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VENEZIA | 55. Esposizione Internazionale d’Arte | Padiglione del Portogallo | 1 giugno – 24 novembre 2013

Intervista a MIGUEL AMADO di Igor Zanti

Miguel Amado, giovane curatore portoghese, da diversi anni è diventato uno dei punti di riferimento per l’artista Joana Vasconcelos. Insieme hanno firmato Trafaria Praia, la mostra installazione del Padiglione del Portogallo all’ultima biennale veneziana in corso.
Espoarte, che ha intervistato la Vasconcelos, a fine giugno, nel suo studio di Lisbona (l’intervista sul numero #82 in uscita ad ottobre 2013!!!) incontra ora anche il curatore per farsi raccontare della sua esperienza veneziana, del suo rapporto con l’artista e degli altri progetti che hanno condiviso nell’ultimo anno…

Come e quando hai incontrato per la prima volta Joana?
Ho incontrato Joana per la prima volta alla fine del 2003. Vivevo a Londra, ma lavoravo come curatore a Coimbra, al Centro de Artes Visuais. Un giorno mentre stavo preparando una mostra per l’estate del 2004 mi ha chiamato Joana. Aveva sentito parlare del progetto e mi chiedeva se ero interessato ad una possibile collaborazione. Sono andato a trovare Joana in studio ed ho incluso una delle sue sculture nella mostra che stavo preparando. Da quel momento siamo diventati amici ed abbiamo iniziato a collaborare insieme.

Tu e Joana come avete ideato il Padiglione del Portogallo?
Joana crea ed io mi occupo dell’aspetto critico. Abbiamo molta intesa, ed io cerco di contestualizzare e teorizzare a livello concettuale gli spunti e le fonti di ispirazione che sono alla base del suo lavoro. Abbiamo utilizzato questo metodo anche per il Padiglione del Portogallo, per il quale ho scritto un progetto in cui illustravo le motivazioni per cui mi pareva opportuno che il lavoro di Joana fosse selezionato. Quando abbiamo ricevuto la nomina, abbiamo a lungo discusso riguardo al significato di rappresentare un paese alla Biennale di Venezia. Abbiamo analizzato la storia di Lisbona e di Venezia e ci siamo resi conto che la navigazione ed il rapporto con il mare erano caratteristiche condivise da entrambe le città. Da qui è nata l’ipotesi di utilizzare un cacilheiro, il traghetto di Lisbona, che è l’equivalente del vaporetto veneziano. Joana aveva in mente di creare un’installazione al suo interno, e desiderava utilizzare le piastrelle in esterno, come se la nave fosse un edificio e le piastrelle costituissero la facciata. Il pannello di piastrelle avrebbe potuto essere astratto, ma abbiamo deciso di descrivere il paesaggio di Lisbona, ispirandoci ad un azulejos del XVIII secolo che rappresenta la città. Inoltre, i riferimenti alle profondità marine nella letteratura e nella pittura sono stati un mio contributo, mentre Joana ha approfondito questo spunto attraverso allusioni a immaginari e sensazioni corporee.

Ci vuoi parlare invece della mostra di Joana a Palazzo Ajuda?
Joana nell’estate del 2012 ha inaugurato una mostra a Versailles, dove ha presentato una serie di nuove opere, accanto a lavori precedenti, dialogando con l’architettura e la storia del luogo. Ho sempre creduto che il lavoro di Joana interagisca perfettamente con lo spazio e che l’ambiente migliore per il suo tipo di estetica barocca siano chiese e palazzi antichi.
Joana mi ha chiesto di aiutarla a sviluppare un progetto per portare la mostra francese in Portogallo. Ben presto ci siamo resi conto che non avrebbe avuto senso replicare l’esposizione di Versailles ma, piuttosto, ideare una nuova mostra che si relazionasse con un palazzo storico. Il Palazzo Ajuda, come il Castello di Versailles, hanno un’identità strettamente connessa alla figura di una regina – Maria Antonietta in Francia e Maria Pia in Portogallo – così abbiamo mantenuto questa relazione e selezionato alcuni pezzi che erano a Versailles per Lisbona. Abbiamo seguito due vie: la prima è stata quella di presentare dei lavori iconici di Joana per gli appartamenti di stato, la seconda, invece, di esporre dei suoi lavori meno conosciuti, più legati ad una dimensione domestica, negli appartamenti privati. In questo modo si sottolinea il rapporto tra pubblico e privato, tra femminile e maschile due campi di ricerca molto cari a Joana.

Joana Vasconcelos. Trafaria Praia
a cura di Miguel Amado

1 giugno – 24 novembre 2013

Padiglione del Portogallo
55. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia

Info: www.vasconcelostrafariapraia.com
www.joanavasconcelos.com

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