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MILANO | Palazzo Reale | 25 settembre 2013 – 9 febbraio 2014 

di MATTEO GALBIATI

René Magritte, Lo stupro, 1945, olio su tela, 65.3x50.4 cm (AM 1987-1097) © Centre Pompidou, MNAM-CCI / Christian Bahier et Philippe Migeat / Dist. RMN-GPQualcuno potrebbe pensare che, con l’avvento della fotografia alla metà dell’800 – e con il suo rapido perfezionamento, affermazione e diffusione – nelle arti visive il genere del ritratto fosse destinato ad un definitivo e repentino oblio. Lo scatto fotografico, replica esatta ed immediata del vero e della realtà, ha in effetti reso più accessibile e “popolare” questa nuova forma di ritrattistica, ma ciò non ha impedito agli artisti di rinunciare ad un genere che, nella rappresentazione della figura umana, affonda le proprie radici nella notte dei tempi dell’arte. La raffigurazione di sé – come autoritratto – o dell’altro – nel ritratto – fa parte di un repertorio fondamentale nella storia artistica e, anzi, proprio dalla fine dell’Ottocento e per tutto il Novecento, liberatosi da vincoli formali di genere, si apre ad una libera espressione e interpretazione da parte degli artisti.
Questa mostra guida lo sguardo del visitatore proprio alla scoperta (o riscoperta) di un “tema” artistico mostrandone la diversa declinazione in un secolo costellato di ricerche, tendenze, correnti che hanno prodotto una proliferazione di soluzioni che, uscendo da ogni formalismo precostituito, hanno spinto verso un’evoluzione dei significati della rappresentazione della figura umana.
Le opere esposte provengono dalla collezione del Centre Pompidou, che vanta un repertorio davvero ricco di capolavori, di cui si è fatta un’attenta selezione tesa ad evidenziare, per exempla, le soluzioni più originali e creative le cui forme e soggetti, complessi e, al contempo, più liberi, sono indicazioni storicamente e artisticamente importanti di quel soggettivismo nell’approccio al ritratto che ha contraddistinto il secolo scorso. Alberto Giacometti, Diego, 1954, bronzo, 38.7x23.9x9.5 cm (AM 1161 S) © Centre Pompidou, MNAM-CCI / Adam Rzepka / Dist. RMN-GPIn rassegna sono raccolti, accanto a nomi che costituiscono una scoperta, i maggiori autori del Novecento provenienti dal museo parigino, i quali sono tutti insieme testimonianza evidente di come la figurazione dell’immagine della propria immagine resti attiva e presente, certo non senza risentire dei paralleli accadimenti storici e artistici: dall’affermazione della psicoanalisi, alla negazione dell’individuo dei regimi totalitaristici, dalla fine dell’ideale collettivo alla perdita dei volti con l’astrazione.
Una scelta importante, che avvantaggia la comprensione del percorso narrativo e i contenuti della ricerca espositiva, è certamente quella di non aver assecondato la logica scontata di distribuire le opere secondo una scansione cronologica: la scelta curatoriale ha, invece, privilegiato la suddivisione per aree tematiche che consente di legare, per affinità, sensibilità e condivisioni, contenuti e aspetti interpretativi analoghi.
Entro ogni sezione ritroviamo quella comune temperatura che codifica legami e intrecci tra personalità artisticamente lontane e diverse. Gli oltre ottanta straordinari capolavori raccolgono, in questo modo, quelle idee che esemplificano una strategia narrativa del taglio curatoriale che lascia percepire, dalla prima all’ultima sala, come, nell’arte “moderna” la volontà condivisa degli artisti sia riuscita, nel ritratto, ad andare ben oltre la riproduzione schietta e semplice del modello umano che avevano davanti a sé.

Henri Matisse, Odalisca con i pantaloni rossi, 1921, olio su tela, 65x90 cm (LUX.0.85 P) © Centre Pompidou, MNAM-CCI / Philippe Migeat / Dist. RMN-GP

Chi si aspetta di ammirare una carrellata di dipinti rimarrà sorpreso nel ritrovare nell’allestimento anche molta scultura, rappresentata con pezzi davvero di grande bellezza e fascino. Una raccolta intensa di opere che diventano quasi epicentro emotivo dell’intera mostra, rendendo emotivamente presente la tensione vibrante delle “varie facce” del ‘900.

Il volto del ’900. Da Matisse a Bacon. Capolavori dal Centre Pompidou
a cura di Jean-Michel Bouhours
promossa e prodotta da Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale, Mondo Mostre e Skira Editore
in collaborazione con Musée National d’Art Moderne – Centre Pompidou

25 settembre 2013 – 9 febbraio 2014

Palazzo Reale
piazza Duomo 12, Milano

Orari: lunedì 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30; giovedì e sabato 9.30-22.30
Ingresso: intero Euro 11,00; ridotto, gruppi, Euro 9,50; scuole Euro 5,50; famiglia (adulto+ragazzo inferiore a 14 anni) Euro 15,00

Info: +39 02 92800375
www.ilvoltodel900.it
www.comune.milano.it/palazzoreale

 

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