MILANO | Triennale Design Museum | 22 ottobre 2016 – 21 gennaio 2017

La mostra Antonio Marras: Nulla dies sine linea – che ha aperto al pubblico lo scorso sabato presso il Triennale Design Museum di Milano – ripercorre gli ultimi vent’anni del percorso visivo di Antonio Marras (1961). Lo stilista, infatti, si racconta in questa grande antologica attraverso le sue opere d’arte, avendo da sempre affiancato alla nota attività di creatore di moda, anche quella di artista in senso stretto.
Il titolo dell’esposizione – citando la massima di Plinio il Vecchio sul pittore Apelle il quale “non lasciava passar giorno senza tratteggiare col pennello qualche linea” – vuole testimoniare quanto quest’altra espressione sia centrale nell’universo creativo del celebre stilista.

Antonio Marras: Nulla dies sine linea. Vita, diari e appunti di un uomo irrequieto, Triennale di Milano, Milano (una delle opere in mostra)

Antonio Marras: Nulla dies sine linea. Vita, diari e appunti di un uomo irrequieto, Triennale di Milano, Milano (una delle opere in mostra)

Il linguaggio di Marras rivendica, coerentemente nella sua cifra poetica, un universo denso di contaminazioni che, dal cinema alla poesia, dalla storia all’arte visiva, definiscono l’orizzonte della sua stimolante e prolifica creatività. Definito come “il più intellettuale degli stilisti italiani”, ha saputo fare, proprio dell’arte, il fulcro profondo e radicato, di tutta la sua anima visionaria: protagonista della mostra, l’arte da lui proposta lo ha saputo anche “smarcare” dal solo campo stretto della moda, di cui resta eccellenza internazionale, per aprirgli orizzonti di contaminazioni ricchi e prolifici.
Gli esiti del lavoro di Antonio Marras, che ha partecipato a molte esposizioni, organizzandone a sua volta diverse altre (ha vinto anche il Premio Francesca Alinovi ed è stato protagonista di una delle ultime Biennali di Venezia), si collocano proprio in modo radicato nel pieno del suo universo poetico che si alimenta di linguaggi diversi, dove materie tecniche ed espressività sconfinano sapientemente tra di loro.
Curata da Francesca Alfano Miglietti, questa mostra si propone come un viaggio intenso, quasi al limite della provocazione, nell’espressione totalizzante di Marras che resta pronto a “toccare” ogni cosa per trasformala in un racconto visivo. La curatrice stessa della mostra, scrive nel testo critico:

“Per Marras tutto diventa materiale artistico: la sua storia personale, la sua isola, i suoi cani, gli orizzonti, il mare, la storia, gli stracci, i rapporti, le relazioni. Tutti gli ambiti che ha avvicinato, o da cui è avvicinato, divengono materiali da usare al pari del collage, della fotografia, dell’objet trouvèe, della pittura, della scultura, dell’installazione… Materiali con cui ha un rapporto fisico, uno scontro corpo a corpo, con cui conduce quello scontro capace di far nascere un incontro. Un incontro unico e personale. (…) tutto il suo lavoro ha a che fare con la luce… nonostante le ombre e le penombre… una qualità di luce capace di intrecciare una sterminata curiosità intellettuale e una rara potenza creativa.”

Accanto a una serie di installazioni note e alcune inedite, Marras ha rielaborato per la mostra più di cinquecento disegni e dipinti che, realizzati nel corso degli anni, sono stati inseriti in vecchie cornici sulle quali lo stilista è intervenuto con tessiture di stoffe disparate. Appesi alle pareti della Curva della Triennale, queste opere testimoniano la vita raccontata per stanza, combinandosi con installazioni con finestre, porte, pertugi, colmi di vecchi abiti (nessuno da lui disegnato) e altri svariati oggetti.

Antonio Marras: Nulla dies sine linea. Vita, diari e appunti di un uomo irrequieto, Triennale di Milano, Milano (una delle opere in mostra)

Antonio Marras: Nulla dies sine linea. Vita, diari e appunti di un uomo irrequieto, Triennale di Milano, Milano (una delle opere in mostra)

L’allestimento fluido diventa un’opera d’arte a sua volta: esteso per oltre 1.200 metri quadrati, troviamo anche incontri e relazioni come quella avuta con artisti del calibro di Maria Lai o Carol Rama, figure che hanno sollecitato e sostenuto il Marras artista, spingendolo ad esporre le sue opere tenute segrete.
Centinaia, migliaia di disegni, schizzi e appunti, quaderni, album, diari si riempiono di colori che testimoniano la sua infinita ed irrefrenabile creatività: tutto si fa frammento che, attraverso gli anni, narra gli innumerevoli viaggi, le memorie, i pensieri e le riflessioni sui mondi diversi che hanno alimentato – e continuano ad alimentare – l’immaginario emozionale, intellettuale e visionario di Marras.
Le tappe importanti della sua vita artistica sono illustrate anche nel catalogo che, oltre al saggio critico di Francesca Alfano Miglietti, racchiude le testimonianze di poeti, musicisti, scrittori, artisti, intellettuali, giornalisti, che, tutti assieme, evidenziando l’importanza di relazioni diverse, sottolineano l’unicità solitaria della poetica del suo variopinto percorso.

Antonio Marras: Nulla dies sine linea. Vita, diari e appunti di un uomo irrequieto
a cura di Francesca Alfano Miglietti
catalogo in due edizioni italiano e inglese di Skira 

22 ottobre 2016 – 21 gennaio 2017

Triennale di Milano
viale Alemagna 6, Milano

Orari: da martedì a domenica 10.30-20.30; lunedì chiuso; la biglietteria chiude alle 19.30
Ingresso €8.00  

Info: www.triennale.org

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