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BOLOGNA | Galleria d’Arte Cinquantasei | 6 aprile – 1 giugno 2013

di ALICE ZANNONI

Senza voler usare una falsa retorica populista, tocca ammettere che l’Italia è veramente strana; il rapporto del nostro Paese con la cultura, poi, è come quello di un figlio ripudiato in casa (solo così si può giustificare la vergognosa cifra del ben 1% di soldi pubblici destinati ai beni culturali!) e solo così si può comprendere come una mostra di portata internazionale sia presentata da una piccola galleria privata a Bologna, cosa che altrove avrebbe ingolosito i musei più importanti facendone, con un po’ di marketing, come si sa fare all’estero, un “caso culturale.”

Stiamo parlando della mostra Balla coloratissimo e luminosissimo, a cura di Elena Gigli che, alla Galleria Cinquantasei di Bologna, espone in anteprima mondiale i collage di Giacomo Balla realizzati tra il 1914 e il 1925: 35 mai esposti fin’ora, di cui 5 inediti.

Si stima che in tutto le opere di questo tipo siano poco più di un centinaio nel mondo, il che fa della sperimentazione di carte colorate una “chicca” rispetto alla produzione totale dell’artista da considerare nel periodo del primo futurismo. Probabilmente è la penuria di materiale del momento bellico che ha spinto Balla a servirsi dei pezzi di carta trovati in giro, come gli incarti dei cioccolatini o gli scarti di fotografie, ma la critica ritiene che, oltre alla necessità, l’operazione rientri perfettamente nello spirito di “ricostruzione futurista dell’universo” di cui Balla, con Depero, è propugnatore.

Il catalogo della mostra presenta interventi critici di Elena Gigli, Claudio Spadoni ed Estemio Serri che, in qualità di comitato scientifico, hanno deciso di corredare il testo con la sezione “Giacomo Balla” con opere dal 1904 agli anni ’50 per meglio contestualizzare i collage all’interno della produzione e far comprendere che, nella parabola poetica di Balla, il rapporto con il naturalismo, in particolare il recupero della figurazione degli anni ’30, trova radici già nel momento di massima produzione astratta, ben evidente anche nella “pittura di carta” il cui riferimento è sempre la natura nell’ipotesi di “ricostruzione globale”.

Quando le istituzioni mancano per fortuna che ad intervenire c’è la sensibilità e la passione del privato e in questo la galleria Cinquantasei di Bologna ha dato prova di eccellenza, a confermare il tutto le parole di Estemio Serri, fondatore storico dello spazio espositivo: «Nessuna opera è in vendita, è una mostra culturale fatta con il solo investimento della galleria. Il desiderio era quello di trattare con grande impegno un artista di rilevanza internazionale che fa parte del movimento italiano più importante al mondo”.

Balla coloratissimo e luminosissimo. I collage 1914-1925
A cura di Elena Gigli

6 aprile – 1 giugno 2013

Galleria d’Arte Cinquantasei
via Mascarella  59/b, Bologna

Orari:  da martedì al sabato: 10.00 – 13.00 | 16.00 – 19.0; domenica e lunedì 16.00 – 19.00

Info: +39 051 250885
info@galleria56.it
www.galleria56.it

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