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SPECIALE ARTE & IMPRESA GRANDI GIARDINI ITALIANI #3

Intervista a MARCO ROSSINI (RossiniArtSite) di Matteo Galbiati

Alberto Rossini (1934-2015), esempio di quell’imprenditorialità etica che ha reso grande l’Italia, non è stato solo abile e capace industriale, ma anche un grande (e autenticamente sincero) appassionato d’arte, della scultura nello specifico. Una passione che ha vissuto con quel nobile spirito da mecenate d’altri tempi e che l’ha portato a creare una grande collezione che, nel cuore della Brianza, ha trasformato e condizionato la quotidianità della sua famiglia. Recentemente scomparso, la sua eredità – non solo materiale, ma soprattutto etica, spirituale e visionaria – prosegue nel mandato dei figli, i quali hanno deciso di dar vita al RossiniArtSite e alla Fondazione Rossini per proseguire in quell’opera che il padre ha iniziato e che, nel tempo, ha visto innescare virtuosi meccanismi di produzione culturale. Abbiamo intervistato, Marco Rossini, figlio dell’imprenditore-mecenate che si occupa di RossiniArtSite.

Suo padre Alberto oltre ad essere uno stimato imprenditore, si è anche fatto conoscere per la sensibilità di mecenate. Una figura visionaria e atipica nel sistema attuale dell’arte…
La cosa più bella è la grandissima e onesta passione con cui mio padre seguiva l’arte, avendo voglia di conoscere e frequentare gli artisti anche per imparare sempre di più da loro. Diciamo che oggi, come spesso succede, in molti campi c’è anche tanto business

RossiniArtSite, veduta. Foto: Matteo Maggioni

RossiniArtSite, veduta. Foto: Matteo Maggioni

La passione per l’arte come ha influenzato le politiche aziendali e gli assetti familiari?
Mio padre è sempre riuscito a contagiare tutta la famiglia con il suo entusiasmo ma anche l’azienda e i collaboratori. In Ranger (la nostra società) sono state partorite diverse prestigiose collaborazioni. Lo straordinario gruppo di compressioni, la suite Milanaise, ultimo lavoro in vita di César, ci ha anche fatto vincere il famoso Premio Guggenheim Impresa & Cultura nel 1998.

Vi ha lasciato una collezione di tutto rispetto che ha precorso, nelle scelte, le mode e i tempi. Come volete farla vivere?
Ci tengo anche io a sottolineare la qualità e la coerenza della collezione di mio padre! Abbiamo pensato di farla vivere, come a lui piaceva, cioè non richiudendola in una banca o nelle mura di casa, ma aprendola al pubblico con l’inaugurazione del RossiniArtSite avvenuta poco prima della sua scomparsa.

Quale gamma di attività promuovete?
Abbiamo pensato di distinguere due situazioni: il RAS svolge varie attività atte a coinvolgere target differenti di pubblico e anche chi si avvicina all’arte per la prima volta, mentre con la Fondazione Rossini ci dedichiamo, nello specifico, a promuovere artisti e mostre legate all’arte contemporanea, nella sua letterale accezione, cioè quella prodotta oggi.

RossiniArtSite, veduta. Foto: Matteo Maggioni

RossiniArtSite, veduta. Foto: Matteo Maggioni

Per queste ragioni avete deciso di aprire e condividere col pubblico uno spazio che è privato? In questo senso, come l’avete organizzata?
Per le ragioni già sopra esposte abbiamo pensato che il parco RossiniArtSite oltre che a coronare questo sogno visionario di mio padre, fosse il luogo ideale dove condividere e far conoscere quello che può considerarsi a tutti gli effetti un altro piccolo patrimonio di una Nazione, la nostra Italia, così piena di meraviglie.

Che risposte state avendo dal pubblico?
Innanzitutto grandissima soddisfazione da chi ci visita. Tanti ci scoprono per la prima volta e rimangono meravigliati ed entusiasti di trovare un posto come questo, soprattutto in un territorio come la Brianza.

Che ricadute può avere sul territorio una realtà come la vostra?
Le ricadute possono essere davvero importanti, è un lavoro nel tempo ma è quello che anche i nostri governi dovrebbero capire: che la cultura e l’arte sono il vero patrimonio italiano e che in futuro varranno molto più del petrolio, ad esempio.

Chiara Mu, Esercizio di Fuga: Il salice, 2015-2016. Opera in permanenza presso RossiniArtsite dal giugno 2016

Chiara Mu, Esercizio di Fuga: Il salice, 2015-2016. Opera in permanenza presso RossiniArtsite dal giugno 2016

Quali sono i vostri impegni e programmi? Sogni che vorreste realizzare nel rispetto della concretezza che caratterizza la vostra famiglia?
Mutuo un termine molto usato nel mio lavoro nell’Automotive: “il Miglioramento Continuo”, ovvero rendere il nostro luogo, giorno per giorno, sempre più affascinante. Il sogno nella concretezza, termine per cui la ringrazio e che ci si addice molto, è di rincominciare ad ospitare artisti e dar loro gli strumenti per concepire e creare i lavori proprio nel nostro Parco, con anche la conseguente possibilità per i visitatori di vederli all’opera… E crediamo che, forse già dal 2017, potremmo ricominciare a farlo.

RossiniArtsite
Fondazione Pietro Rossini
Via Col del Frejus 3, Briosco (MB)
www.rossiniartsite.com
www.fondazionepietrorossini.it

Evento in programma:
Performance di Flavio Favelli
a cura di Fondazione Pietro Rossini
Fine settembre – inizio ottobre
Pavilion del Parco

Intervista tratta dallo Speciale Arte & Impresa su Espoarte #93.

Leggi la parte #1 dello Speciale.

Leggi la parte #2 dello Speciale.

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