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VENEZIA | Santa Marta Congressi – Spazio Porto | 1 giugno – 7 settembre 2013

di LARA CACCIA

Nel marasma degli eventi e delle mostre organizzate a Venezia in questi mesi così importanti, tutti incentrati attorno alla 55. Esposizione Internazionale d’Arte, c’è una mostra che non si incontra camminando nelle calli veneziane, ma si trova nella zona portuale: stiamo parlando del Padiglione Tibet, e proprio per aver mantenuto la dizione padiglione non è stato accettato tra gli eventi collaterali della Biennale, perché lo Stato non è riconosciuto dall’Italia. Come si può intuire dalle parole del curatore ed ideatore Ruggero Maggi, l’importanza del progetto è proprio il paradossale appoggiarsi su un’utopia che, allo stesso tempo, diventa base concreta per un riconoscimento di Padiglione e quindi di Stato del Tibet.


«Ciò che mi ha spinto ad organizzare questo progetto – scrive Maggi – è l’idea di creare un ponte sensibile che induca i visitatori ad una maggiore conoscenza di questo popolo che ormai si può definire, purtroppo, una minoranza etnica e che rischia di perdere il proprio patrimonio culturale e spirituale fondato su concetti di pace e non violenza».

Quest’anno è stato dedicato ai 100 martiri, che già a giugno erano aumentati a 120, che si sono sacrificati per la libertà del loro popolo. Le opere ispirate ai “mandala” sono state esposte nella particolare chiesa sconsacrata di Santa Marta, e sono state realizzate da numerosi artisti: ognuno ha creato un’opera circolare che successivamente è stata riprodotta dagli stessi monaci tibetani con la polvere di marmo colorata. Il 7 settembre si potrà assistere al rito tradizionale di dispersione di questi mandala. Le altre opere presentate sono dei cilindri di ceramica realizzate dagli artisti presso i laboratori artigianali di Albisola (SV), ispirate alle ruote della preghiera e come quelle dei monasteri, potranno essere toccate e fatte ruotare, rievocando il gesto che libera la preghiera, normalmente racchiusa al suo interno, attraverso il vento. Il progetto non si limita però ad esporre degli oggetti, ma si fa carico di incentivare la conoscenza della gravosa condizione di questo popolo attraverso numerosi video, performance, interventi musicali ed azioni, che non si limiteranno e non finiranno con la chiusura della mostra.



Tra gli eventi, il 6 luglio è stato festeggiato il 78o compleanno dell’attuale XIV Dalai Lama, il monaco Tenzin Gyatso, con la realizzazione di un grande mandala Con-ta-ci nel cortile della chiesa: opera condivisa da più di 100 persone tra artisti, critici, medici, ecc.., che utilizzando due mila chili di sale colorato, partendo dal centro, lo hanno adagiato formando disegni, cerchi, forme, ed altro, fino ad occupare tutto lo spazio. E come ogni mandala, alla sua conclusione tutti i partecipanti hanno “condiviso” la sua distruzione attraverso il camminare, il danzare e l’andarsi incontro per abbracciarsi. Infine, la polvere rimasta è stata donata a chi ha assistito all’azione.
La formazione di un monaco buddista avviene attraverso la parola, attraverso un confronto serrato con il proprio maestro, e proprio le parole condivisione, impegno e dono potrebbero essere, per l’esistenza dell’uomo occidentale, una possibile alternativa alle parole velocità, guadagno e indifferenza. Poiché “per l’uomo tibetano la maggior preoccupazione non è cosa fare durante il giorno ma cosa essere nella propria intera esistenza”.

Padiglione Tibet
ideato e curato da Ruggero Maggi

Artisti: Irene Accarini, Lucio Afeltra, Marco Agostinelli, Piergiorgio Baroldi, Luisa Bergamini, Carla Bertola – Alberto Vitacchio, Giorgio Biffi, Renzo Bortolussi, Nirvana Bussadori, Jorge Canale, Rosaspina B. Canosburi, Paolo Carnevale, Domenico Castaldi, Stefano Cerioli, Pino Chimenti, Ciriaca+Erre, Giampietro Cudin – Carla Rigato, Flaminio Da Deppo, Marcello Diotallevi, Gillo Dorfles, Giglio Frigerio, Luciano G. Gerini, Carlos Gigena Seeber, Bruno Gorgone, Isa Gorini, Ursula Huber, Celeste Lazo, Franco Lippi, Oronzo Liuzzi – Roberto Scala, Francesca Lolli, Ruggero Maggi, Beatriz Margossian, Fabrizio Martinelli – Giovanni Genshō Ponzoni, Gianni Marussi – Alessandra Finzi, Alessandro Novellino, Silvia Ovsejevich, Clara Paci, Lucia Paese, Marisa Pezzoli, Giorgio Piccaia – Matteo Piccaia, Siro Polazzetto, Benedetto Predazzi, Tiziana Priori – Simonetta Chierici, Monica Rizzi, Marco Rizzo, Pietro Ronzat, Virginia Ryan, Ritu Sarin & Tenzing Sonam, Maria Savino, Pino Secchi, Cesare – Leonardo – Lucio – Simone Serafino, Ilaria Sperotto, Francesco Stefanini, R. Steiner, Roberto Testori, Micaela Tornaghi, Silvio Vigliaturo, Andrea Vizzini, Marcela Zelikowicz

1 giugno – 7 settembre 2013

Santa Marta Congressi
Spazio Porto, Venezia

Info: +39 320 9621497
ruggero.maggi@libero.it
www.padiglionetibet.com

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