PIETRASANTA (LU) | Estart Gallery | 8-30 agosto 2015

Chiude la stagione estiva della sede della Estart Gallery a Pietrasanta (LU) la mostra personale del giovane Ruben Brulat (1988) che con Commencements, curata da Claudio Composti e in collaborazione con la galleria londinese NContemporary Gallery, porta attenzione sull’intensità dei grandiosi paesaggi naturali che la sua fotografia registra.
Lo sguardo del fotografo francese sa, infatti, tradurre in immagine la propria vigorosa capacità di esplorare e indagare il contesto naturale ponendo attenzione là dove questo si presenta in tutta la sua atavica e primigenia potenza: vulcani, ghiacciai, luoghi inospitali e reconditi, territori desolati sono i panorami primordiali che rispondo ad una sua specifica volontà e un desiderio irrefrenabile di mettersi in contatto con la natura e di viverla.
Attivo con il mezzo fotografico dal 2008, Brulat opera con banco ottico, strumento che gli consente di bloccare gli scatti delle sue “performance” vissute e agite a stretto contatto con i luoghi visitati, di cui sembra sentire l’energia e percepire l’ancestrale fascino, che in lui scatenano il suo irrefrenabile desiderio di stretto rapporto e partecipazione.
Dalla sua fotografia lo spettatore ricava quella tensione spinta al limite, quella pratica estrema che rende, dentro a quegli ambienti, fragile l’animo e il fisico umani a confronto con la magistrale perfezione e la grandiosità ineguagliabile dell’elemento naturale: lo sguardo evoca lo sforzo dello stesso Brulat che pone la sua stessa fisicità a prove durissime. Tra l’estremamente caldo e l’estremamente freddo, l’artista cerca di mimetizzarsi nella natura, insegue una sintesi con quell’ambiente di cui ha sentito la chiamata: nudo prova ad assimilarsi al paesaggio marcando la sua “intuizione emotiva”, un piccolo essere umano che, inerme, si disperde nella vasta immensità della Natura.

Ruben Brulat. Commencement, Estart Gallery, Pietrasanta (LU)

Dice lo stesso Brulat:

“[…] Aspetto di sentire la giusta forza per farlo, solo allora vado in mezzo alla natura e mi sdraio nel silenzio, nella pace. […] Poi tutto a un tratto sono gli elementi naturali – di terra, cielo, aria, fuoco – che prendono il sopravvento e mi dominano. Quando luce, paesaggio e persona sembrano in perfetta armonia solo allora realizzo gli scatti.”

Esposte sono sequenze della Dancalia (tra Eritrea, Etiopia e Gibuti), parte settentrionale della regione dell’Afar, una tra le regioni africane – e del mondo – connotata da una forte instabilità. Un paesaggio estremo, una terra aspra che, posta sotto il livello del mare e uno dei pochi luoghi dove si può osservare la dorsale oceanica affiorare dalla terra, è destinata nei prossimi millenni a diventare il punto di frattura che spezzerà il continente africano in due. Qui gli occhi e il corpo del fotografo hanno attraversato vulcani, geyser e conche bollenti, un lago infuocato di lava, qui ha sottoposto a forti prove non solo il copro ma anche la fragilità dell’animo.
Afferma ancora Brulat:

“[…] È stato un momento che ha amplificato in me il senso della vulnerabilità umana: trovarsi faccia a faccia con la natura, ascoltarla, osservare il lago di lava ha rivelato in me un legame con dimensione cosmologica, generando domande fondamentali sul senso del nostro esistere.”

Ecco quindi che l’incredibile esplorazione di questi luoghi lontani diventa la metafora per un’incredibile ricognizione dentro noi stessi che, senza filtri o compromessi, riscopriamo il senso vero delle nostre verità ora venute allo scoperto e messe a nudo.

Ruben Brulat. Commencement
a cura di Claudio Composti
in collaborazione con NContemporary Gallery, Londra 

8-30 agosto 2015

Estart Gallery
via Barsanti 18, Pietrasanta (LU) 

Info: Giorgio Conti
+39 329 2050392
infopress.estartgallery@gmail.com
www.estartgallery.it

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