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MILANO | Superstudio Più | 23-25 maggio 2014

Intervista a FABIO CASTELLI di Matteo Galbiati 

Tra poco più di una settimana si taglieranno i nastri della quarta edizione di MIA – Milan Image Art Fair, l’evento espositivo internazionale che a Milano celebra la fotografia presentata in ogni suo aspetto e ricerca da quella tradizionale alle ultime sperimentazioni tecnologiche, dai grandi maestri alle espressioni della generazione più giovane di artisti.
In preparazione dell’imminente edizione abbiamo intervistato il direttore – e ideatore – di MIA Fair Fabio Castelli:

Fabio Castelli Foto Angela Lo Priore

È imminente l’apertura della nuova edizione di MIA Fair: come è cresciuta la fiera in questi anni?
In questi anni ci sono stati molti cambiamenti scaturiti dall’esperienza: tra i tanti lo sforzo di rispondere sempre più alle variegate esigenze dei fruitori, poiché MIA Fair non può essere riconducibile a una semplice fiera. È una manifestazione complessa, dove le ragioni del mercato convivono con quelle artistiche e culturali. In questa direzione si è cercato di migliorare sempre più l’offerta da tutti i punti di vista.

Quali saranno le novità che vedremo negli spazi del Superstudio Più?
Il programma della manifestazione, pur consolidando le esperienze precedenti, si arricchisce ogni anno di nuovi progetti. Nell’edizione del 2014 ci saranno molte novità, tra le quali il Premio Mila Malerba, rivolto ai partecipanti al workshop Dalla fotografia all’immagine digitale. Storia, linguaggi, mercato: il riconoscimento sarà assegnato al vincitore che, anche alla luce di quanto ascoltato durante il seminario, individuerà un’opera esposta a MIA Fair e formulerà per iscritto le motivazioni critiche più convincenti.
Un’altra novità sarà il progetto Caffè Artistico di Lavazza, partner ufficiale di MIA Fair sin dalla prima edizione, e che quest’anno ospiterà in un proprio spazio esclusivo una sezione dedicata a 6 fotografi presentati da 3 curatori internazionali.
Altro motivo di interesse culturale e artistico sarà Parlando con voi, una installazione con trenta video che racconta la storia di altrettante fotografe italiane.

MIA - Milan Image Art Fair, Superstudio Più, Milano Foto M. Tarantini

Dietro al MIA Fair c’è un comitato scientifico di tutto rispetto cosa ci dice del suo lavoro e delle scelte operate?
Il comitato scientifico rispecchia l’esigenza, cui accennavo prima, di coniugare l’aspetto commerciale con quello culturale; il suo compito è quindi complesso non limitandosi alla selezione delle gallerie presenti alla manifestazione ma collaborando alla ideazione e realizzazione dei tanti progetti culturali.

Che presenze si sente di segnalare?
Questa è una domanda che mi mette ogni volta in difficoltà perché le proposte e le presenze interessanti della manifestazione sono così tante che risulta davvero difficile e imbarazzante segnalare un evento anziché un altro. Provo a ricordarne qualcuno legato non tanto alle presenze degli artisti e delle gallerie con i loro stand, quanto agli eventi culturali come la lectio magistralis  dell’artista belga Hans Op de Beeck, o la conferenza di Francesco Bonami e Urs Stahel che parleranno dell’importanza delle Fondazioni culturali e delle loro prestigiose collezioni. O ancora, su un piano che coniuga cultura e divulgazione artistica di segni diversi la performance di video arte e musica con Irene Grandi e i video artisti Pastis.

Edoardo Romagnoli, Luna_2891, 2011, stampa inchiostro PK3 su carta Hannemuhle, 36x24 cm, 7 es. + P.A. Courtesy Edoardo Romagnoli / Riccardo Costantini Contemporary

Per quanto riguarda i giovani cosa si propone?
MIA Fair per la sua stessa natura, essendo una manifestazione che affida alle gallerie la presentazione degli autori secondo la formula “una galleria – un artista”, rispecchia quelle che sono le tendenze e le novità nel mondo della fotografia d’arte. Inoltre la selezione degli artisti, anche negli stand denominati Proposta MIA, è particolarmente attenta alle novità del linguaggio e quindi alla scoperta di nuovi autori.

La risposta di pubblico resta sempre consistente ed eterogenea: come intercettate un pubblico tanto vario, compreso quello dei cosiddetti “non addetti ai lavori” che spesso è un po’ latitante alle fiere d’arte?
È difficile, trattandosi di presenze che si attestano ormai su più di ventimila visitatori, analizzare la composizione sociale e professionale di un pubblico così composito: da certe indicazioni si può dedurre che la novità costituita da MIA Fair è che ha saputo attrarre non solo gli addetti ai lavori – fotografi, collezionisti, amatori e studiosi – ma anche persone di ogni ceto sociale, dallo studente al borghese benestante. Questo pubblico variegato è composto da persone che ormai vivono con grande naturalezza l’idea che la fotografia sia un linguaggio compiuto nel mondo dell’arte e quindi ne sono attratti per i motivi più diversi: dall’interesse storico-sociale per la fotografia di informazione, che poi si sperimenta ogni giorno sulla stampa o sul WEB, alla fotografia d’arte consacrata dai musei e dalle istituzioni.

Renato D’Agostin, Etna, 2013, sali d'argento, 30x40 cm, ed. 5/25 Courtesy mc2gallery

MIA Fair non si limita ad essere solo una fiera, ma ci sono anche i premi che animano la tre giorni fotografica: il Premio Mila Malerba, Premio BNL Gruppo BNP Paribas, Codice MIA e il Premio Archivi entrambi al secondo appuntamento. Cosa ci dice di questi premi? Quali sono gli spunti e chi coinvolgono?
Al quarto anno di vita di MIA Fair questi premi testimoniano molti aspetti della natura della manifestazione: soprattutto la capacità di MIA Fair di saper intercettare sponsor privati coinvolgendoli in progetti culturali e non di mera spettacolarità mediatica. Ma, oltre questo aspetto pur così rilevante, il dato che i premi, una volta ideati, stiano avendo successo e suscitino tanto interesse, è rivelatore della sinergia che MIA Fair sa creare tra operatori, sponsor, partecipanti ai premi e pubblico che ne segue realizzazione e sviluppo. In questo senso estremamente significativo mi pare il premio Tempo ritrovato – Fotografie da non perdere destinato a un archivio fotografico da salvaguardare che si manifesta nei giorni di MIA Fair, ma che poi si realizza e sviluppa nel periodo successivo, un progetto quindi che si dispiega nel tempo dando continuità e solidità storico-culturale alla manifestazione. Quest’anno la giuria ha attribuito il premio all’archivio di Tranquillo Casiraghi, un grande fotografo scomparso nel 2005. Ma altrettanto importanti sono le altre iniziative, come Codice MIA, una opportunità unica per i fotografi di far vedere i propri lavori a esperti internazionali; oppure l’idea di focalizzare il concorso Born Electric by BMW sul tema della mobilità sostenibile. Anche quest’anno, dopo il successo nelle scorse edizioni, ci sarà il Premio BNL Gruppo BNP Paribas, un riconoscimento concreto attribuito al miglior artista tra quelli che presenteranno i propri lavori tramite le gallerie d’arte. Infine, per chiudere questa breve carrellata, ma le iniziative sono davvero tante, il Premio Malerba, attribuito a chi tra i partecipanti al workshop Dalla fotografia all’immagine digitale. Storia, linguaggi, mercato, saprà motivare con un breve testo critico la sua scelta di un’opera tra quelle esposte a MIA Fair.

Bruno Cattani, Playing Dreams, 2013, Lambda print, 30x30 cm, ed. 5 Courtesy Sabrina Raffaghello Arte Contemporanea

Una novità riguarda anche il catalogo che, sempre personalizzabile da parte del visitatore, quest’anno incontra le nuove tecnologie…
L’esperienza del catalogo si è evoluta passando dal tradizionale catalogo cartaceo al formato e-book che oltre ad essere consultabile su internet, può essere stampato a richiesta. Questa modalità si aggiunge alla MIA Card che consiste in una cartolina che, presente in ogni stand, e a disposizione del pubblico, veicola una immagine scelta dall’espositore da un lato, e dall’altro tutte le informazioni dell’artista e della galleria unitamente al QR code che dà la possibilità di scaricare il catalogo sopradescritto, presente nel sito.

Ma la novità maggiore e più importante è lo sdoppiamento della fiera che si proietta all’ambito internazionale. Al pari di altre grandi fiere che hanno una “sede” dislocata all’estero, anche il MIA Fair si sposta all’attenzione di una platea mondiale: a ottobre (dal 23 al 26 ottobre prossimi) l’appuntamento è a Singapore in concomitanza con il Singapore International Photography Festival. Cosa ci dice di questo appuntamento? Sarà estremamente orgoglioso di questo ampliamento della fiera…
L’edizione di MIA Fair che si terrà in autunno a Singapore è un motivo particolare di soddisfazione per noi e per chi ha creduto in questa idea: sarà una ulteriore importante occasione per testimoniare all’estero la vitalità della cultura e della managerialità italiana e, in particolare, del mondo della fotografia.
L’edizione di Singapore sarà caratterizzata da un profilo diverso rispetto a quella italiana poiché presenterà il connubio tra fotografia e design, tanto che anche la denominazione ufficiale sarà MIA&D Fair. Per la prima si sperimenterà il legame stretto che collega fotografia e design: la manifestazione sarà l’occasione per le gallerie di design di esporre le proprie creazioni di arte applicata, dando la possibilità agli espositori di condividere il proprio stand con una galleria di fotografia, scelta dal gallerista. Un’anteprima di questo esperimento si avrà nell’edizione milanese di MIA Fair, dove nello stand MIA&Design Fair Singapore alcune importanti gallerie presenteranno opere fotografiche accanto a oggetti di design. Vorremmo in definitiva che anche questo passaggio testimoni del ruolo e dell’importanza della fotografia nel mondo dell’arte contemporanea.

Enzo Obiso, Nudo con Papiri, 1994, 33.5x50 cm, 6/6 Courtesy Enzo Obiso

Chi parteciperà a questo appuntamento? A chi si rivolge?
L’edizione di Singapore vedrà la partecipazione delle gallerie divisa grosso modo per il cinquanta per cento tra quelle dell’area asiatica, e per l’altra metà tra quelle dell’area occidentale. Il pubblico, nell’ottica che ho descritto prima di connubio tra fotografia e design, sarà  diversificato, legato non solo al mondo della fotografia ma in generale a quello dell’arte e del design e, per ovvi motivi, sarà prevalentemente quello dei Paesi dell’area asiatica.

Rispetto ai contenuti che saranno proposti in cosa si differenzia – se si differenzia – dal MIA Fair di Milano?
Innanzitutto l’edizione di Singapore apre MIA&D Fair ai nuovi mercati globali e in particolare a quello dell’area asiatica. Per l’occasione cambierà il format espositivo: ogni espositore potrà infatti presentare nel proprio stand un progetto espositivo con più artisti e, per la prima volta, ospiterà una sezione speciale con gallerie che trattano opere di design.

Prevede solo Singapore… Oppure pensa ad altre collaborazioni in ambito internazionale?
Facciamo un passo per volta perché il format di MIA Fair è basato sulla serietà dell’impostazione generale, ma se dovessi pensare a un’altra location internazionale mi viene in mente Dubai e gli Emirati Arabi.

Quali sono le altre partnership importanti di MIA Fair?
Sono per fortuna tante, oltre alle presenze istituzionali di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano con il loro patrocinio, i partner storici per MIA Fair come BNL Gruppo BNP Paribas, Lavazza, BMW, Eberhard & Co. e Nikon. A gennaio di quest’anno abbiamo avuto come novità la collaborazione con Arte Fiera di Bologna, all’interno della quale MIA Fair era presente con una corposa e rappresentativa selezione di gallerie.

Gianpiero Fanuli, Stromboli, 2009, stampa Lambda montata fra alluminio e plexiglass, 60x60 cm, ed. 5 Courtesy  Gianpiero Fanuli / Riccardo Costantini Contemporary
La soddisfazione maggiore che ha raccolto in queste quattro edizioni? Diamo già per scontato il successo anche di quella di quest’anno!
Tra le tante soddisfazioni che ci vengono dal progetto MIA Fair probabilmente quella più importante è aver contribuito a far scoprire in Italia il mondo della fotografia d’arte e del relativo collezionismo: facendo convivere ad alto livello il mercato dell’arte e la cultura si è riusciti non solo a coinvolgere gli operatori del settore – galleristi, fotografi, studiosi e collezionisti − ma ad allargare a una vasta platea di fruitori l’idea della fotografia come un consolidato linguaggio artistico.

Un suggerimento che vuole dare al visitatore del MIA Fair?
Vivere l’esperienza di MIA Fair non solo come scoperta di opere e artisti, che resta l’obiettivo principale, ma anche cercando di cogliere, compatibilmente con il tempo che si ha a disposizione, molti, o almeno alcuni, degli eventi in programma e che non costituiscono semplici arricchimenti della manifestazione ma ne sono anche essi l’essenza.

Fabio Castelli è stato imprenditore del settore siderurgico e Information Technology sino all’anno 2000. È collezionista d’arte e di fotografia. Negli anni Ottanta socio della Galleria d’Arte Daverio di Milano. Dal 2001 consulente della Direzione Centrale e del settore Musei e Mostre del Comune di Milano. Organizzatore ed esperto per il settore fotografia delle aste d’arte contemporanea per la Casa d’Aste Farsetti. Dal 2003 al 2008 promotore e direttore artistico di Fotografia Italiana, galleria d’arte specializzata nella fotografia italiana e direttore responsabile della pubblicazione 
Pagine di Fotografia ItalianaDal 2009 consulente per Alinari 24Ore (la nuova società nata tra la storica azienda di Firenze e la casa editrice del quotidiano economico Il Sole24ORE) con la mission di far evolvere l’azienda verso l’arte contemporanea. Ha curato numerose mostre collettive e personali in spazi pubblici e privati. Dal 2011 è ideatore e direttore artistico di MIA Fair – Milan Image Art Fair, la prima fiera d’arte in Italia dedicata alla fotografia e al video, inaugurando nel 2014 la prima edizione internazionale di MIA Fair a Singapore.

MIA – Milan Image Art Fair
fondatore e direttore Fabio Castelli
direzione mostra Lorenza Castelli
organizzazione DO.MO.ART Srl 

23-25 maggio 2014 

Superstudio Più
Via Tortona 27, Milano 

Info: www.miafair.it

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