Milano | Officine Saffi | 30 novembre 2016 – 8 febbraio 2017

Officine Saffi inaugura il 29 novembre la mostra dedicata al grande artista faentino Carlo Zauli (1926-2002) e al norvegese Torbjørn Kvasbø (1953).
Realizzata in collaborazione con il Museo Carlo Zauli e con il patrocinio del Reale Consolato Generale di Norvegia, la mostra Geometria del disordine rievoca “nell’incrocio tra le esperienze ormai storiche di Carlo Zauli e quelle tutte contemporanee di Torbjørn Kvasbø, il titolo di una raccolta poetica tra le più intense degli ultimi decenni, Geometria del disordine di Maria Luisa Spaziani”.

Torbjørn Kvasbø, Stack, yellow, 2010, terracotta, elementi tubulari estrusi manualmente e assemblati insieme, smalti

Torbjørn Kvasbø, Stack, yellow, 2010, terracotta, elementi tubulari estrusi manualmente e assemblati insieme, smalti

“Figli di generazioni e di geografie diverse, ma d’animo per molti versi affine, Zauli e Kvasbø muovono da uno snodo criticamente cruciale, la negazione della forma preventiva e l’idea di opera non come compimento di un processo fabrile, ma come affermazione della problematicità del processo stesso.”

Il nucleo della ricerca di Carlo Zauli è il semplice “grumo” di argilla a cui dà forma esaltandone le misteriose tensioni interne, “le forme naturali invisibili…che respirano ed intendono venire in superficie e vogliono essere”. Nascono così opere come le Zolle, Aratura o i Vasi sconvolti. Testimonianze del profondo legame che l’artista ha con la terra e di cui cerca di cogliere “il segno della e nella terra, della e nella natura capace di imprimere quel senso vitale e costruttivo sempre presente intorno a noi e in noi”.

Carlo Zauli, Vaso sconvolto, 1978, grés, smalto “Bianco Zauli”, nero e platino

Carlo Zauli, Vaso sconvolto, 1978, grés, smalto “Bianco Zauli”, nero e platino

Torbjørn Kvasbø celebra il legame con l’argilla partendo dall’archetipo della forma-contenitore e del suo ruolo nella storia dell’uomo. Una ricerca che vede rinnovare e rivivificare questo materiale in una serie colorata Stack che sarà esposta in mostra e che ha come riferimento la classica forma del vaso destrutturata e consegnata ad un nuovo riferimento plastico, attraverso la moltiplicazione di segmenti tubulari composti a spirale. “Forma che allo stesso tempo è un corpo a sé stante, un torso tridimensionale con i propri gesti e i propri stati d’animo”. Un lavoro consapevole della resistenza della materia sulla quale Kvasbø sa di non avere alcun controllo, e che attraverso il segno si fa interprete degli stati emotivi interiori dell’artista.

Torbjørn Kvasbø, Stack, white, 2010, terracotta, elementi tubulari estrusi manualmente e assemblati insieme, smalti

Torbjørn Kvasbø, Stack, white, 2010, terracotta, elementi tubulari estrusi manualmente e assemblati insieme, smalti

“In entrambi lo strappo e la frattura, la lacerazione e la compressione, la torsione e lo schianto…sono in modo estremo e intimamente sofferto, atti amorevoli di liberazione e di complicità più profonda, momenti di ricerca di uno strato più radicalmente decisivo delle ragione di forma… Dar forma e negarla sono, possono essere, a ben vedere, sistole e diastole, movenze compresenti e parimenti necessarie, là dove infine null’altro esista che la tensione, intima e necessitata, dell’opera, quella sua misteriosa e sempre sperata autonomia e identità, che la fa individuo prima e al di là di ogni estetica”.

GEOMETRIA DEL DISORDINE
CARLO ZAULI & TORBJØRN KVASBØ
a cura di Flaminio Gualdoni

30 novembre 2016 – 8 febbraio 2017
Inaugurazione: martedì 29 novembre, 18.30

Officine Saffi
via Aurelio Saffi, 7 – Milano

Orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.30, sabato dalle 11.00 alle 18.00.
Domenica su appuntamento.

Ingresso gratuito

Info:
Tel. +39 02 36685696
info@officinesaffi.com
www.officinesaffi.com

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