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LONDRA | greengrassi Gallery | 16 marzo – 26 aprile 2014

di Elena Dolcini

Il punto di vista di Allen Ruppersberg (1944, Cleveland, Ohio) in materia di collezionismo è molto chiaro: ognuno di noi è collezionista. Per l’artista americano siamo tutti proprietari di un numero più o meno consistente di oggetti, simili per finalità, e perché no, afflato emozionale. FOR COLLECTORS ONLY (everyone is a collector) è il suo ultimo show presso la greengrassi Gallery di Londra. L’attualità di un’artista come Ruppersberg, considerato tra i padri fondatori del movimento concettuale americano della seconda metà degli anni sessanta, non è mai andata in declino. Così come il concettuale stesso, che vive oggi una straripante ripresa alimentata dai numerosissimi adepti, artisti giovani e meno giovani, tutti attratti dall’idea e le sue molteplici possibilità espressive.

Allen Ruppersberg, FOR COLLECTORS ONLY (everyone is a collector), installation view, 2014, Green Grassi Gallery, London

Se vogliamo escludere un intento provocatore e sarcastico, per il quale Ruppersberg si prenderebbe gioco della maggioranza dei suoi visitatori, lontani(ssimi) per status sociale, monetario e relazionale dall’essere collezionisti d’arte, dobbiamo allora credere nell’apertura concettuale di tale titolo. Ruppersberg, sostenendo che siamo tutti collezionisti, espande il dominio in questione: il collezionista è allora da intendersi non solo come il collezionista d’arte, ma come collezionista in senso lato, di libri, suppellettili, souvenir, perfino come collezionista di ricordi, emozioni e stati d’animo. Allora sì, siamo d’accordo: ognuno di noi è un collezionista!

La mostra si sviluppa nei due ambienti all’ultimo piano della galleria; si tratta di due stanze di modeste dimensioni in cui sono state posizionate opere eterogenee per medium, misure, e, non da ultimo, per la loro relazione con lo spazio abitato. Una piccola televisione mostra sin-esteticamente titoli di canzoni; questi compaiono sullo schermo, con il rumore della loro battitura in sottofondo, sono commentati da una voce radiofonica e accompagnati da una musica dall’intrattenimento spensierato.

FOR COLLECTORS ONLY (everyone is a collector)Il secondo ambiente ospita l’opera Guess how many books it takes to get from here to there, in cui Ruppersberg propone quattro versioni della stessa fotografia; questa, fungendo da referente oggettivo, esplora il concetto del titolo e risponde alla sua domanda. C’è un tavolo su cui sono lasciati in esposizione cartelle come se fossero portfolii d’artista. Tre pannelli sono appesi al muro a mo’ di bacheche, a cui sono stati agganciati memorabilia di un periodo glorioso della musica americana. E infine una libreria in legno dal taglio anonimo, esattamente come quella che ognuno di noi, collezionista o meno, ha con molta probabilità a casa propria.

L’elemento ricorrente in tale diversità espositiva è la plastica laminata che ricopre cimeli, fogli di carta, raccoglitori ed etichette sulle quali i generi musicali vengono scritti a mano, allo stesso modo in cui ognuno di noi organizzerebbe in economia e velocità il proprio scaffale in soggiorno. È qui che il titolo della mostra adempie la sua funzione significante; Ruppersberg nel proclamare tutti collezionisti, ribadisce l’indissolubilità del binomio arte e vita. Collezionare arte significa collezionare esperienze e viceversa. Anche l’arte stessa è vista in senso lato; musica, poesia, fiction, critica, tutto ciò è presente in una stanza che diventa un archivio temporaneo attraverso cui ripercorrere le caratteristiche di un’epoca. Quest’ultima, anche se non è stata vissuta nel suo divenire performativo, viene per lo meno esperita di seconda mano grazie agli oggetti culturali che le appartengono.

Jazz, boogie, country sono generi musicali che non solo hanno contraddistinto un periodo storico, ma hanno influenzato i gusti personali di intere generazioni, nel vestire, nei comportamenti sociali, nel concepire il divertimento e il lavoro e nelle abitudini di tutti i giorni. FOR COLLECTORS ONLY (Everyone is a collector) mostra un’America che impazzisce per il rock e la sensualità di Elvis Presley e che ascolta con orecchio critico il sofisticato modern jazz dell’etichetta indipendente Blue Note. È proprio il caso di dirlo; When attitudes become form, l’essenza di un’epoca è pronta a significare ontologicamente, a essere registrata, archiviata e (apparentemente) collezionata, per poi essere anche ripresa a distanza di anni e ri-messa in scena. Nel 2013 Ruppersberg ha partecipato alla mostra presso la Ca’ Corner della Regina a Venezia che, esibendo una paradossale originalità, è stata la prima re-iterazione nella storia dell’arte di una mostra già realizzata. Lungi dall’essere una tautologica ripetizione dell’identico, anche la pratica di Ruppersberg ricorda come a ogni elemento visivo corrisponde un linguaggio narrativo che identifica, spiega e supporta la rappresentazione.

FOR COLLECTORS ONLY (everyone is a collector)

“Habent sua fata libelli”: ogni libro ha il suo destino. Per quelli di Ruppersberg si tratta di un destino visivo, fatto ad arte, che si realizza grazie alla loro trasmissione. Il collezionismo di Ruppersberg non è una catalogazione di oggetti, ma una registrazione pluri-sensoriale di ciò che è imprevisto, digressione o, in altre parole, di quell’attimo di vita che, nella sua irripetibilità non conosce oblio. FOR COLLECTORS ONLY (everyone is a collector) è un titolo non solo a impatto e dall’elevata carica riflessiva, ma anche emblematico della stessa pratica di Ruppensberg, se si indagano le parole da lui accuratamente scelte.

Da un lato only sembra indicare l’oligarchia propria dell’arte contemporanea (e non), che concede partecipazione solo a un gruppo ristretto di eletti, dall’altro everyone include tutti, portando di nuovo in primo piano il dibattito sull’autenticità di una cosiddetta arte democratica. Se agli inizi degli anni Settanta Joseph Beuys formulava il suo concetto di scultura sociale per cui ogni essere umano era un artista, ora per Ruppensberg sarebbe lo status di collezionista a identificarci tutti. A noi la scelta.

FOR COLLECTORS ONLY (Everyone is a collector). Allen Ruppersberg

16 marzo – 26 aprile 2014

Green Grassi Gallery
1a Kempsford Road, Londra

Info: +44 (0)20-7840-9101
info@greengrassi.com
www.greengrassi.com

 

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