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INTERVISTA DI LIVIA SAVORELLI
tratta da Espoarte Contemporary Art Magazine n.63

Ognuno di noi almeno una volta nella vita ha realizzato un sogno, del quale al risveglio sono rimasti soltanto gli indefiniti contorni di un ricordo scomposto e irreale. Addentrarsi, invece, ad occhi aperti nell’onirico mondo di Gary Baseman significa perdere fin da subito la percezione del confine tra reale e surreale, tra bene e male, consci che ogni rappresentazione è soltanto un piccolo “fotogramma” di un racconto in divenire [Tratto da “The Toy Master l’uomo che reinventò i giocattoli”, intervista a Gary Baseman di Roberto Croci aka La Bestia per La Repubblica XL].Nel mio universo ci sono animali addomesticati che vorrebbero vivere liberi ma che devono sottostare a leggi, ci sono palloncini capaci di andare oltre la vita comune e nuvole che sono la somma tra la mente e il corpo. Solo le donne dei miei quadri sono reali, gli uomini al contrario sono creature immaginarie. Lasciamo, allora, correre la nostra immaginazione e addentriamoci alla scoperta di questo mondo, con una guida d’eccezione, colui che è ispirazione, genio e creatore…

Livia Savorelli: Nell’home page del tuo sito internet ti definisci “pervasive artist”? E dati i risultati della tua opera, non posso che confermare questa calzante definizione… A quale “corrente” artistica ti senti di appartenere e quali artisti contemporanei senti a te più affini?
Gary Baseman: Credo che qui a Los Angeles stia avvenendo qualcosa di molto speciale.
C’è un bel gruppo di quelli che io chiamo “underground LA artists” che stanno realizzando bellissimi lavori, iniziando ad ottenere riconoscimenti in tutto il mondo: artisti miei contemporanei come Mark Ryden, Camille Rose Garcia, Clayton Brothers, Shepard Fairey, solo per citarne alcuni. Francamente non credo che il mio lavoro si collochi comodamente in alcuna corrente artistica. Amo sperimentare e lavorare con differenti media, dai dipinti ai toys in vinile fino ad arrivare alla TV, ai film, alla fotografia e alla moda. Mi sono divertito, inoltre, davvero molto a realizzare, a maggio a Los Angeles, un Festival della performance, dando vita a una “festa” davvero mitica, La Noche de la Fusión: la notte della “mescolanza”, della “fusione”, dell’“oscuramento” del puro e dell’impuro, del giusto e dell’errato, del buono e del cattivo. Questo evento è un tentativo di rompere le barriere che la società ha innalzato, che ci impediscono di conoscere e accettare il nostro vero io: rappresenta una grande celebrazione della bellezza “dolceamara” della vita.
All’interno della celebrazione, la mia galleria ha occupato il parcheggio all’aperto, con dieci giovani donne – che indossavano versioni da me ideate del costume di Carnevale, che sono state realizzate dalla mia amica Wendy, che ha all’attivo due Emmy – mangiatori di fuoco, ballerini brasiliani, giochi, per finire con una “Cerimonia della Metamorfosi”. Ho realizzato un’edizione limitata di maschere vacu, lanterne e bandiere dalla Tailandia e un altare dove artisti di ogni parte del mondo interpretano la mia figura-divinità, l’Enlightened Chou. Duemila persone hanno potuto vivere quest’esperienza, che anche il mio amico Mark Ryden ha confermato essere la migliore inaugurazione nella storia delle inaugurazioni d’arte.

La tua carriera inizia negli studi di produzione della Walt Disney, dove concepisci e realizzi il cartone di successo Teacher’s Pet (2004), che si aggiudica ben tre Emmy Awards… I personaggi che animano questa famoso cartone televisivo sembrano gli “antenati” dei protagonisti delle tue opere. Come è avvenuto l’incontro con il “gigante” Walt Disney e come ha influenzato il tuo immaginario? Quando la tua attività di illustratore e di cartonista sfocia in quella di artista visivo a 360? Cosa ha determinato in particolare questa svolta?
La mia carriera ha avuto una svolta prima che io creassi Teacher’s Pet. Ero già un illustratore di successo e lavoravo per quasi tutte le riviste e i giornali, dal New York Times al Time Magazine, dal Rolling Stone a The New Yorker. Prima della Disney, avevo già prodotto per Nickelodeon due programmi piloti completamente animati, che non sono mai stati trasmessi.
Vivevo a New York quando il mio Louie, Louie, era ancora in stand by ed ero determinato a voler mandare in onda il mio show e trasferirmi a Los Angeles, dove ero nato e cresciuto, per entrare in contatto con networks e case di produzione per produrre serie animate. La Disney fu una tra le tante, ma rimase colpita da due mie idee in particolare e le scelse entrambe. Fui felice di avere la possibilità di creare uno show, che era basato anche sui miei dipinti e che aveva tutte le scenografie dipinte su tela, tanto da farle assomigliare ai miei lavori.

Toby, Chou Chou, Dumb Luck e Venison sono alcuni dei graziosi abitanti di questo mondo fiabesco e surreale. Ci presenti i personaggi che animano il Gary Baseman’s World? Come si pongono in questo mondo e quali sono le loro ambizioni? Come convive questo immaginario con i rimandi esplicitamente sensuali che pervadono le tue rappresentazioni?
Credo di creare istintivamente questi straordinari amici immaginari in concomitanza con la preparazione di ogni mia personale: un tema inizia a prendere forma, così come certe creature iconiche e io finisco per dare loro dei nomi e una particolare personalità. Ho l’abitudine di portare con me uno sketchbook e cerco di disegnare ogni volta che pranzo solo o aspetto. Toby è nato quando avevo bisogno di un “migliore amico”, qualcuno che “conoscesse i miei piccoli sporchi segreti ma mi amasse incondizionatamente”.
Dumb Luck è stata la mia prima mostra personale a Los Angeles nel 1999: il coniglio entusiasta delle sue zampette portafortuna – anche se ha una gamba di legno – è stato poi trasformato da CritterBox, pochi anni dopo, nel mio primo grande toy in vinile.
Venison era ispirata a una ragazza “reale” a me molto cara. Ho viaggiato in tutta Europa, disegnandola e ho usato il materiale in una mostra a Barcellona. Chou Chou è diventato uno dei migliori amici immaginari. Allontana tutte le energie negative delle ragazze, le assorbe e le rilascia dal suo ombelico sottoforma di crema liquida. ネ apparso per la prima volta nell’esposizione I melt in your presence per avere poi una sua propria mostra Hide and Seek in the Forest of ChouChou. Diventerà inoltre protagonista di un libro e di un peluche.
Tutte le mie creature sembrano vivere nel mio mondo surreale, nel quale possono interagire l’una con l’altra.

In ogni settore in cui ti addentri è un successo annunciato: dai celebri Vinyl Toys (di cui parleremo specificatamente in Object, in uno spazio a te dedicato)al merchandising, dalla partecipazione a mostre in tutto il mondo alla creazione di campagne di sensibilizzazione contro le grandi piaghe dell’umanità… Ci racconti brevemente il tuo contributo per la “JWT’s GAPA/BS World Aids Day Safe Sex Campaign”?
In questo momento sto preparando una mostra a San Paolo. Sono molto felice di essere stato invitato a partecipare e di avere dato un contributo all’iniziativa “Sesso sicuro”, una campagna pubblicitaria anti-AIDS organizzata in Brasile. Ho trovato molto intelligente soprattutto lo slogan, che ha associato la “nuova purezza” al sesso e non all’astinenza. Nel mio caso, da un mio lavoro è stata ricavata una versione 3D e il risultato mi sembra davvero molto cool. Mi è piaciuto molto contribuire con un’immagine S&M (Sex&Mockery), in cui il sesso è canzonato con un’immagine forte ma divertente!

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Sto realizzando un libro sulle mie mostre e l’Art performance Festival, La Noche de la Fusion e altri volumi. Cerco inoltre di trovare le giuste strade per portare questa performance in altri paesi, dato l’interesse riscosso in tutto il mondo.
Ho appena realizzato con Kidrobot la linea di toys Midnight Magi, rappresentanti figure custodi dei nostri più oscuri sogni. Parallelamente, sto lavorando con alcune case di moda ed è appena uscito per Hobbs&Kent un gemello di fascia alta ispirato alle quattro fasi della vita dopo la morte. Ho in corso un progetto per degli abiti per una splendida compagnia di Israele, la Frau Blau. Nel marzo 2011 realizzerò la mia prossima grande mostra alla Jonathan Levine Gallery. Spero, inoltre, di continuare a lavorare ad altri progetti editoriali e magari di ritornare anche in TV.

Gary Baseman è nato nel 1960 a Los Angeles (California), dove vive e lavora.

Mostre personali recenti:
2009 – La Noche de la Fusión, Corey Helford Gallery, LA
Sacrificing of the Cake, Urbanix, Tel Aviv Israel
Knowledge Comes From Gas Release, Iguapop Gallery, Barcelona
2007 – Hide and Seek n the Forest of ChouChou, Billy Shire Fine Arts, LA
I Melt in Your Presence, Modernism SF

Mostre collettive recenti:
2009 – True Self, Jonathan Levine Gallery, New York City
– Pictopia, Berlin
2008 – The Clown Show, Corey Helford Gallery, Los Angeles
Year of the Rat, GR2 Los Angeles
Made in America, Choque Cultural, Sao Paulo, Brazil

Dall’alto:
Ritratto di Gary Baseman con Toby, Firenze
“Temptation of Forever”, 2009, acrilico su tela, cm 91,5×122
“Bubble Girl”, 2009, acrilico su legno, cm 122×91,5

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