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MILANO | Federico Luger Gallery | 5 febbraio – 31 marzo 2014

di GINEVRA BRIA

Negli spazi verticali della galleria di Federico Luger, la seconda personale di Giovanni Rizzoli (1963, Venezia) segna. La scultura diventa la forma estetica semplificata dello scambio irriducibile tra la fiaba e la parabola di un Vangelo mai scritto. Tanto che i discorsi, tra provocazione e laicità, vengono esemplificati a linguaggio astratto, a conformazione materica simbolica, significanti in cui non c’è niente da dire, o attraverso i quali, forse meglio, c’è da dire, da raccontare il niente. L’equivalente di un oggetto che non è tale. Ma un oggetto che non è tale non è affatto un niente, è un oggetto che non cessa di assillare con la sua immanenza, la sua presenza vuota e immateriale.

Giovanni Rizzoli, Sculture Possibili, The Sky Above The Blood Below,  installation view, Federico Luger Gallery, ph. Luca Carrà L GALLERY
In Sculture Possibili tutto il problema è ai confini del nulla, relegato a materializzare quel nulla; ai confini del vuoto, in cui si è spinti, per cause di forza maggiore, a tracciare la trasparenza del vuoto; ai confini dell’indifferenza, un acquario di senso in cui navigare in base alle regole misteriose dell’indifferenza.
Giovanni Rizzoli, Ipotesi di Ascensione, 2002 Bronzo, ph. Luca CarràLa scultura di Rizzoli non è mai riflesso meccanico delle condizioni positive o negative del mondo ne è l’illusione esasperata, lo specchio iperbolico.In un mondo votato all’indifferenza del segno e dunque alla sua ipertrofica esasperata proliferazione, Sculture Possibili non può che enfatizzare quell’indifferenza.

Il percorso espositivo, visivamente scomposto tra il piano terra e quello interrato, si divide formalmente tra l’altorilievo e la scultura, dando vita ad una personale volutamente celata dall’apparenza di superficie. Un luogo in cui la distanza, tra l’uomo e le sue proiezioni divine, diventano due parti dello stesso cerchio, dello stesso circolo. Accanto alle sculture è esposto, all’interno di una teca in plexigas, Paradise Lost, che rievoca le pene dell’allontanamento dalla grazia divina. La condizione segnica dell’umano viene analizzata anche attraverso la vicina Cono Aureo (2013), altorilievo murale composto da imbottitura e damasco dorato, irrorati da una flebo che instilla sul tessuto liquido blu. Questo lavoro è stato posto all’ingresso della mostra di fronte a Torre, scultura in damasco avorio del 2013.

Giovanni Rizzoli, Oltre, 2011-2013, Marmo nero del Belgio, ph. Luca Carrà
La disquisizione teoretica di Rizzoli prosegue nelle sculture Oltre (2013) e Ipotesi di ascensione (2002‐2013), rispettivamente: una sfera di marmo nero del Belgio di 45 cm di diametro con un’unica incisione in aramaico del nome di Gesù, posizionata in modo tale che l’iscrizione risulti nascosta allo sguardo e una figura in bronzo appesa, con le mani alzate al cielo.

Giovanni Rizzoli
Possible Sculptures, The Sky Above The Blood Below

5 febbraio – 31 marzo 2014

New Space Federico Luger GALLERY
Via Circo 1, Milano

Info: +39 0267391341
www.flgallery.com

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