ROVERETO (TN) | Mart Rovereto | 25 giugno – 9 ottobre 2016

di MATTEO GALBIATI

Dopo la recente superlativa mostra di Penone, il Mart di Rovereto (TN) prosegue su quelle nuove direttrici che portano il museo trentino a perseguire un orientamento focalizzato su tre snodi centrali – La via del moderno, Percorsi contemporanei e i Focus – con i quali intende non solo rinnovare il rapporto con un pubblico sempre più ampio abbracciandone (ed educandone) le attese, ma anche rinnovare, nel contesto nazionale e internazionale, la sua identità.

Giovanni Segantini, Pascoli di Primavera, 1986, Pinacoteca di Brera, Milano

Giovanni Segantini, Pascoli di Primavera, 1986, Pinacoteca di Brera, Milano

Il grande progetto espositivo – il cui prodromo si è avuto con la prima tappa della mostra alla Fundación MAPFRE di Madrid tra febbraio e giugno – I pittori della luce. Dal divisionismo al Futurismo costituisce un significativo momento di verifica ed analisi sull’arte moderna, nel periodo cruciale tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Le ottanta opere, capolavori iconici delle collezioni del Mart cui si sommano eccellenti prestiti nazionali ed internazionali da collezioni private e istituzionali, segno del rigore scientifico del progetto, introducono il visitatore a quella stagione pittorica in cui il colore, persa la sua unità precostituita, afferma la sua nuova scrittura fatta di segni rapidi e decisi, la cui scomposizione cromatica avvia la decodifica del nuovo linguaggio della pittura contemporanea.
La luce è l’elemento protagonista di queste tensioni, trasporta, da un autore all’altro, le sensibilità differenti che nella concertazione dell’esposizione fa coesistere le singole identità in un unico insieme poetico che ammalia e conquista. L’allestimento, diviso per sezioni tematiche e composto secondo un preciso orientamento cronologico, favorisce una lettura incrociata di famosi autori – svelati spesso anche con opere meno note – dei quali lo sguardo saggia le specificità e le eccellenze artistiche.

Giacomo Balla, Compenetrazione iridescente n. 4 (Studio della luce), 1912-1913 Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto

Giacomo Balla, Compenetrazione iridescente n. 4 (Studio della luce), 1912-1913
Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto

Messe a confronto, in fondo, sono due generazioni differenti che, confluendo in correnti che logicamente si connettono una nell’altra in un passaggio, come quelle del Divisionismo e Futurismo, filologicamente coerente, avviano, nell’endemica territorialità italiana dei rispettivi movimenti, la modernità dell’arte italica, traghettando le esperienze, i modi, i soggetti e le visioni di taglio ottocentesco nel clima dirompente delle avanguardie storiche.
Il percorso ci consegna l’ammirazione di opere importanti e preziose per la specificità espressiva del loro contenuto e, tra artisti più conosciuti e altri meno noti al grande pubblico, si scorrono idee che hanno alimentato un clima culturale allora propositivo e vivace, anche se, magari, i suoi esiti, ai suoi tempi, non furono del tutto compresi nell’importanza della loro portata.
Questa mostra riabilita e sottolinea quella prospettiva storica che vede l’arte italiana irrompere nel contesto del coevo clima europeo, individuandone medesime significazioni e letture – spesso anticipandole – che attestano quanto questa fosse connessa ed aggiornata con le ricerche internazionali.
Il merito della mostra resta quello di sottolineare quelle ramificazioni di esperienze ed espressioni che si effondono nella cultura visiva italiana, lasciandone maturare – anche in un tempo relativamente breve – quella nuova identità pronta a irrompere nel XX secolo: molte opere di autori dell’Ottocento ci fanno già leggere uno spirito che sa essere pronto al nuovo anzitempo.

Gaetano Previati, Notturno o Il silenzio, 1908, Fondazione Il Vittoriale degli Italiani

Gaetano Previati, Notturno o Il silenzio, 1908, Fondazione Il Vittoriale degli Italiani

La parata di nomi eccellenti non ha bisogno di introduzioni, abbiamo visitato le sale e abbiamo incontrato i nomi di Morbelli, Pellizza da Volpedo, Segantini, Previati, Boccioni, Balla e Carrà, alcuni di quei maestri che, amati dal pubblico, sanno ancor oggi stimolare quel sacro patto con lo sguardo di chi osserva e che concede alle loro opere il fascino di un’ammirazione e di un’attualità senza tempo.
Da soggetti di vedute naturali, paesaggi montani o di ritrattistica consolidata, fino ad arrivare ai primordi dell’astrazione, il colore si anima sulla tela quale unico protagonista agente e vibrante; è ricettivo di quelle luminosità individuali di cui solo nell’occhio dello spettatore permette la ricomposizione dell’opera e del suo impatto emotivamente sempre unico. La vocazione luminosa che parcellizza il tessuto cromatico diventa la vocazione intellettualmente profonda che confluisce nella condensazione dinamica del movimento-velocità del colore futurista. Come un libro di storia, la mostra sfoglia un tempo preciso in cui la logica mutazione del senso del colore, dell’arte, della pittura stessa, introduce a quella modernità altrimenti incomprensibile, ma che vale, nell’autonomia della propria poetica, anche in un tempo singolo ed individuale.

Carlo Carrà, Ciò che mi ha detto il tram, 1911, Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto

Carlo Carrà, Ciò che mi ha detto il tram, 1911, Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto

Il senso “didattico” di questo progetto, cui si aggiunge il valore di senso di una collaborazione internazionale, verifica ancor più marcatamente il ruolo del Mart quale museo aperto e attento a recepire istanze differenti che danno ai suoi visitatori gli strumenti per non accontentarsi, consci del fatto che qui ciascun progetto rimanda a qualcosa di nuovo. Un museo che pensa, vive, si anima e che non resta solo contenitore di cose, anche quando, come in questo caso, l’attenzione si focalizza sulla storia scritta e non sull’innovazione della contemporaneità ancora da scrivere.
Una mostra da vedere, rinnovando la fedeltà e la fiducia al museo trentino che, nella nuova gestione, ad oggi non ha deluso mai le sue promesse e le nostre attese. Grande mostra per questa estate in continuità con quella di Boccioni che arriverà in autunno e con il nutrito e “fertile” (intellettualmente parlando) programma della prossima stagione.

I pittori della luce. Dal divisionismo al Futurismo
a cura di Beatrice Avanzi, Daniela Ferrari, Fernando Mazzocca
in coproduzione con Fundación MAPFRE, Madrid

25 giugno – 9 ottobre 2016 

Mart Rovereto
Corso Bettini 43, Rovereto (TN) 

Orari: da martedì a domenica 10.00-18.00; venerdì 10.00-21.00; lunedì chiuso
Ingresso intero €11.00; ridotto €7.00 visitatori dai 15 ai 26 anni, over 65 anni; biglietto famiglia €22.00; biglietto unico tre sedi (Mart Rovereto+Casa Depero Rovereto+Civica Trento) intero €14.00, ridotto €10.00; Amici dei Musei; ingresso gratuito ogni prima domenica del mese; prenotazioni gruppi almeno 15 giorni prima della visita al numero 800397760 e dall’estero +39 0455 230315 

Info: +39 0464 438887
Numero verde 800397760
info@mart.trento.it
www.mart.trento.it

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