CARRARA (MS) | CAP Centro Arti Plastiche, Galleria Duomo, centro storico di Carrara | 11 luglio – 13 settembre 2015

di MATTEO GALBIATI

Carrara è arte e l’arte ha sempre dimorato a Carrara. Da secoli. Non fosse altro per la presenza latente e potenziale delle opere nelle sue cave di marmo. Il marmo che, protagonista indiscusso della sua realtà naturale, economica, sociale, ha reso celebre e conosciuta, come pochi altri centri, la cittadina toscana in tutto il mondo. Nelle sue vie, nei secoli, sono passati schiere di artisti, dai grandi maestri agli studenti delle accademie dando a Carrara il ruolo di rinomato crocevia ed epicentro di incontri, testimonianze, presenze, talenti e ricerche di quei protagonisti i quali hanno scritto la storia dell’arte mondiale.

Agustin Cárdenas e la Negritudine, veduta della mostra, Galleria Duomo, Carrara (MS) Foto Lapo Cozza

Tra queste eminenti personalità troviamo anche l’artista Agustin Cárdenas (1927-2001) che, nato a Cuba e naturalizzatosi francese dopo aver conseguito una borsa di studio alla Escuela Nacional de Artes Plásticas San Alejandro nel 1955, segnala la sua prima presenza nella città toscana nel 1964. Affermatosi come artista internazionale, avendo esposto in gallerie e musei di tutta Europa e nel mondo, presente con sculture monumentali in tutti i continenti, Cárdenas mantenne sempre un legame stretto con Carrara che lo vide costantemente presente alle sue Biennali dagli anni Sessanta agli anni Novanta.
La mostra che viene proposta fino al prossimo autunno, realizzata grazie alla collaborazione tra istituzioni pubbliche, la Galleria Duomo, collezionisti internazionali e soprattutto il contributo determinante di tutta la famiglia Cárdenas (la moglie Elena Cárdenas Malagodi, i figli e le rispettive famiglie che hanno concesso il prestito di opere estremamente significative provenienti dalle loro collezioni), celebra la sua ricerca con un progetto ampio ed articolato che si snoda tra la galleria di via Finelli (con opere di differenti periodi e un affascinante repertorio di carte e ristampe fotografiche dell’artista nei luoghi di Carrara) e il CAP Centro Arti Plastiche (con opere che coprono tutta la storia artistica di Cárdenas), dislocando, nel percorso che separa i due luoghi, una serie di grandi opere che vivono la dimensione monumentale con l’inserimento nello spazio ambientale.

Agustin Cárdenas, La boule Rose, 1971, marmo rosa, 30x30x30 cm Foto Lapo Cozza

La presenza di Agustin Cárdenas si avverte grazie al segno distintivo del suo linguaggio scultoreo che, conscio e aggiornato sulle tendenze a lui contemporanee – importante per esempio il legame con il surrealista Breton – ha sempre mantenuto fede al retaggio della cultura originaria. Se la sua vita si è dislocata tra l’America Latina e l’Europa, Cárdenas ha sempre rivendicato e rispettato le lontane origini africane. Questo melting pot  culturale ha connotato la sua esperienza artistica, dandole una cifra stilistica peculiare e intensamente caratterizzante.
Si parla di “Negritudine” in questo progetto espositivo – sottotitolo della mostra – a evidenziare come i contenuti di una ricerca cinquantennale si siano fondati su una precisa sensibilità e visione: il simbolismo primitivo, l’essenzialità primaria della figura, la morbidezza delle forme sempre enunciatrici di vita, l’idea del divino e del mito, l’impronta totemica, sono risoluzioni che appartengono all’anima del pensiero di questo artista. Il marmo, il bronzo, il legno, i gessi, ma anche le stupende carte, i disegni e gli schizzi preparatori, conservano tutti una lontana tensione figurale che ammansisce ogni sostanza, affievolisce durezze e spigolosità, ricongiunge l’atavica esperienza umana in un insieme unico. Figure slanciate, forme morbide e arrotondate e corporeità palpitanti rimandano in Cárdenas all’idea di una plasticità scultorea essenziale proprio perché resta sospesa nella sua concezione primaria.

Agustin Cárdenas e la Negritudine, veduta della mostra, CAP Centro Arti Plastiche, Carrara (MS) Foto Lapo Cozza

Questa mostra, che racconta in modo davvero significativo la sua storia umana e artistica, accompagna il nostro sguardo dentro le evoluzioni delle sue figure, corpi che, come noi, abitano il nostro spazio e il nostro tempo e vivono, o condividono, le nostre esperienze e le nostre storie. Diventano testimoni sincere di una condivisione molto più ampia del mero piacere estetico.
Toccare la “negritudine” non rimanda solamente alle origini e alle radici dell’artista, Agustin Cárdenas ci accompagna alla riscoperta di un passato che resta comunque e sempre valido nella nostra contemporaneità: l’elasticità dello spazio-corpo della sua scultura dilata il proprio essere volume in un’estensione pluridimensionale e sensoriale e, grazie al loro valore assoluto che sa acquisire nell’esperienza in divenire dell’altro, accentua, quasi in un moderno non finito michelangiolesco, la sua essenzialità di archetipo ancestrale. Questa è la vera icona in cui tutti noi ci ritroviamo e che rende l’opera di Cárdenas davvero senza coordinate temporali prefissate.
Senza tempo e universalmente “bella”. 

Agustin Cárdenas e la Negritudine
a cura di Elena Cárdenas Malagodi e Eleonora Lombardi
catalogo con testi di Abigail McEwen, Elena Cárdenas Malagodi, Dominique Stroobant 

11 luglio – 13 settembre 2015

Centro storico di Carrara
piazza Mazzini, via Roma, via Verdi, Carrara (MS) 

CAP Centro Arti Plastiche
via Canal del Rio, Carrara (MS) 

Orari: 9.30-12.30 e 20.00-24.00; escluso il lunedì e il martedì sera
Ingresso €2.00 

Galleria Duomo
via Finelli 22, Carrara (MS) 

Info: Galleria Duomo
+39 0585 71839
info@galleriaduomo.it
www.galleriaduomo.it 

Comune di Carrara
infocultura@comune.carrara.ms.it
www.comune.carrara.ms.it

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