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C’eravamo tanto amati. Le Coppie nell’arte del Novecento | ELECTA
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Intervista ad ELENA DEL DRAGO di Francesca Di Giorgio

21 sono le coppie di cui Elena del Drago, giornalista di Radio3 e critica d’arte, svela i rapporti personali. Incontri fatali sia sul piano amoroso sia su quello artistico. Da Frida Kahlo e Diego Rivera (in copertina, ndr) a Josef Albers e Anni Fleischmann, Man Ray e Lee Miller, Jackson Pollock e Lee Krasner, Christo e Jeanne-Claude Denat de Guillebon, Gilbert e George, Marina Abramovic e Ulay.
C’eravamo tanto amati. Le Coppie nell’arte del Novecento è un viaggio nella storia dell’arte da chi l’ha vissuta davvero. Un piccolo bignami di sociologia che inquadra oltre il profilo dei singoli artisti anche quello di un’epoca,  il ruolo della donna nella società, le forme di collaborazione tra artisti e non ultimo il ruolo dell’editoria che nel settore dell’arte sembra essersi dimenticata di come una storia può essere raccontata sempre in maniera diversa… Abbiamo parlato di questo ed altro con l’autrice Elena Del Drago.

C'eravamo tanto amati. Le coppie dell'arte nel Novecento, di Elena del Drago, Electa, 2014

Qual’è stata la prima biografia che hai letto e che ti ha fatto appassionare a questo “genere”? La prima di cui hai seguito le vicende?
Non è la prima, ma certamente una delle più belle che ho mai letto, quella dedicata a Willem De Kooning da Mark Stevens e Annalyn Swan, pubblicata in Italia da Johan & Levi. Mi ha fatto definitivamente innamorare di questo genere letterario, di più, mi ha fatto capire l’importanza del vissuto per ogni artista. Dopo aver letto questo libro, l’opera di De Kooning per me ha decisamente un altro valore, un altro significato. Mentre la prima coppia che ho seguito è stata quella dei Christo: tra le più rappresentative di un cambiamento fondamentale ovvero il riconoscimento del lavoro comune suggellato dalla firma, unica, dei lavori comuni.

Durante le tue ricerche ti è capitato di rivedere il lavoro di un artista alla luce della sua vita privata?
Direi la coppia Tinguely – Niki de Saint Phalle di cui non apprezzavo particolarmente il lavoro prima di studiare approfonditamente l’atmosfera e le necessità dalle quali è nato. Senza guardare ai rispettivi percorsi, all’incontro e alla capacità di creare separatamente e in tandem opere “esplosive”, queste mi sembravano troppo legate ad uno specifico periodo della storia dell’arte.

Il filone biografico negli ultimi anni ha ricevuto un’attenzione particolare nell’ambito del fumetto/graphic novel. Per la saggistica d’arte il “come” raccontare diventa una questione centrale…
Si anche nei libri per bamini la parte biografica è molto importante e sta avendo un discreto successo. Il mio tentativo è stato quello di raccontare con uno stile molto comunicativo una materia considerata ostica come la storia dell’arte. Naturalmente la prospettiva è stata d’aiuto: l’amore, la collaborazione, il doversi muovere tra l’attrazione e l’individualità tipica del creatore è di per se affascinante.

Man Ray e Lee Miller © Lee Miller Archives: p. 104 (1939) (ph. Theodore Miller, 1931) c?eravamo tanto amati. Le coppie dell'arte nel Novecento pp. 88, Electa, 2014

C’eravamo tanto amati come piccolo bignami di sociologia: dal rapporto di coppia si definiscono con estrema chiarezza i ruoli all’interno del rapporto amoroso ma soprattutto lo spazio della donna nella società…
Mi piace la definizione! Uno degli obiettivi era proprio quella di offrire in controluce al lettore la possibilità di seguire un’evoluzione: quella dei rapporti di coppia dall’inizio del secolo fino alla fine. Sebbene si tratti di un ambiente all’avanguardia per antonomasia, anche quello artistico rispecchia la morale del tempo: sono molte le donne artiste che hanno ritagliato per se un ruolo secondario e poi sono state riabilitate dagli storici. Da Anni Albers a Frida Kahlo. Ma la prospettiva femminista non mi interessava molto: nella seconda parte del libro, infatti, le condizioni cambiano drasticamente e, per fare un esempio, Marina Abramovic è decisamente l’elemento forte della coppia.

Elmgreen e Dragset Courtesy Studio Elmgreen and Dragset/ph. Cremaschi (2009) pp. 182, C'eravamo tanto amati. le coppie dell'arte nel Novecento, Electa, 2014

Ogni storia ha risvolti differenti… Al di là dell’happy ending dal punto di vista del mercato dell’arte?
Bisogna distinguere tra l’happy ending del mercato, che nella maggior parte dei casi è scontato perché si tratta di artisti molto celebri e celebrati, e quello della vita vissuta che, è assai meno frequente! Non a caso con il titolo si è voluto sottolineare la difficoltà di far convivere la dimensione amorosa con quella artistica.

Leggendo il libro si respira l’equivalenza tra arte e vita, d’altri tempi… Oggi come vedi le coppie nell’arte o la semplice collaborazione tra artisti?
Credo che C’eravamo tanto amati sia un prologo per comprendere la situazione attuale. Uno degli elementi più interessanti è proprio notare come la collaborazione sia diventata una forma di lavoro davvero diffusa. Sono moltissimi gli artisti che scelgono di creare in coppia o in gruppo: forse sviluppando una modalità che si è andata definendo nel corso del Novecento.

C’eravamo tanto amati. Le Coppie nell’arte del Novecento

AUTORE: Elena del Drago

EDITORE: Electa

COLLANA: Smartbook

PAGINE: 176

PREZZO: 16 euro

Info: www.electaweb.it

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