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Roma | Z2O Sara Zanin Gallery | 24 marzo – 19 maggio 2018

Intervista a MARINA DACCI di Chiara Serri

La bellezza: dove e come cercarla. Con tutti i limiti di un manuale di auto-aiuto, non senza una buona dose di ironia, la mostra Hidden Beauty di Z2O Sara Zanin Gallery propone un percorso esperienziale attraverso le opere di Anna Hulačová, Krištof Kintera, Pavla Sceranková e Richard Wiesner, per vivere con maggiore consapevolezza il nostro presente. La Bellezza (il buon Dio, per Aby Warburg) è nascosta nei dettagli, nelle pieghe di una quotidianità che frequentiamo assiduamente, ma non necessariamente viviamo.
Il progetto, co-curato da Marina Dacci e Krištof Kintera, non intende offrire una definizione di Bellezza, ma invitare il pubblico a guardare le piccole cose con occhi acuti, “per sentirsi al mondo”. Un teatro di sguardi e di artefatti, disseminati anche al di fuori della galleria, che ci viene illustrato da Marina Dacci qualche giorno dopo il vernissage…

Hidden Beauty, 2017, Installation view, z2o Sara Zanin Gallery, Roma

Hidden Beauty, 2017, Installation view, z2o Sara Zanin Gallery, Roma

Z2O Sara Zanin Gallery organizza per la prima volta una mostra che esce dalla galleria allestendo le opere di Krištof Kintera, artista e co-curatore della mostra Hidden Beauty, anche in luoghi praticati con altre finalità. Qual è il criterio che ha portato alla scelta degli spazi? Come si inseriscono i suoi lavori in questa nuova dimensione?
Questa mostra ha molte anime e molti obiettivi. L’idea di uscire dagli spazi tradizionali della galleria, per le opere di Kintera, nasce dalla naturale vocazione dell’artista a operare anche in spazi non istituzionali, a volte commerciali. Un’apertura che si sposa con uno degli aspetti peculiari del progetto, ovvero la ricerca della bellezza nascosta nel nostro quotidiano. Kintera, inoltre, è fortemente interessato ad un’arte che possa arrivare a tutti e non solo a chi abitualmente frequenta gli ambienti deputati ad ospitarla. Quando ho proposto l’idea di fare una mostra diffusa, Krištof ha accettato con entusiasmo e così è iniziato un processo lungo: dapprima di selezione e condivisione dei luoghi (luoghi disparati tra loro, che spesso hanno target diversi di clienti), successivamente la scelta delle opere che in quei luoghi potessero caricarsi di senso, giocando sull’assonanza, sul contrappunto, sulla provocazione e sull’ironia. Mi premeva dare uno spaccato delle varie anime del lavoro dell’artista, scegliendo opere formalmente anche molto diverse tra loro e appartenenti a anni differenti. A questo ha fatto seguito la negoziazione con i proprietari per condividere con loro sia l’intenzione progettuale, sia il tipo di lavoro, sia la collocazione dell’opera. Devo dire che siamo rimasti sorpresi dalla disponibilità incontrata e dall’interesse degli esercenti che hanno saputo comprendere la necessità allestitiva, così come modo noi abbiamo cercato di rispettare le loro esigenze operative. Una mappa in galleria evidenzia il circuito e gli orari di fruizione della galleria e degli esercizi commerciali, che quasi sempre combaciano.

Hidden Beauty, 2017, Installation view, Ph. by Krištof Kintera, z2o Sara Zanin Gallery, Roma

Hidden Beauty, 2017, Installation view, Ph. by Krištof Kintera,
z2o Sara Zanin Gallery, Roma

Gli artisti invitati sono tutti originari di Praga. I loro percorsi e i loro curricula sono, tuttavia, molto diversi. Quali sono i principali elementi di convergenza?
Prima di tutto vorrei precisare che questa mostra è nata quasi “per caso”, parlando con Krištof durante il disallestimento di un suo importante progetto alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia. Si ragionava sull’idea di bellezza, quella bellezza che va trovata nei gesti, negli incontri e nelle esperienze quotidiane, quindi si è discusso di attitudine dello sguardo più che di definizione della bellezza in sé. Con Sara Zanin abbiamo proposto a Kintera di selezionare alcuni artisti del suo paese che, secondo la sua visione e la sua sensibilità, fossero orientati in questa direzione. Ne abbiamo scelti tre, congiuntamente. Tutti questi artisti, come puntualizzavi giustamente, operano con esiti formali differenti, ma noi abbiamo letto nella loro ricerca in modo chiaro la tensione e il bisogno di riscoprire e inventare ogni giorno una qualche forma di bellezza per sentirsi al mondo. Per tutti, un lavoro su una postura legata alla ricerca del mistero, dell’enigma, di quella bellezza che lavora “come un enzima combinando gli elementi che esistono secondo un ordine inatteso” (come scrive Mauro Sargiani nel booklet che accompagna la mostra).

Hidden Beauty, 2017, Installation view, z2o Sara Zanin Gallery, Roma

Hidden Beauty, 2017, Installation view, z2o Sara Zanin Gallery, Roma

Quali sono i tratti principali che identificano la ricerca di ciascun autore?
La ricerca di Krištof Kintera è focalizzata, nell’ultimo periodo, sulle possibili forme di bellezza “sintetica” che nascono da scarti e assemblaggi di oggetti e di produzioni tecnologiche a cui l’artista conferisce un’aura lirica rispetto alla loro funzione originaria. Nelle sue opere, natura naturale (che ormai abbiamo perduto inesorabilmente), cultura e tecnologia dialogano con esiti spesso amari e ironici, nel quadro di una profonda interrogazione politica e sociale. Anna Hulačová cerca un compromesso fertile e conciliante, anche se sofferto, col mondo naturale e semplice legato alle sue radici culturali. Gli esiti della sua ricerca coniugano passato e presente, inglobando nel suo lavoro elementi iconografici che vanno dalle antiche tradizioni popolari ai materiali sperimentali legati alla tecnologia odierna, utilizzati dall’artista per la produzione delle sue sculture. Esperienza individuale del mondo circostante, incubazione della percezione nella memoria e consapevolezza del sentire sono i temi cari alla ricerca di Pavla Sceranková in un dialogo costante con la ricerca scientifica che, tuttavia, non sottrae poesia ai suoi lavori, spesso creati e costituiti partendo da oggetti del quotidiano, talvolta proposti in modo interattivo con lo spettatore. Richard Wiesner si appropria di oggetti rinvenuti in un appartamento il cui anziano proprietario desidera non siano fatti perire con lui. Ecco allora che li incapsula, li cristallizza e li propone come lenti per uno sguardo sulla memoria di una vita individuale, trasformandoli al contempo in artefatti emblematici che guardano al futuro.

Krištof Kintera, immagine guida della mostra

Krištof Kintera, immagine guida della mostra

Se fuori dalla galleria le opere sono inserite in luoghi desueti che richiedono, da parte del fruitore, una certa attitudine allo sguardo, in galleria il discorso appare diverso… Come avete pensato l’allestimento?
Quello che abbiamo voluto sperimentare è un pensiero collettivo e la condivisione a tutto tondo di un percorso: dalla scelta dei lavori all’allestimento. Abbiamo concertato insieme il modo migliore per creare una mostra dal “core” fortemente strutturato, ma aperta e fluida nella fruizione, in cui il visitatore può cercare le assonanze e connessioni tra un lavoro e l’altro. Insomma non ci interessava un processo lineare di pensiero e di lettura: la mobilità in fondo rispetta il senso della mostra: la bellezza si offre agli occhi come un segreto da scoprire, no?

Nel booklet che accompagna la mostra, si chiede ad ogni autore in che modo possa definire la sua ricerca in relazione al titolo della mostra (Hidden Beauty), che cosa sia la Bellezza, se la Bellezza sia necessaria e quale sia la responsabilità di un artista nel comunicare la Bellezza oggi. Quali sono gli esiti ultimi di queste riflessioni?
Credo che l’idea forte che ne esce sia il carattere mortifero di stereotipia, cinismo e pigrizia emozionale nella ricerca della Bellezza nascosta. Tutti gli artisti sono concordi nel considerare questa Bellezza come un bene indispensabile per poter dare valore e senso alla nostra esistenza.

Una delle opere di Krištof Kintera riporta la frase: “Am I what I am? Thinking about”. Siamo davvero quello che siamo?
Abbiamo scelto questa immagine di un suo lavoro per presentare il progetto perché tutta la mostra parla della capacità di sapersi interrogare per riuscire a entrare in contatto con noi stessi e con il mondo che ci circonda.

Anna Hulačová, Krištof Kintera, Pavla Sceranková, Richard Wiesner

Hidden Beauty
a cura di Marina Dacci e Krištof Kintera
Booklet con interviste agli artisti e testo di Mauro Sargiani

24 marzo – 19 maggio 2018

Z2O Sara Zanin Gallery
Via della Vetrina 21, Roma

Orario: da martedì a sabato 13.00-19.00 o su appuntamento
Ingresso libero. Mappa e orari degli ulteriori spazi espositivi disponibile in galleria

Info: +39 06 70452261
info@z2ogalleria.it
www.z2ogalleria.it

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