RIMINI | Galleria dell’Immagine | Fino al 24 gennaio 2016

Dopo aver visto esposte le fotografie di grandi maestri come Ugo Mulas, Luigi Ghirri, Guido Guidi e Stephen Shore le sale della Galleria dell’Immagine di Palazzo Gambalunga a Rimini ospitano una mostra che raccoglie gli scatti vintage di Italo Zannier (1932) che vanno dagli anni ‘50 ai ‘70, più alcuni lavori dedicati al paesaggio urbano, realizzati dopo il 2000.
Conosciuto come critico e storico della fotografia, collezionista, direttore di riviste e filologo, meno nota è la prima fase della sua carriera che lo vede impegnato come fotografo, attività che inizia due anni prima di quella critica e che si prolunga ininterrottamente dal 1952 al 1976.

Italo Zannier fotografo. Dal Neorealismo al kitsch del XXI secolo, Galleria dell'immagine, Palazzo Gambalunga, Rimini

Appassionato di cinema, si cimenta prima, con corti in Super 8 dando un precoce contributo al Neorealismo, per dedicarsi poi totalmente alla fotografia tanto che, già nel 1955, accosta anche una lucida critica stilando il manifesto del Gruppo friulano per una nuova fotografia, cui aderiscono, tra gli altri, fotografi come Toni Del Tin, Fulvio Roiter, Gianni Berengo Gardin e Nino Migliori. Si riconosce proprio a questo sodalizio il merito di promuovere, tra i primi in Italia, il concetto di una nuova fotografia, non più solo concentrata sull’estetizzazione dello scatto indirizzato al bello, ma ricercando una fasa sperimentale e analitica in senso un innovativo.
Dagli scatti di Zannier, quindi, si rleva subito il suo “racconto critico”, leggibile dai suoi personaggi, dagli ambienti, dagli oggetti e dalla tipologia sociale e ai luoghi cui si riferiscono. Si vede anche quanto l’architettura abbia un ruolo importante per lui che, allievo di Bruno Zevi, osserva in un Friuli che vive di tradizione e cambiamento. Fotografie ricche ed essenziali, diventano testimonianza di una comunità intera e, fissando storie, paesaggi e tradizioni trattenute in immagini che si fanno reliquie, nel tempo ne registra l’evoluzione e il cambiamento. Una società friulana che Zannier vede diventare italiana ed europea, da contadina diventa industriale.

Italo Zannier fotografo. Dal Neorealismo al kitsch del XXI secolo, Galleria dell'immagine, Palazzo Gambalunga, Rimini

Nella serie delle diacronie – conclusa nel 1976 – Zannier emblematicamente torna a scattare in luoghi dove il suo obbiettivo aveva scattato quasi vent’anni prima, con i medesimi parametri e con gli stessi soggetti realizza un nuovo scatto che lascia emergere chiaro il trascorrere del tempo. Qui il passato diventa futuro e Zannier dichiara il ruolo imprescindibile della fotografia per registrare questo fluire storico che, nel caso degli ambienti da lui immortalati, diventa ancor più emblematico per il rovinoso terremoto che cancellerà molti dei luoghi da lui ripresi.
Più di trent’anni dopo, Zannier riprende a fotografare: con un nuovo entusiasmo osserva gli spazi della globalizzazione che rendono standard la contemporaneità della nostra esistenza. Muta l’atteggiamento, ora, e al lirismo intimo degli interni friulani subentra un’ironia chiassosa.
Vince il kitsch fotografato ovunque e, New York, Barcellona, Parigi, Vienna o Venezia, diventano icone di una storia “postneorealista” come dice lo stesso Zannier, a sottolineare oggi l’impossibilità di osservare un realismo verosimile all’interno di una società corrotta da reality e spettacolarizzazione, che, in fondo resta sempre senza troppe pretese.

Italo Zannier fotografo. Dal Neorealismo al kitsch del XXI secolo
a cura di Roberto Maggiori
con il patrocinio di Comune di Rimini, Assessorato alla Cultura, Musei comunali

11 dicembre 2015 – 24 gennaio 2016

Galleria dell’immagine
Palazzo Gambalunga
Via Gambalunga 27, Rimini 

Orari: tutti i giorni 16.00-19.00, chiuso i lunedì non festivi
Ingresso libero 

Info: www.museicomunalirimini.it

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