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MILANO | Galleria Giuseppe Pero | 10 dicembre 2015 – 31 gennaio 2016

di FRANCESCA CAPUTO

Il Ghetto Ebraico di Venezia è il primo della storia e sopravvive ancora oggi in tutte le sue particolari stratificazioni, a cominciare da quella architettonica, con i caratteristici edifici che, unici in città, si espandono in verticale per contenere una concentrazione altissima di persone.
Nacque nel 1516, sul sito che fu delle antiche fonderie, nel sestiere di Cannaregio, circondato da un canale, cui si accedeva attraverso ponti, facilmente controllabili. Nell’anniversario dei cinquecento anni del Ghetto, con la personale Da Terra a Cielo negli spazi della Galleria Giuseppe Pero di Milano, Vanni Cuoghi racconta in quaranta opere inedite, le storie della comunità ebraica di Venezia.

Vanni Cuoghi, Monolocale

Affascinato dalla stratificazione dei ricordi che si dipanano e susseguono tra calli e campi, tra abitazioni e sinagoghe – nascoste da facciate apparentemente anonime – l’artista narra tracce di vita quotidiana della società dei mestieri e momenti identitari, di straordinari personaggi che hanno saputo fornire un denso contributo artistico, editoriale e culturale, interagendo, tra alti e bassi, con la società circostante.
Attraverso citazioni letterarie, artistiche e contaminazioni surreali, questi accadimenti prendono forma nella nuova serie di Monolocali, diorami realizzati ibridando diverse tecniche: disegno a china, acquarello, collage e immagini intagliate minuziosamente con il paper cutting.
Le stanze custodiscono microcosmi in equilibrio tra realtà, memorie, leggende secolari e ricostruzioni immaginifiche.

Vanni Cuoghi, Monolocale

Così, i giorni della peste rivivono nella stanza del medico mentre in quella dell’usuraio è inscenata una danza di ratti tra registri di pegno, oggetti e cumuli di monete. Nel suo monolocale, il rabbino è circondato da volumi del sapere ebraico, alambicchi, simbologie e simulacri. Ci sono poi, i rastrellamenti nazisti, il sacrificio di Isacco e il Golem, avvenimenti che si intrecciano, nei singoli monolocali, con le avventure di Corto Maltese di Hugo Pratt nel Ghetto, alla ricerca della “clavicola di Salomone”, smeraldo purissimo proveniente dall’Oriente e talismano magico, misterioso. O con la Venere degli Stracci di Pistoletto, omaggio agli abiti usati, di cui gli Ebrei furono abili mercanti.

Vanni Cuoghi, Monolocale34, Venere-del-Gheto-Novo-2015-cm-21x30-china-e-acquerelli-su-carta

Come palcoscenici mentali, questi teatrini sono amplificati da un senso pervasivo di inquietudine, attraversati da elementi dissonanti, enigmatici, grotteschi, da errori visivi disturbanti, aguzzando la capacità di visione dello spettatore.
Ne vengono fuori dipinti in forma di scatole prospettiche, dove i piani dimensionali e narrativi si moltiplicano e confondono nel gioco, nell’ironia, nello stupore della scoperta.

Vanni Cuoghi. Da Terra a Cielo

Galleria Giuseppe Pero
Via Porro Lambertenghi 3, Milano

10 dicembre 2015 – 31 gennaio 2016

Orari: lunedì – venerdì dalle 14.00 alle 18.30

Info: +39 02 66823916
info@giuseppepero.it
www.giuseppepero.it


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