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MILANO | Studio Gariboldi | 20 gennaio – 20 febbraio 2016

di MATTEO GALBIATI

Pochi artisti sanno esprimere con intelligente forza, risoluta fermezza e vivace sentimento la ragionevolezza di un linguaggio artistico astratto, che si trasforma in raffinata poesia senza tempo e destinata a diventare universale, come Antonio Calderara (1903-1978). Un suggestivo saggio della sua potente pittura si ha modo di leggerlo nella bella personale che lo Studio Gariboldi presenta nei suoi spazi di Milano, dove raccoglie e riunisce un significativo nucleo di quindici opere che illustrano il percorso creativo del maestro lombardo.

Antonio Calderara, veduta della mostra, Studio Gariboldi, Milano

In questa retrospettiva, che accosta opere che coprono un arco temporale che va dal 1959 fino alla fine degli Anni Settanta, si possono ammirare i brani cromatici delle liriche dell’artista di Vacciago, superfici astratte, ma che avvolgono lo sguardo creando ambientazioni espansive e dilatanti: dove ad una superficiale e manchevole analisi appare il riscontro del poco, ecco che, invece, colta la sofisticata lettura indotta da un’osservazione approfondita, si aprono insperate prospettive che amplificano il territorio di analisi estendendo l’orizzonte del visibile ben oltre la soglia dell’infinito.

Antonio Calderara, Nero, 1968, olio su tavola, 36x81 cm (provenienza: Galleria Milano, Milano)

Nelle forme semplici e pure della sua pittura la luce si incarica di farsi regista di una trasformazione alchemica in cui l’idea e il concetto di niente si converte alla riduzione del tutto: Calderara sa scrivere i passaggi delle formule con cui la pittura raccoglie e inscrive, nella limitata presenza di soggetti, il valore meramente ottico e intellettuale di questi concetti. La percezione avvia, quindi, l’immaginazione sulla strada della definizione di grandezze e porzioni di luce che, nella dimensione spazio-temporale, decantano l’imponderabilità della realtà. Solo attraverso questo ri-dimensionamento delle cose l’immagine può farsi aruspice di quell’altro che si nasconde all’immediatezza dei sensi.

Antonio Calderara, veduta della mostra, Studio Gariboldi, Milano

L’emozione, ricca e curata, di questa selezione di capolavori ci fa percorrere e ci guida nel tempo della storia di Calderara, ci riassume i suoi passaggi, le sue interpretazioni, le sue partiture cromatiche, ci scandisce la sua vicenda artistica con l’insieme coeso di silenzi perturbanti che avvolgono la tela e la accendono della dichiarante affermazione delle sue cromie che, senza eccessi, senza esplosioni assertive, avviano il loro discorso con l’intensità di un sospiro.

Antonio Calderara, Tensione verticale interrotta, 1966, olio su tavola, 81x81 cm (provenienza: Galleria Milano, Milano)

Dai dipinti si eleva un’impercettibile voce che diventa, nel tempo della visione, emanazione profondamente sentita negli occhi, vera e propria anima della narrazione di quella luce e di quel colore che ammantano le loro superfici e generano la ruggente forza del loro grido interiore. Il quadro raccoglie la quintessenza di una realtà diversa, decifra la necessità della sua esistenza per porsi come amplificazione di uno stato di coscienza che accede ad un superiore livello di conoscenza, ormai sentito e diventato quanto mai indispensabile alla sensibbilita del nostro animo. Un alimento fecondo, vitale per lo spirito.

Antonio Calderara
testo di Serge Lemoine 

20 gennaio – 20 febbraio 2016

Studio Gariboldi
via Giovanni Ventura 5, Milano 

Orari: da lunedì a verdi 10.00-12.30 e 14.00-19.00; sabato su appuntamento

Info: +39 02 21711378
posta@studiogariboldi.com
www.studiogariboldi.com

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