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ROVERETO | Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto | 14 – 23 novembre 2014

di SIMONE AZZONI

Mobile Art, l’arte mobile per una società liquida. L’arte fai da te, ma anche l’arte prêt-à-porter, l’arte che confonde la tecnica con la creatività e il genio con l’artificio.
Il Festival roveretano Futuro Presente s’interroga sulle trasformazioni che il digitale ha portato nel giornalismo, nel cinema, nella fotografia e nell’epistemologia stessa di arte. Una trasformazione che interessa la narrazione di sé e del mondo. Duplicazione e cronaca, elaborazione e modifica, la tecnologia mobile cambia il concetto di conservazione, di durata e di fruizione delle immagini. Una rivoluzione innanzitutto antropologica. Intanto critici, storici, sociologi si sono seduti attorno a un tavolo nella tre giorni di convegni e incontri per confrontarsi sul dialogo tra digitale e figurativo.

Il progetto Mobile Art – L’Arte è Mobile, a cura di Incontri Internazionali di Rovereto, in collaborazione con il Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto e ISMA, International Salon of Mobile Art ha costruito un calendario di incontri e due contest. Il primo, fotografico, ha visto la partecipazione in concorso di oltre 900 opere, sul tema Oltre il conflitto. La giuria, ha selezionato 12 opere esposte al Mart sino al 23 novembre. Tra queste ha vinto l’artista turca Aylin Argun. Il secondo contest prevedeva l’invio di cortometraggi, realizzati con smartphone, della durata massima di 99 secondi, sempre partendo dal tema del progetto. La giuria ha assegnato il primo premio al minimetraggio Finn di Joacim Svedlund e del collettivo svedese Visual Cooks.Aylin Argun, After, primo premio - Our Conversation

L’arte mobile dunque passa da un museo senza pareti ad uno istituzionale, senza rispettare la filiera del sistema dell’arte: critica e galleria. Un cambio epocale, una nuova definizione di immagine che per Michele Smargiassi, autore del blog fotocrazia (Repubblica.it), diventa conversazione, materia di una relazione in un nuovo spazio che sostituisce la parola.
«Il mondo dell’arte fatica a tenere il passo con il terremoto nella cultura visuale di massa. Stiamo assistendo ad una rivoluzione della condivisione». Non è la fotografia digitale la svolta, ma la condivisione. Senza la rete le foto continuerebbero ad avere la funzione delle precedenti. Ciò che fa la differenza oggi è la condivisione in assenza dell’autore. Foto uscite dal domestico in un flusso che si disperde, non più identità, non più la necessità di rimanere o di depositarsi. «Non sono oggetti né opere» dice Smargiassi. «Non si può più parlare d’autorialità, perché tutti parliamo con le immagini. Giudicarle con intenzioni estetiche è una stupidaggine».

Fiona Christian, Terzo premio - Remembrance

Nasce un’antropologia nuova che si è tuttavia sottoposta al giudizio di una giuria, composta tra gli altri anche da Gianluigi Colin, Art Director di Lettura. «Ognuno di noi ha la possibilità di modificare il mondo con il proprio sguardo. L’aspetto fondamentale è la consapevolezza. Lo strumento non conta. La macchina fotografica è la grotta di Platone, lo sguardo sul mondo. Conta la coscienza, la sensibilità e l’intelligenza di chi fotografa sapendo che quell’immagine diventa qualcosa di diverso destinato ad una galleria, deputato al concetto di arte. Dove c’è buona fede c’è un lampo di poesia». La differenza la fa l’assioma di Bresson, una bella fotografia è quando si “mette sullo stesso asse, gli occhi, la testa e il cuore”.
La sedimentazione dello sguardo quindi. «Ecco la differenza tra quello che vediamo scorrere sui video che saturano la vista e non vediamo più» ha detto Colin. E intanto i filtri usati su Instagram creano identità e presenza e la pubblicità usa i medesimi stratagemmi tecnici dei social. Un flusso, un magma in cui forse si delineano embrioni di una nuova creazione artistica.
Il processo, sostiene Colin, «Aiuta le nuove generazioni ad avere una dimestichezza. Abbattimento delle spese, allargamento della platea. Democratizzazione della visione». Ma occorre sapere chi è l’artista e agli artisti chiedere di essere vigili sui temi, sulla presunta spontaneità e non ultima sulla macchina economica che trae da tutto ciò profitto.

Futuro Presente (Laboratorio Permanente sui Linguaggi Contemporanei)
promosso da Incontri Internazionali di Rovereto, in collaborazione con ISMA, International Salon of Mobile Art, e MART

MOBILE ART | L’ARTE è MOBILE
Oltre il Conflitto

14 – 23 novembre 2014

Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
Corso Bettini 43, Rovereto (TN)

Info: www.ismaphoto.net | www.festivalfuturopresente.it
info@festivalfuturopresente.it
+39 0464 431660

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