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VERONA | Galleria dello Scudo | 13 dicembre 2014 – 30 aprile  2015

di SIMONE REBORA

La Galleria dello Scudo di Verona prosegue la sua storica tradizione, dedicata agli artisti italiani di massimo rilievo – ma spesso non così noti al pubblico internazionale –, con mostre dal taglio pressoché museale, corredate dall’intervento di critici e curatori d’eccezione. In questo scorcio di 2015, approdano in Via Scudo di Francia le opere di Giuseppe Spagnulo, tra i massimi esponenti della scultura italiana degli ultimi cinquant’anni.

Ritratto di Giuseppe Spagnulo. Foto: Claudio Abate

Il progetto espositivo si distingue da subito per la peculiare scelta della terracotta come principale mezzo espressivo: un materiale affatto ignoto alla pratica di Spagnulo, ma cui mai era stata dedicata un’intera personale.
Le innovazioni tecniche possono essere apprezzate nel riproporsi delle forme tipiche della sua produzione: torri e cerchi spezzati, traumi e lotte concretate in una materia resa salda e vitale, dove il guizzo si armonizza con il peso della sostanza. Lo slancio verso l’alto, la leggerezza di una fioritura, sono tendenze già ravvisabili nell’opera che apre il percorso espositivo.

Giuseppe Spagnulo, Panorama scheletrico del mondo (in primo piano), 2014, terracotta ingobbiata, ossido di ferro e ossido di rame, ferro 257x248x50 cm, terra cotta, veduta della mostra Opere 2012-2014, Galleria dello Scudo (Verona) © Paolo Vandrasch

Ma Panorama scheletrico del mondo ha delle “vertebre” fatte di ferro attorcigliato: l’incanto della sua apertura è raggelato dalla durezza del gesto che l’ha resa possibile. Un’osservazione più ravvicinata ne rivela poi tutta la pesantezza intrinseca, permettendo però anche di tastarne le sottili variazioni materiche e cromatiche. Fine d’Io mostra ancor meglio il suo doppio volto, slavato e scintillante, accentuato ulteriormente dalla collocazione “scomoda”, quasi a ostruire il passaggio in sala. Rosa dei venti conferma poi il taglio pressoché ironico dei titoli, dove la leggerezza del vento si palesa in una catastrofe avvenuta sulla terra. E queste declinazioni “telluriche” (come nell’ancor più esplicito Terramoto) sono rinsaldate da un fil rouge religioso-mitologico (altra costante nel percorso di Spagnulo), con i vari Volti del dio Penn diffusi tra le sale.

A completare l’esposizione, le carte dipinte permettono di sperimentare in chiave diversa l’intensa gestualità e la ricchezza dell’indagine materica. Mentre un oggetto a sé stante pare infine la scultura Quelli che vanno, con il suo omaggio boccioniano, a sottolineare però la profondità storica della ricerca di Spagnulo. Perché alla base di ogni novità si cela sempre uno scavo nelle origini: quelle artistiche del noviziato nello studio di Lucio Fontana, o quelle ancora più ancestrali acquisite nella terra delle ceramiche pugliesi, presso la bottega del padre.

Giuseppe Spagnulo, terra cotta. Opere 2012-2014
a cura di Bruno Corà
catalogo con saggio critico di Buno Corà e intervista di Luca Massimo Barbero

Galleria dello Scudo
Via Scudo di Francia 2, Verona

13 dicembre 2014 – 30 aprile 2015

Orari: lunedì – sabato 10.00 – 13.30 / 15.30 – 19.30

Info: +39 045 8001306
info@galleriadelloscudo.com
www.galleriadelloscudo.com

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