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MERANO | Kunst Meran / Merano Arte | 31 gennaio – 18 maggio 2014

di Silvia Conta

Ritratto di Ugo Mulas. Fotografia Antonia Mulas © Tutti i diritti riservatiLa mostra alla Kunst Meran / Merano Arte curata da Valerio Dehò organizzata in collaborazione con l’Archivio Ugo Mulas di Milano presenta una selezione di 36 immagini originali scattate dal fotografo bresciano tra il 1963 e il 1964 ai personaggi del Circus Calder, lavoro che l’artista americano realizzò tra il 1926 e il 1931.
Il primo incontro tra Ugo Mulas (Pozzolengo, BS, 1928 – Milano, 1973) e Alexander Calder (Lawton, Pennsylvania, 1898 – New York, 1976) avvenne nel 1926 a Spoleto, in occasione del Festival dei Due Mondi e si trasformò presto in una duratura amicizia che portò i due a incontrarsi nuovamente in Francia e a New York. La mostra di Merano (BZ), che occupa poche sale, ma tutte di grande intensità, scorre su un doppio binario e, come suggerisce implicitamente il titolo, approfondisce un insolubile parallelismo tra l’opera fotografica di Mulas e il lavoro di Calder. Da un lato, infatti, le fotografie di Mulas sono protagoniste assolute e costituiscono per l’osservatore un tuffo nella sua poetica, in quel suo saper fare di ogni scatto un tassello di un discorso sull’essenza della fotografia, sul suo rapporto con la vita e con l’arte. Come scrive Dehò: “Le fotografie di Mulas non fungono da documentazione critica del lavoro di un altro creativo, ma assumono uno status estetico indipendente, profilandosi come opere compiute, dotate di una cifra stilistica del tutto autonoma”.

Ugo Mulas, "Alexander Calder, Circus", Sachè, 1964
Fotografia di Ugo Mulas © Eredi Ugo Mulas. Tutti i diritti riservati. 
© 2014 Calder Foundation, New York / Artists Rights Society (ARS), New York / SIAE, Rome - Courtesy Archivio Ugo Mulas - Galleria Lia Rumma Milano/Napoli

Attraverso le immagini di Mulas scorre, inscindibile, l’altro filone che innerva di sé la mostra, costituito appunto dai personaggi del Circus Calder immortalati negli scatti, che regalano al visitatore la possibilità di entrare nel cuore di questo lavoro molto significativo per l’artista e oggi conservato al Whitney Museum di New York. In mostra è presente anche un video che ritrae Calder mentre fa muovere i personaggi del suo Circus, aiutando il visitatore a comprendere con maggiore intensità la raffinatezza e l’acutezza dell’approccio di Mulas a quest’opera. 

 Ugo Mulas, "Alexander Calder", Roxbury, 1964
Fotografia di Ugo Mulas © Eredi Ugo Mulas. Tutti i diritti riservati. 
© 2014 Calder Foundation, New York / Artists Rights Society (ARS), New York / SIAE, Rome - Courtesy Archivio Ugo Mulas - Galleria Lia Rumma Milano/Napoli
Essa, infatti, è solo in apparenza completamente diversa dai lavori più noti di Calder e va inserita nell’approccio di grande libertà e costante sperimentazione che ha caratterizzato l’indagine dell’artista. Non a caso molti riconoscono, come ricorda Dehò, che è proprio dalla sperimentazione rappresentata dal Circus che Calder inizia la ricerca che condurrà ai suoi noti mobiles. Amplia lo sguardo su Mulas un video che racconta la sua storia e approfondisce il suo rapporto con l’arte, in particolare con l’ambiente newyorkese e la scena della Pop Art, con interventi di protagonisti del calibro di Claes Oldenburg, Roy Lichtenstein, Leo Castelli e altri.

Nel percorso espositivo anche un’articolata digressione sul circo, l’arte e l’editoria con la presenza di alcuni volumi di Bruno Munari, Keith Haring, Ian Falconer, Vladimir Lebedev e Sarah Moon.

Ugo Mulas. Circus Calder
a cura di Valerio Dehò

31 gennaio – 18 maggio 2014

Kunst Meran / Merano Arte
Edificio Cassa di Risparmio
Portici 163, Merano (BZ)

www.kunstmeranoarte.org

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