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FAENZA (RA) | Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza | 28 giugno 2014 – 1 febbraio 2015

di ILENIA MOSCHINI

La ceramica che cambia. La scultura ceramica in Italia dal secondo dopoguerra in mostra a Faenza fino al 1 febbraio 2015, racconta come l’approccio alla ceramica si sia evoluto durante la seconda metà del XX secolo e come, grazie all’utilizzo che ne è stato fatto dagli artisti e dagli scultori, questo materiale sia stato innalzato al valore della scultura liberandosi finalmente dalla condizione di inferiorità nella quale per molto tempo era stato relegato.

La ceramica che cambia, veduta della mostra, 2014-2015, MIC Faenza, ph. Francesco Bassi
L’esposizione è articolata secondo un percorso tematico che pone in evidenza le possibilità espressive della ceramica in relazione ai grandi momenti della storia dell’arte contemporanea.
La rassegna si apre con tre opere di Arturo Martini (L’aviatore, La veglia e La zingara), artista che non solo è l’esponente principale della scultura italiana del primo Novecento, ma anche il grande precursore della ricerca sulla ceramica nel dopoguerra il cui influsso principale è da vedersi nella figurazione realista e plastica che, nello stesso tempo, porta con sé le tracce di un nuovo espressionismo e di nuove modalità di trattamento del materiale. La sezione figurativa continua con la maiolica dipinta di Aligi Sassu, Cavallo Giallo, la terracotta di Giosetta Fioroni, Il mezzo fatato, per chiudersi con la “ceramica performativa” di Ontani (Trumeau Alato) e l’installazione dai forti echi martiniani di Mimmo Paladino (Dormiente e coccodrillo).

Bertozzi & Casoni, Giardino
Il nucleo successivo di opere è dedicato alla produzione degli anni Cinquanta e Sessanta, periodo in cui gli artisti iniziano a utilizzare liberamente la materia e che condurrà alla stagione dell’Informale, nel quale si assiste alla sperimentazione sulle forme tradizionali e a una ricerca sulle possibilità offerte dalle tecniche ceramiche.
I grandi protagonisti di questa tendenza sono gli italiani Fontana e Leoncillo; il primo continua la sua poetica spazialista anche attraverso la terracotta nella serie delle Sfere, mentre l’artista umbro contrae e deforma la materia impreziosendola con tinte forti e brillanti come nel San Sebastiano e ne La dattilografa.

La ceramica che cambia, veduta della mostra, 2014-2015, MIC Faenza, ph. Francesco Bassi
Sempre a partire dalla metà degli anni Sessanta, grazie anche all’influenza di movimenti come Astrattismo e Arte concettuale, la ceramica viene pensata e indagata come superficie di rivestimento, intervento Luigi Ontani, Trumeau alatoarchitettonico o urbanistico e si fanno sempre più intense le commistioni con altri linguaggi artistici; Laveri per esempio coniuga la ceramica con i codici cinematografici e teatrali, mentre Melotti sperimenta il trasferimento dei valori musicali alla maiolica e alla terracotta.

Le contaminazioni linguistiche ed espressive continuano ad arricchire il mondo della ceramica anche sul finire del secolo e, a testimoniare come i giovani artisti abbiano raccolto l’eredità di chi li ha preceduti proseguendo il cammino di avvicinamento del medium ceramico all’arte contemporanea, chiudono la mostra due opere degli inizi del duo Bertozzi&Casoni.

Parallelamente alla mostra in corso, il 3 Settembre è stata inaugurata una nuova sezione all’interno del museo faentino che raccoglie un centinaio di sculture realizzate dal 1950 in poi da autori internazionali. Le opere esposte permettono di rintracciare modalità progettuali e poetiche simili rispetto a quanto detto finora ma, soprattutto, testimonia come la ceramica sia di fatto un linguaggio della contemporaneità vivace e versatile, in grado di suscitare un sempre maggiore interesse di pubblico, critica e mercato.

La ceramica che cambia.
La scultura ceramica in Italia dal secondo dopoguerra. Da Fontana a Leoncillo, da Melotti a Ontani.
a cura di Claudia Casali

28 giugno 2014 – 1 febbraio 2015

Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza
Viale Baccarini 19, Faenza (RA)

Orari: dal martedì alla domenica h 10.00 – 19.00
lunedì chiuso

Info: +39 0546 697311
info@micfaenza.org
www.micfaenza.org

 

 

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