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LUGANO (SVIZZERA) | Museo d’Arte Lugano | 31 agosto – 23 novembre 2014

di MATTEO GALBIATI

Il Museo d’Arte di Lugano, che ha da poco inaugurato un’impegnativa – e impegnata – mostra monografica dedicata alla figura dell’artista tedesco Hans Richter (1888-1976), con questa esposizione conferma la sua vocazione per i progetti di grande qualità. Smarcandosi dall’inseguimento delle mostre blockbuster – anche quando nelle sue sale sono stati esposti i grandi nomi da manuale di storia dell’arte i progetti con cui sono stati accolti hanno testimoniato sempre un’attenzione scientifica e una ricercata e precisa selezione di opere da esporre – in questa nuova esposizione si guarda ad un artista che, per quanto addentro ai momenti e ai contesti più importanti della storia artistica del Novecento di cui ha attraversato le tappe più significative, certamente resta sconosciuto, o quasi, al grande pubblico.

Hans Richter, Ryhtums 23, 1923, olio su tela, 70x420 cm, Museo Cantonale d'Arte, Lugano © 2014 Hans Richter Estate Foto courtesy of the Hans Richter Estate

Si sottolinea questa scelta proprio perché il museo svizzero non teme di sposare scelte “difficili”, perché il dovere culturale e di ricerca, che una mostra comporta, deve essere indirizzato anche alla valorizzazione e alla definizione della storia e deve avere una funzione educativa se non di vera e propria ricerca (oltre che di valorizzazione delle proprie collezioni). La sostanza dei contenuti, pertanto, rendono pregevolissimo questo progetto espositivo che, attraverso una poliedrica personalità artistica e inventiva come quella di Richter, di cui si ricostruisce con attenzione il percorso anche nella fase del primo Novecento le cui tracce non sono così precise e complete, si può accedere e rileggere una rutilante stagione culturale le cui temperie sono passate attraverso il fulgore sperimentale delle Avanguardie per sopraggiungere fino ai nuovi linguaggi della fine degli anni Settanta. Il lungo arco temporale coperto dalla vita di Hans Richter gli ha permesso, infatti, di essere testimone di quel Novecento di cui ha saputo saggiare e misurare i linguaggi e le sperimentazioni incrociando la propria esperienza con quella dei maggiori maestri che la storia ci ha consegnato.

Hans Richter, Dreams That Money Can Buy, 1944-47, film a colori, 16mm, 83' © 2014 Hans Richter Estate

Accanto, quindi, all’ampia raccolta delle opere di Richter, chi visita la mostra, potrà ammirare anche capolavori di Duchamp, Malevic, van Doesburg, Schwitters, Ernst, Ejzenštejn, Tzara, Ball, Arp, Janco, von Jawlensky, Eggeling, Moholy-Nagy, El Lissitzky, per citarne solo alcuni che, nell’insieme di oltre duecento opere che si dispongono sui due piani della sede museale, trasmettono quella vicinanza di sguardi e quel connubio di riflessioni che legano l’artista tedesco alle coeve stagioni artistiche. Del resto il carattere di sperimentatore di Richter il visitatore potrà osservarlo nella variegata scelta espressiva che muove attraverso arti e codici diversi dalla pittura al cinema, dalla figurazione all’astrazione. Hans Richter, Rhythmus 25, 1965, tempera su carta su tela, 56.5x43.8 cm, Collezione privata, © 2014 Hans Richter Estate Foto © 2013 Museum Associates/LACMAIl percorso proposto intreccia sapientemente le opere di Richter con quella degli altri artisti a segnalarne la stretta prossimità, anche se l’assenza di didascalie esposte potrebbe non agevolare il visitatore “comune” ad una giusta attribuzione dei nomi (viene comunque fornito un libretto con tutti i riferimenti didascalici). Interessante la scelta di avere, quasi come fosse voce narrante, la presenza assidua e costante di citazioni di pensieri di Richter che, con le note biografico-critiche, scorrono, come una pellicola cinematografica, su tutte le pareti della mostra intervallando e introducendo tutti i capitoli tematici che si incontrano nelle diverse sale. Occorre anche notare che, questa mostra, come avviene spesso per i grandi musei, l’istituzione ticinese l’ha condivisa con altre istituzioni internazionali a sostenere un progetto museale di grande valore e risultato. Se è vero che la mostra è stata condivisa, non si aspetti il visitatore di ritrovarla identica a quella che è stata presentata in precedenza a Los Angeles, Metz e Berlino: in ogni tappa questo progetto ha avuto il pregio di essere riconfigurato secondo un differente taglio curatoriale che ha permesso di verificare e analizzare approfonditamente gli aspetti della complessa ricerca di Richter. Opere diverse, titoli diversi, approcci diversi che hanno portato questo comune progetto a diventare la più ampia ed articolata esposizione dedicata al maestro avanguardista. Nel museo luganese attenzione maggiore è stata posta sul senso di ritmo nell’opera di Richter, mostrando come abbia saputo coniugare, in immagini, la sua passione per la musica e il cinema. Cinema di cui è uno degli sperimentatori più significativi e tra i primi pittori a porsi il problema del rapporto tra l’arte cinematografica e la pittura, considerazioni queste che lo hanno portato a realizzare, dai primi anni Venti, anche alcuni film astratti di notevole significato sperimentale. Una mostra che non delude certo le aspettative dei visitatori abituali del museo svizzero che, in attesa dell’imminente inaugurazione del LAC, conferma, con questa esposizione, la vocazione culturale e scientifica dei suoi progetti. 

Hans Richter. Il ritmo dell’avanguardia a cura di Elio Schenini (conservatore Museo Cantonale d’Arte, Lugano), Timothy Benson (curatore Rifkind Center, LACMA, Los Angeles) organizzata da County Museum (Los Angeles), Centre Pompidou (Metz) in collaborazione con Museo d’Arte (Lugano) testi in catalogo di Timothy O. Benson, Doris Berger, Edward Dimendberg, Frauke Josenhans, Philippe-Alain Michaud, Elio Schenini, Michael White, Yvonne Zimmermann con il sostegno di Credit Suisse

31 agosto – 23 novembre 2014 

Museo d’Arte Riva Caccia 5, Lugano (Svizzera) 

Orari: da martedì a domenica 10.00-18.00; venerdì 10.00-21.00 Ingresso intero CHFr. 12.00; ridotto CHFr. 8.00; gratuito under 16 anni e la prima domenica del mese 

Info e prenotazioni: +41 (0)58 866 7214; fax: +41(0)58 866 7497 mediazione@lugano.ch www.mda.lugano.ch

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