MILANO | La Triennale di Milano | Fino al 19 marzo 2017

di MATTEO GALBIATI

Solo lo scorso anno avevamo incontrato l’avvocato Giuseppe Iannaccone nel suo studio milanese quando, in occasione di MiArt, lo avevamo intervistato (vedi) per conoscere, da collezionista-mecenate, la sua visione sull’arte contemporanea. La vera passione, però, per l’arte, come lui stesso ci aveva dichiarato, nasce da un’ammirazione, un vero e proprio amore, per gli artisti italiani che hanno lavorato tra le due Guerre Mondiali, in una stagione che, per l’Italia, ha rappresentato un indiscutibile momento di nuovo fermento e di grande sperimentazione linguistica e che per lui ha costituito la chiave di accesso alla passione per la cultura artistica e a un grande ed impegnato collezionismo.

Collezione Giuseppe Iannaccone. Italia 1920-1945. Una nuova figurazione e il racconto del sé, veduta della mostra, La Triennale di Milano, Milano Foto Dario Lasagni

Collezione Giuseppe Iannaccone. Italia 1920-1945. Una nuova figurazione e il racconto del sé, veduta della mostra, La Triennale di Milano, Milano Foto Dario Lasagni

Allora l’avvocato Iannaccone ci aveva confidato che, uno dei suoi grandi sogni, sarebbe stato quello di vedere affermata la sua collezione con una grande mostra pubblica in cui questa non solo fosse riconosciuta e ammirata dal pubblico per l’impegno culturale, la testimonianza storico-artistica che le sue opere attestano, ma anche potesse aprirsi al coinvolgimento diretto dello sguardo della gente e diventare un condiviso momento di conoscenza. Con l’apertura della mostra Collezione Giuseppe Iannaccone. Italia 1920-1945. Una nuova figurazione e il racconto del sé lo scorso 1 febbraio presso La Triennale di Milano, quell’agognato sogno si è avverato.
Abbiamo visitato la mostra che, attraverso una selezione di 96 opere per la prima volta disponibili alla visione del pubblico, ci dimostra quanto non solo l’amore di un collezionista sia riuscito a riunire in pochi anni un corpus davvero significativo di opere – va riconosciuta la loro qualità che senza dubbiose esitazioni né enfasi celebrative definiamo di buon grado museale – ma anche il suo pregevole impegno nell’approfondimento di una stagione artistica al cui studio ancora devono attribuirsi nuovi ed importanti capitoli.

Nicola Galante, Per la casetta (Vasto), 1929, olio su tela, 50x60 cm, con cornice 66x75x7 cm Foto Paolo Vandrasch Courtesy Collezione Giuseppe Iannaccone, Milano

Nicola Galante, Per la casetta (Vasto), 1929, olio su tela, 50×60 cm, con cornice 66x75x7 cm Foto Paolo Vandrasch Courtesy Collezione Giuseppe Iannaccone, Milano

Le opere escono dal privato dell’avvocato: arrivano, infatti, tutte dalla sua casa, dove vivono la dimensione domestica di una visione quotidiana che permette al collezionista di apprezzarle ogni giorno, di viverle e scoprirle continuamente ed ora, nel sobrio ed efficace allestimento alla Triennale, riportano quasi, in un’ipotetica altra designazione (la dimensione da “salotto” viene mantenuta, agevolata e favorita da sedute in cui il visitatore, davanti ai capolavori, esposti può approfondire le tematiche dettate dalle opere soffermandosi nella lettura di una serie di volumi – anche d’epoca – lasciati a disposizione), la stessa suggestione. L’allestimento sembra poi sospendere i lavori in una concentrata leggerezza e in un nitore meditativo che fa risaltare l’immagine dipinta, concentrando lo sguardo dell’osservatore sulle specifiche coordinate linguistiche e poetiche di ciascun artista.
La qualità altissima di queste pregevoli opere non si nasconde e non si disperde, anzi rende evidente il processo di “istruzione” e di studio che, raffinandosi anche con la complicità di studiosi come Claudia Gian Ferrari o Elena Pontiggia, ha spinto l’emozione di Iannaccone a consolidarsi nella sua sapienza e consapevolezza, nella sua autonoma definizione, agenti che ne hanno fatto un autorevole protagonista nel processo di ricognizione scientifica di quegli anni attraverso le tele da lui raccolte e riunite.

Collezione Giuseppe Iannaccone. Italia 1920-1945. Una nuova figurazione e il racconto del sé, veduta della mostra, La Triennale di Milano, Milano Foto Dario Lasagni

Collezione Giuseppe Iannaccone. Italia 1920-1945. Una nuova figurazione e il racconto del sé, veduta della mostra, La Triennale di Milano, Milano Foto Dario Lasagni

Senza essere schiavo del mercato, senza limitarsi nelle convenienze o relegarsi negli sconvenienti confini delle mode, oggi ci regala emozioni senza tempo capaci di parlare della nostra storia e delle nostre radici.
Da Birolli a Pirandello, da Mafai a Guttuso, da Scipione a Vedova – solo per citare alcuni nomi – il percorso che questa mostra offre diventa indicativo anche di quello compiuto dal loro mecenate: si percepisce come il suo sguardo e il suo gusto si siano accompagnati a queste opere nella decifrazione profonda del loro senso e della stagione storica che rappresentano.
La traccia nascosta che emerge è quel filo rosso che guida tutte le scelte di Iannaccone, cosa che accomuna tanto il lavoro con i maestri storici, quanto l’interesse per gli artisti del presente: cercare di cogliere nell’arte la profondità dell’animo umano.
Le voci dipinte che qui si “sentono” sono, infatti, quelle di un’arte che ancora – oltre ogni tempo – sa raccontare le infinite sfaccettature dell’uomo con tutti i suoi valori, le sue contraddizioni, le sue tensioni e le sue aspirazioni. Questo anelito all’umano, taciuto e fortemente radicato nelle sue posizioni, in Giuseppe Iannaccone, ricercatore dell’esclusività di ogni opera, sa rendere speciale e unico il suo mecenatismo illuminato e socialmente impegnato.

Scipione (Gino Bonichi), Profeta in vista di Gerusalemme, 1930, olio su tavola, 42.3x46.5 cm, con cornice 66x70.5x5.5 cm Foto Paolo Vandrasch Courtesy Collezione Giuseppe Iannaccone, Milano

Scipione (Gino Bonichi), Profeta in vista di Gerusalemme, 1930, olio su tavola, 42.3×46.5 cm, con cornice 66×70.5×5.5 cm Foto Paolo Vandrasch Courtesy Collezione Giuseppe Iannaccone, Milano

Ci congratuliamo, allora, con l’avvocato per le emozioni che, grazie alla sua generosa disponibilità di concederle al pubblico, viviamo in questi capolavori, capaci, ancor oggi, di restituirci con grande forza.
Con la presentazione del catalogo-libro della collezione avvenuta lo scorso martedì si è avviato anche il calendario di conferenze di approfondimento, curato da Elena Pontiggia, e intitolato Arte in Italia negli anni Trenta, i cui temi vertono sull’arte e la stagione artistica rappresentata dalle opere della Collezione Iannaccone.

Collezione Giuseppe Iannaccone. Italia 1920-1945. Una nuova figurazione e il racconto del sé
a cura di Alberto Salvadori e Rischa Paterlini
promossa da Fondazione Triennale di Milano e Giuseppe Iannaccone
direzione Artistica Settore Arti Visive Triennale Edoardo Bonaspetti
con il patrocinio di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Lombardia, Comune di Milano, Camera di Commercio di Milano
con il sostegno di Fondazione Credito Bergamasco, Lamborghini Milano
con la sponsorizzazione di AXA Art, Cassina, Open Care
media partner Artshell, Marie Claire Maison
progetto grafico della mostra a cura di Mousse Agency
allestimento a cura di Studio Oblò Architetti
catalogo Skira prefazione di Giuseppe Iannaccone, intervista di Alberto Salvadori, testi di Rischa Paterlini e Flavio Fergonzi, saggi di Fabio Benzi, Giorgina Bertolino, Paola Bonani, Fabrizio D’Amico, Lorella Giudici, Mattia Patti, Elena Pontiggia e Carlo Sisi

1 febbraio – 19 marzo 2017

Ciclo di incontri Arte in Italia negli anni Trenta
a cura di Elena Pontiggia in concomitanza con la mostra della collezione Giuseppe Iannaccone  

martedì 14 febbraio 2017 ore 18.30
Elena Pontiggia
Tra realtà e utopia. L’opera di Birolli nella Collezione Iannaccone

martedì 21 febbraio 2017 ore 18.30
Giorgina Bertolino, Lorella Giudici, Mattia Patti
La pittura del colore: Sei di Torino, Chiarismo, Corrente

martedì 28 febbraio 2017 ore 18.30
Fabio Benzi
La svolta realista nella pittura romana degli anni Trenta

martedì 7 marzo 2017 ore 18.30
Flavio Fergonzi
Dodici temi critici per l’arte italiana tra le due guerre 

martedì 14 marzo 2017 ore 18.30
Carlo Sisi
L’universo in una foglia. Vicende di Rosai e di De Pisis 

La Triennale di Milano
viale Alemagna 6, Milano 

Orari: da martedì a domenica 10.30-20.30; lunedì chiuso; la biglietteria chiude alle ore 19.30
Ingresso libero 

Info: www.triennale.org
www.collezionegiuseppeiannaccone.it

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