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VENEZIA | Giardino di Palazzo Soranzo Cappello | 56. Esposizione Internazionale d’arte | evento collaterale
9 maggio – 15 ottobre 2015
#biennalearte2015 #newsbiennale 

di MILENA BECCI

Ganesha, Tryp Taurus, Cromagnak e Cannone sono solo alcuni dei guerrieri di bronzo che ci attendono e accolgono all’ingresso del giardino di Palazzo Soranzo Cappello, a Venezia, attuale sede della Soprintendenza BAP Veneto Orientale – MiBACT, tra alberi da frutto, edera e viti. Le due file di sculture surrealiste di Roberto Sebastian Matta si ergono tra l’erba stabili sulle loro pesanti basi, come fossero state dislocate da un mondo sconosciuto o emerse dalle viscere della Terra; aliene e senza tempo, mix di culture e tradizioni diverse che si incontrano, sono state collocate nel brolo (orto, in veneziano) di un palazzo costruito alla fine del XVI secolo da un architetto anonimo per volontà della famiglia Soranzo.

Roberto Sebastian Matta. Sculture  Giardino di Palazzo Soranzo Cappello. Foto: Michele Alberto Sereni

Attraversare il corridoio all’aperto, che divide le due schiere bronzee, ci avvicina all’abilità nella lavorazione del metallo del padre del surrealismo, anche architetto e pittore, e a particolari e forme che provengono dalle più svariate eredità spirituali e culturali: dal Sud America ai miti della Grecia e alle antichità mediterranee. Matta era sì cileno di nascita, ma figlio del Mondo; il suo essere nomade e sradicato lo portò a considerarsi ed essere considerato altresì italiano, newyorkese e parigino. I suoi lunghi viaggi gli provocarono urti violenti con un vasto immaginario che forgiava poi col fuoco, rifacendosi ad episodi reali ed allontanandosi da quei temi del sogno su cui lavoreranno molti altri surrealisti. In questa mostra veneziana tutto questo è molto chiaro.
Allontanandoci dall’ingresso e lasciando i guerrieri alle spalle, un luogo di riposo: la Poltrona Eureka, con le sembianze di una mucca, e la serie delle Sedie con le Corna, produzioni degli anni ’70, ci concedono un istante di sosta, almeno concettuale, dai lunghi viaggi dell’artista.

Il cammino continua quando ci addentriamo in un’altra area del giardino, lo stesso che ha in parte ispirato Il fuoco di Gabriele D’Annunzio, in cui la meraviglia della natura si ricongiunge con altre figure in bronzo di Sebastian Matta: alla nostra sinistra, in un’area di solito chiusa al pubblico, altre schiere di sculture dialogano con il luogo e con le statue del 1700 in situ, e in fondo, a destra, dopo aver incrociato altri strani personaggi come Serpantin e Magitair, arriviamo al timpano e alle sue colonne, tra le quali ci aspetta Colomberos, allungato, totemico, con due farfalle sul petto e due volatili ai lati del viso. Il percorso è finito e la consapevolezza che l’arte è il desiderio di esistere nell’Universo, citazione di Matta, è ora forte.

56. Esposizione Internazionale d’Arte – EVENTO COLLATERALE

Roberto Sebastian Matta. Sculture
Commissario: Franco Calarota
Curatore: Flaminio Gualdoni
Comitato scientifico: Antonella Ranaldi, Claudia Salaris, Roberta Perazzini, Alessia Calarota, Giuseppe Rallo
Collaboratori: Francesca Monti, Mario Schiassi
promossa da Fondazione Echaurren-Salaris
in collaborazione con la Galleria d’Arte Maggiore G.A.M. di Bologna

9 maggio – 15 ottobre 2015

Giardino di Palazzo Soranzo Cappello – Sede della Soprintendenza BAP Veneto Orientale – MiBACT
Santa Croce, 770 – 30135 – Venezia

Orari: 10.00 – 18.00
Giorno di chiusura: lunedì

Info: www.maggioregam.com/56Biennale_Matta

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