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MILANO | Palazzo Reale | 17 dicembre 2013 – 27 aprile 2014

Questa mostra conferma la collaborazione avviata tra Palazzo Reale e i maggiori musei e istituzioni internazionali, segno incoraggiante di come, l’istituzione milanese riesca a proporre al proprio pubblico uno spaccato sulle principali collezioni mondiali con progetti e analisi concentrati su temi specifici, in questo caso presentando una scelta cospicua di capolavori provenienti dal Centre Pompidou di Parigi.
Con una mostra raccolta, precisa e puntuale, che si svolge come un racconto che descrive e riassume il suo viaggio, artistico e spirituale, il protagonista unico, in questa occasione, è uno degli artisti più amati dell’arte di sempre: Vassily Kandinsky (1866-1944).
L’esposizione dedicata al pioniere e padre dell’arte astratta, a cura di Angela Lampe, storica dell’arte e curatrice e conservatrice del Centre Pompidou di Parigi, è concepita come una grande retrospettiva monografica che offre al pubblico italiano una spettacolare prospettiva su oltre 80 capolavori, opere fondamentali dell’arte del maestro russo, provenienti dalle collezioni del museo parigino, disposte secondo un preciso ordine cronologico.

Vassily Kandinsky, Senza titolo, 1917, olio su tela incollata su cartone, 21x28.7 cm, Lascito Nina Kandinsky, 1981 Georges Meguerditchian ‐ Centre Pompidou, MNAM‐CCI © Centre Pompidou, MNAM‐CCI / Georges Meguerditchian / Dist. RMN‐GP © Vassily Kandinsky by SIAE 2013
Di Kandinsky, che nel tempo ha sviluppato il suo caratteristico pensiero artistico che abbraccia numerosi campi come la pittura, la musica o il teatro, si potranno scoprire, quindi, nelle quattro sezioni distribuite in otto sale, gli episodi precisi e i periodi principali della sua vita e della sua ricerca che, accompagnandolo e maturando dalla Russia alla Francia, passando per l’importante periodo trascorso in Germania presso il Bauhaus, ha influenzato ed è stata determinante per tutta l’arte contemporanea.

Nella prima sezione, intitolata A Monaco: 1896 – 1914, si riportano le opere dopo il trasferimento nella città tedesca dove studia pittura. È qui che Kandinsky scrive Über das Geistige in der Kunst (Dello spirituale nell’arte), testo capitale in cui affronta, in modo teorico, quello che stava proponendo con la pittura. Nello scritto parla dei rapporti tra forma e colore, tra colore e suono, base per la futura astrazione.
In Di nuovo in Russia: 1914 – 1921 si guarda il periodo, a seguito della Prima Grande Guerra, del ritorno in Russia, un momento complesso che lo vede anche ricoprire prestigiosi incarichi istituzionali in ambito culturale dopo lo scoppio della Rivoluzione d’Ottobre, quando Kandinsky viene coinvolto dai rivoluzionari nelle nuove istituzioni culturali. Pur dipingendo poco ribadirà come definitiva la sua scelta pittorica indirizzata all’astrazione. Sono poi gli anni del rientro in Germania – Gli anni del Bauhaus: 1921 – 1933 – quando fu lo stesso Walter Gropius ad affidargli, dal 1922, la cattedra di Decorazione murale (già nello stesso anno realizza, con i suoi studenti, la grandiosa decorazione per l’atrio della Juryfreie di Berlino). Al Bauhaus rafforza l’amicizia con Paul Klee e, nel 1926, pubblica l’altro suo celeberrimo e capitale saggio Punkt un Linie zu Fläche (Punto e linea sul piano).

Vassily Kandinsky, Schwarzer Raster (Griglia nera), 1922, olio su tela, 96x106 cm, Lascito Nina Kandinsky, 1981 Service de la documentation photographique du MNAM ‐ Centre Pompidou, MNAM‐CCI © Centre Pompidou, MNAM‐CCI / Service de la documentation photographique du MNAM / Dist. RMNGP © Vassily Kandinsky by SIAE 2013
Il felice periodo tedesco si chiude bruscamente nel 1933, anno in cui i nazionalsocialisti impongono la chiusura della scuola di Gropius e Kandinsky è costretto a trasferirsi a Parigi. Parigi: 1933 – 1944 documenta, infine, l’ultima parte della sua storia: nell’allora capitale internazionale dell’arte, Kandinsky schiarisce la propria tavolozza; ritorna una luce chiara e tersa nei suoi dipinti e, anche per l’influenza di Arp e Miró, iniziano a comparire forme meno geometriche e più biomorfe. Sono anni in cui l’artista cerca un raggio di speranza, una consolazione alla tragica angoscia della guerra di cui, per la morte nel 1944, non riesce a vedere la fine.

Sorprendente anche la sala di apertura di questa mostra che, nel primo grande ambiente, porta ad una vera e propria immersione dello spettatore nell’arte di Kandinsky: qui è stata ricreata la sala con le pitture parietali. Ricreata nel 1977 dal pittore-restauratore Jean Vidal, queste pitture rispettano fedelmente i cinque guazzi originali che Kandinsky predispose per decorare un salone ottagonale della Juryfreie Kunstausstellung a Berlino tra il 1911 e il 1930.
Le opere originali, grazie alla donazione della vedova Nina nel 1976, sono sempre parte della collezione del Centre Pompidou.

Vassily Kandinsky. La collezione del Centre Pompidou
a cura di Angela Lampe
in collaborazione con Ada Masoero
una mostra Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale (Milano), Centre Pompidou (Parigi), 24Ore Cultura – Gruppo24Ore, Artehemisia Group 

17 dicembre 2013 – 27 aprile 2014 

Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano 

Orari: lunedì 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30; giovedì e sabato 9.30-22.30
Ingresso: Intero Euro 11,00; ridotto Euro 9,50; ridotto speciale Euro 5,50; gruppi di almeno 15 persone Euro 9,50; gruppi Touring Club e FAI Euro 5,50; scuole Euro 5,50

Info: +39 02 54916
www.kandinskymilano.it
www.comune.milano.it/palazzoreale

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