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FERRARA | Spazio Grisù. La prima factory creativa della Regione Emilia-Romagna

Intervista a EMANUELA AGNOLI di Valeria Barbera

Quali sono i luoghi dove si creano e si sperimentano le “nuove forme” della cultura oggi? Tre luoghi, tre storie, tre visioni del futuro danno inizio ad un ciclo di interviste con cui si intende fare una breve ricognizione  relativa ai protagonisti e alle esperienze che  attualmente in Italia ricercano strade e modi innovativi per fare cultura e per renderla sostenibile.

Un’ex caserma dei pompieri a Ferrara che, unendo pubblico e privato in un’operazione di recupero degli spazi, diventa la sede ideale per imprese del settore creativo; un’ex centrale idroelettrica in Trentino che dopo essere divenuta un’istituzione nel settore delle arti performative dà vita ad un’altra impresa istituendo un incubatore di nuove imprese culturali; un ex opificio ceramico in Liguria – la cui riconversione è stata fortemente voluta dall’amministrazione comunale – che attrae nei suoi spazi una galleria d’arte come Cardelli & Fontana alla ricerca di nuove sfide. Queste le prime tre esperienze che verranno indagate, attraverso i loro numerosi tratti in comune e le altrettante peculiarità, dialogando sia con chi questi progetti li ha pensati sia con chi, in queste realtà, ha “trovato una nuova casa”. Uno degli elementi che sicuramente unisce tutti questi contributi è la ricerca di nuove pratiche a partire dal riuso di spazi abbandonati o poco utilizzati grazie ad interventi strutturali e di riattribuzione di valori culturali, identitari e anche imprenditoriali; rendono questi luoghi veri e propri laboratori per immaginare un nuovo futuro per la cultura e le arti e le imprese che se ne occupano.

Spazio Grisù a Ferrara è una delle prime tappe di questo viaggio alla scoperta dell’innovazione culturale. Ne abbiamo parlato con Emanuela Agnoli, tra i fondatori del progetto e responsabile della comunicazione.

Il cortile dello Spazio Grisù, Ferrara

Quali sono le parole chiave con cui descriveresti il progetto Spazio Grisù?
Cultura creativa, riqualificazione urbana, partecipazione, riattivazione produttiva, coworking.

Chi lavora al progetto, come è nato e come si è sviluppato?
L’associazione culturale di promozione sociale “Grisù” si è costituita nel marzo 2012 per riutilizzare la ex Caserma dei Vigili del fuoco di via Poledrelli, in abbandono dal 2004, rendendola nuovamente viva, grazie all’insediamento di imprese culturali creative che, gradualmente, si stanno occupando della risistemazione dell’immobile. La Provincia, proprietaria dell’immobile, dopo vari tentativi di asta pubblica, ha così rinunciato alla vendita della ex Caserma, concedendola all’Associazione per un periodo iniziale di cinque anni, con un contratto di comodato d’uso precario gratuito, firmato nel settembre 2012. Presieduto da Fabrizio Casetti, il Consiglio Direttivo dell’Associazione è composto da sette persone, professionisti attivi in vari settori che prestano il loro impegno in modo volontario, affiancati da consulenti che mettono a disposizione pro bono le proprie competenze in campo legale, amministrativo, fiscale, notarile…

Spazio Grisù, cancello ingresso

Quali imprese hanno trovato “casa” all’interno di Spazio Grisù e come lavorano all’interno di questa realtà?
La selezione delle imprese è avvenuta tramite bando, pubblicato sul sito dall’ottobre 2012 e sempre aperto (al momento, è stata assegnata circa la metà dei 4000 mq della ex Caserma). Vi hanno aderito circa un’ottantina di soggetti via via incontrati e valutati dall’Associazione. Le imprese assegnatarie, a fronte di un comodato gratuito, si impegnano a ristrutturare i locali assegnati, sostenendo le relative spese di utenze e a contribuire al mantenimento degli spazi collettivi. Attualmente le imprese sono 12, di cui 6 insediate: si va dalle edizioni di fumetti al design sostenibile, dall’ingegneria per la realizzazione di droni alla progettazione architettonica e urbanistica, dalla fotografia alla modellazione e stampa in 3D per i beni culturali e il turismo.

Cortile dello Spazio Grisù con il logo realizzato da Cuoghi Corsello

Sono previsti per le imprese percorsi di sostegno al proprio business?
L’Associazione Grisù si è posta fin dall’inizio come facilitatore per la crescita di una nuova imprenditorialità creativa, orientando le imprese e agevolando i rapporti con consulenti ed esperti e cercando fondi, anche attraverso bandi pubblici, regionali ed europei. L’esperimento è pionieristico, pertanto è naturale che comporti difficoltà nei vari aspetti gestionali, burocratici e amministrativi, perché non esiste, al momento, una chiara legislazione relativa alla possibilità di risistemare, da parte di privati o associazioni, uno spazio pubblico in abbandono, concesso in comodato, e quindi non a norma: per studiare insieme queste problematiche, nuove anche per l’amministrazione, c’è un costante dialogo con le Istituzioni, Provincia e Comune di Ferrara, in primis, ma anche con la Regione Emilia-Romagna.

Veduta notturna di Spazio Grisù, Ferrara

Quali sono le peculiarità del processo che ha portato alla creazione di Spazio Grisù, che lo differenziano da altre realtà legate al mondo dell’innovazione e della cultura?

Cuore del progetto è il recupero dell’edificio che è cominciato immediatamente, senza attendere finanziamenti ed è partito dalla definizione degli spazi utilizzabili, e, ancor prima, dallo sgombero della corte alberata occupata da una grande quantità di materiali abbandonati che l’avevano trasformata, nel tempo, in una sorta di discarica. Nella forma di “cessione” degli spazi alle imprese consiste parte della novità e della natura sperimentale del progetto: pur non pagandosi alcun affitto, infatti, l’immobile non è stato “occupato”, ma si è trovato un accordo chiaro con la proprietà, accordo per cui si stanno studiando formule contrattuali innovative rispetto alla legislazione italiana sugli spazi dismessi, oltre che una proroga al contratto per dare ulteriore continuità al progetto e premiare gli sforzi fatti dall’Associazione e dalle singole imprese.

Un'immagine dell'inaugurazione del 5 ottobre 2012, veduta del cortile interno, Spazio Grisù, Ferrara

Come vengono utilizzati i linguaggi contemporanei all’interno di questo percorso ibrido tra arte, cultura e impresa?
Sicuramente la comunicazione web e, in particolare, i social network (la pagina Facebook di Spazio Grisù attualmente conta oltre 1800 fan) è stata un ottimo canale di diffusione, affiancandosi naturalmente al sito www.spaziogrisu.org e a una campagna di comunicazione, locale e nazionale, che ha trovato nei vari media (quotidiani, tv, radio, riviste specializzate e testate web) grande interesse e ampio terreno di diffusione. Il progetto è stato presto identificato come best practice e per questo l’Associazione è stata invitata in tutta Italia per portare la propria testimonianza a numerosi convegni, workshop e festival, soprattutto focalizzati su riusi collettivi e riqualificazione urbana.

La sede di INNOVA all'interno di Spazio Grisù, Ferrara. Foto di Giacomo Brini

Emanuela Agnoli
Nata a Bologna nel 1971, è giornalista pubblicista e curatrice di arte contemporanea. Tra i fondatori dell’Associazione “Grisù”, cura la comunicazione e l’ufficio stampa di “Spazio Grisù”, la ex Caserma trasformata nella prima Factory della creatività in Emilia-Romagna.

Spazio Grisù – Ferrara
La prima factory creativa dell’Emilia-Romagna

Info: www.spaziogrisu.org

 

 

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