casali non dimentica neppure di ricorrere al paesaggio, accanto all’analisi delle “cose”, come soggetto delle sue opere.
Riguardo a questo tema scrive Rocco Ronchi:

“Casali è un pittore di paesaggio. Anche quando non è annunciato da uno di quei titoli estremamente precisi con i quali egli è solito accompagnare i suoi quadri […] il paesaggio resta il suo esclusivo problema. Un grande maestro del paesaggio, Corot, diceva che esso è raffigurazione dell’impression prèmiere. Dunque il suo oggetto non potrà che essere la luce, esso sarà una risposta emotiva all’invasione della luce. La cifra esistenziale e temporale del paesaggio, secondo Corot, sarà allora il presente vivente dell’impressione. Ebbene il paesaggio di Casali rovescia l’assunto di Corot. […] per Casali la fedeltà che il pittore di paesaggio deve serbare al fondo del proprio cuore e alla quale mai deve venir meno è fedeltà non all’impression prèmiere ma al souvenir pur, al ricordo puro. Il ricordo nella sua purezza: ecco l’oggetto della incrollabile fedeltà di Casali. Al ricordo tutto deve essere sacrificato.”

Casali dipinge con penetrante attenzione e sensibile profondità, lasciando, nelle forme pur semplici e apparentemente prive di sovrastrutture del suo dipingere, lo spazio per un gesto ricco e denso. Un gesto sempre colto ed erudito.

Alfredo Casali. Opere recenti
catalogo con testi di Chiara Gatti e Rocco Ronchi 

10 maggio – 12 luglio 2014
inaugurazione sabato 10 maggio ore 18 

Galleria Ceribelli
via San Tomaso 86, Bergamo 

Orari: da martedì a sabato 10.00-12.00 e 16.00-19.30

Info: +39 035 231332
www.galleriaceribelli.com

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