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«La memoria di un’immagine vive come trasparenza dissolta» scrive Giovanni Sesia nell’home page del suo sito. Il tempo fugge inesorabilmente, forte è la necessità di viverlo più che di fermarlo. La memoria di volti e oggetti dimenticati e ritrovati, l’immagine fotografica da cui tutto ha inizio, la trasparenza e la fluidità di un ricordo condotto su una superficie, non ammettono distinzioni tra pittura, fotografia, assemblaggio. Una grande installazione realizzata ad hoc per gli spazi di Movimento arte contemporanea insieme ad una selezione di lavori figli del suo percorso artistico, come satelliti di quella stessa installazione, vanno alle radici del concetto di tempo conformato ad un presente che tende a cancellare, omologare e ad appiattire le identità…

Francesca Di Giorgio: Il suo lavoro guarda con evidenza al passato eppure ha dichiarato che tutto nasce, al presente, da un interesse per l’”Altro”…
Giovanni Sesia: Il mio lavoro nasce dall’esigenza di trasmettere allo spettatore l’interesse che io nutro verso l’”Altro”. Tutto è nato dall’incontro casuale con alcune lastre raffiguranti dei pazienti di un ospedale psichiatrico, dal primo istante in cui mi sono ritrovato di fronte ad alcune di queste immagini stampate ho capito che quei volti avrebbero significato una svolta fondamentale nel mio lavoro.Tuttavia questo tema, legato in un certo modo alla follia, altro non è che una metafora del presente: la spersonalizzazione, la cancellazione dell’identità, l’oblio, sono ricorrenti, queste, ed altre, sono da considerarsi le vere follie.

La malinconia è il “luogo” più comune in cui si rifugiano i ricordi ma di cosa parlano i volti, i fiori, gli oggetti delle sue opere?

Certo, la malinconia è un sentimento che emerge automaticamente quando si rivolge l’attenzione a un tempo lontano, ma in realtà i volti e gli oggetti che io rappresento sono dotati di un valore atemporale, essi sono una riflessione sull’esistenza quotidiana, riscoprono il vissuto del passato e lo aggiornano per permetterci di comprendere il presente.

Il latino del titolo Fugit Irreparabile Tempus, riporta l’attenzione sull’aspetto universale che accomuna gli uomini sulla linea del tempo che passa e sull’importanza che la storia ricopre per la comprensione del presente. Su quali lavori si concentra la personale da Movimento arte contemporanea?

La mostra da Movimento, a cura di Barbara Frigerio, si concentra su un unico lavoro di grandi dimensioni e sullo sviluppo di alcuni suoi particolari. La frase latina del titolo, tratta da Virgilio, l’uso dell’oro di fondo, la composizione a polittico suggeriscono una classicità recuperata per consolidare la tematica temporale. Il tempo avvolge tutto, è la componente fondamentale da cui tutto origina.
Il punto di partenza è il passato, i volti dimenticati, le identità andate perdute e cancellate ma questo ci porta e riflettere sul presente: oggi, come allora, le nostre identità non rischiano, altrettanto facilmente, di venire cancellate? Anche oggi nella nostra realtà molto spesso si è solo parte di un archivio, in cui siamo distinti solo da un numero progressivo.

La fotografia, alla base del suo modus operandi è, di per sé, simbolo di una recondita volontà di fermare il tempo. Viene d’istinto chiederle: qual è il suo rapporto con questo mezzo e quando si è unito alla pittura?
Credo che i linguaggi siano superati, vedo dei pittori che dipingono olio su tela che sono ottimi fotografi per i tagli che riescono a dare all’immagine e vedo fotografi che potrebbero essere dei bravi pittori. Ormai non c’è più confine tra le discipline… pittura, scultura, fotografia, quello che conta è avere le idee chiare su cosa si vuole esprimere e riuscire a farlo con tutti i mezzi possibili e immaginabili superando il limite della coerenza in rapporto a un linguaggio. Ancora più importante è che il messaggio trasmesso abbia un senso e un contenuto e che non sia solo un compiacimento della tecnica. Detto questo, non posso certo nascondere l’emozione di quando, stampando le vecchie negative trovate nei mercatini, ricompaiono i volti e gli sguardi di persone dimenticate.

La mostra in breve:
Giovanni Sesia. Fugit Irreparabile Tempus
a cura di Barbara Figerio
Movimento arte contemporanea
Corso Magenta 96, Milano
Info: +39 02 436246
www.movimentoarte.it
16 aprile – 28 maggio 2010
Inaugurazione giovedì 15 aprile 2010 alle ore 18.30

In alto da sinistra:
Senza titolo, 2010, tecnica mista su base fotografica, cm 80×60
Fugit Irreparabile Tempus, 2010, tecnica mista, cm 250×360

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